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Inserito:  30 Nov 2008 14:06
Temo per la mia incolumità e per quella di mia figlia.
Ho vissuto anni di maltrattamenti, di quelli difficili da smascherare. Ci si abitua a pensare che l'uomo che distrugge una donna sia sempre un bruto mal rasato, sporco e ubriaco che le sferra pugni.
Invece no, a volte ha la faccia d'angelo, un buon livello culturale. La sveglia di notte, la obbliga a rapporti sessuali in cambio del sonno, la riempie di dispetti difficili da attribuire, le scava intorno un vuoto di amicizie sparlandole dietro e distrugge la sua autonomia poco a poco. Usa i suoi figli e la loro serenità come merce di scambio per ottenerne il silenzio.
Poi un giorno comincia a farle del male, le provoca un aborto a spintoni, la colpisce, la minaccia di morte. La ossessiona con una gelosia assurda e immotivata, la calunnia, distrugge tutto il suo lavoro.
Infine cerca di strangolarla, quando lei è con un piede fuori dalla porta.
E' successo a me, faticano a credermi e nessuno mi difende come dovrebbe. Viene garantito a questo delinquente il diritto di vedere nostra figlia senza alcuna protezione, sebbene le minacce di morte mi siano state rinnovate ancora. Non è facile beccarlo, sbugiardarlo. E' un demonio, la sua mancanza di responsabilità lo spinge a molestarmi ancora, ma sta bene attento a non lasciare tracce. E' furbo, disonesto e senza scrupoli come un vecchio malavitoso.
Ora che mi sono rifatta una vita con un brav'uomo cerca di far del male anche a lui, ma il reale obbiettivo sono io.
Pian piano l'attenzione degli operatori sociali si sta allentando, quando non ci saranno più osservatori o ce ne saranno di meno lui potrebbe riprovare a farci del male.
Aveva promesso che avrebbe potuto nuocere a nostra figlia, io temo per lei. Non sono riuscita ad ottenere né incontri protetti, né che le psicologhe rilevassero la pericolosità di questo farabutto.
Navigo tra pessimi professionisti che si arrogano il diritto di dirmi come dovrei vivere (se questa è VITA!), problemi economici ed il dubbio che un giorno o l'altro io debba incontrarmi faccia a faccia con la morte.
Spero la mia e non quella di mia figlia. A volte ci penso, con dispiacere. Non arriverei mai a togliermi la vita, mi piacerebbe invece viaggiare, dipingere, fare tutte le cose che non riesco a fare in questo stato. Ma la mia esistenza è diventata talmente uno schifo che se dovesse capitarmi qualcosa per me sarebbe una liberazione..... mi spiacerebbe solo per mio marito e per mia figlia. Ma per me no. Non vedo sbocchi, la giustizia di questo mondo è solo un'utopia. Per vivere nella paura molti anni, per di più pressata da cavilli legali che mi impediscono di allontanarmi, di difendermi in alcun modo, senza mai potermi concedere qualche piccolezza perché tutto quello che guadagno va in avvocati, VALE LA PENA DI VIVERE? Se domani dovessero diagnosticarmi qualcosa penso che non mi farei nemmeno curare. Farmi del male no, ma lottare per vivere in questo modo nemmeno. Mi dispiace ma mi si sta chiedendo troppo...
Inserito:  25 Dic 2008 18:38
Sei in guerra,nessuno combatterà al posto tuo.Mi sembri una prsona intelligente...combatti ad armi pari,usa astuzia e intelligenza.
Così la vedo io,magari sbaglio,ma ti sono molto vicina.E altrimenti,affidiamoci alla provvidenza!
Inserito:  11 Gen 2009 21:45
Ciao Cabiria, grazie di avermi risposto.
E' davvero guerra aperta. Non posso permettermi furberie, in primis non sono capace in questo stato, e poi quando ci sono di mezzo i bimbi è più difficile....

Ma lotto portando avanti la verità, sperando che il tempo mi dia ragione.

Vivo sperando che quest'uomo si stufi di rompere l'anima, non è mai stato molto paziente e un po' all a volta si renderà conto che sta solo perdendo tempo ed energie, perchè io non tornerò da lui, qualunque cosa faccia.

Il problema è che sono molto stanca anch'io....

Un abbraccio. Violetta
Inserito:  20 Feb 2009 11:43
Non smettere di lottare. Ho una storia simile alla tua, un po' meno drammatica perchè non è mai passato alle mani, ma la cattiveria atroce delle sue parole, la maldicenza, il palese disprezzo sì, c'erano tutti. Diceva a nostro figlio che non lo riconosceva come tale, che era appartenente solo alla mia famiglia che lui disprezzava (perchè piemontesi, perchè parlavano in dialetto, perchè persone mansuete). L'ho lasciato con fatica e, devo dire per fortuna, non ha mai voluto occuparsi del figlio se non economicamente. Io l'ho odiato anche per questo, mio figlio senza un padre affettuoso perchè io avevo scelto proprio lui che non desiderava esserlo.
Mi immaginavo in un futuro mentre accorrevo al suo letto di morte e gli mettevo davanti tutto il mio odio. Beh, non è andata proprio così. Gli anni sono passati, lui si è ammalato ed era solo, soltanto una vecchia compagna di scuola lo accudiva, il figlio andava a trovarlo in ospedale per dovere, incapace di affetto. Non ha mai voluto che io andassi a trovarlo, non voleva farsi vedere in quello stato, lui che al telefono mi domandava sempre speranzoso se "mi ero sfasciata", perchè il mio bell'aspetto lo infastidiva. E' morto e me ne sono occupata io, dai fiori alla bara a tutto, non economicamente (aveva ottime risorse economiche lasciate al figlio). Ho anche pianto, un po' per la pena che un corpo straziato dal cancro provoca e un po' per un passato vissuto insieme, per i momenti belli e lontanissimi, per lo spreco di un progetto e di una vita.
Poi mi è passata la commozione e nei suoi confronti il risentimento è tornato, mio figlio oggi adulto ha un'affettività anormale, contenuta e difficile, e questo resta una sua responsabilità.
Non so se ti ho aiutata ma ti invito a stare molto vicino a tuo figlio e a farlo sentire tanto amato e protetto. Non coinvolgerlo nelle tue giuste recriminazioni. E' sempre stato il mio obiettivo e almeno in questo ce l'ho fatta.
Auguri di cuore.
Inserito:  21 Feb 2009 16:09
quanta sofferenza ma anche quanta forza nelle tue parole Viola ! Sembra impossibile che proprio le persone che più abbiamo amato e in cui avevamo riposto sogni e speranze si possano trasformare, a volte,  nei più duri e cattivi persecutori ma accade purtroppo ed in quei momenti le donne, sopratutto per difendere i figli diventano leonesse. Leonesse ferite si ma forti e tenaci.
Condivido quanto hai scritto,capisco molto bene tutti i passaggi emotivi e le varie fasi della tua rielaborazione del dolore e plaudo sopratutto  all'ultima frase: amare i figli, difenderli ma non coinvolgerli in queste lotte fra genitori.
grazie Viola della tua lezione di vita. Zara
Inserito:  11 Nov 2020 08:38
Ciao violetta. Questo è un topic di molti anni fa e Mi ha colpito la tua storia. È proprio vero che non c'è giustizia in questo mondo . Volevo chiederti come stai? E la tua bimba? Sei riuscita a risolvere il problema? Spero che tu abbia ripreso la tua vita in mano.