Prima di partecipare leggi le Regole del Forum
»Utente: »Password:   Auto-login 
Inserito:  28 Mar 2014 20:23   Ultima modifica di: tutto
Ciao a tutti e buonasera.
Mi chiamo Raffaele, ho 39 anni, sono di un paesino sperduto in questo mondo.
Vorrei raccontarvi la mia vita, sperando che lo sfogo allontani dai miei sogni questa certezza che è il suicidio. Cercherò di tralasciare qualche anno della mia vita, nel caso mi dimentichi di qualcosa di essenziale, lo modificherò se ci sarò ancora.

Nato in una famiglia di campagna tanti anni fa, ricordo a stento i miei nonni, ma non il loro essere "padre padroni" verso mia madre. Già, mia madre. Nata lontana da questa città, figlia di proprietari di terra, sette otto figli, non ricordo. Passa il periodo della guerra, i veri nonni si vedono sottrarre le loro proprietà e, per non far morire i figli di fame o di stento, si trovano obbligati ad a farli adottare, uno zio vive qui, l'altro vive li, insomma, tutti i fratelli sparsi per l'Italia intera. A mia mamma gli "tocca" essere adottata da una famiglia campagnola (ndr ), ma con genitori padroni, e parecchio all'antica come modo di vivere e di fare. Mia madre si trova adulta sin dalla tenera età, cosi si usava un tempo, inizia a frequentare un tale dove la ammalia con promesse. Da questa relazione nascono 5 figli tra cui io, haimé, il vivere in campagna sta diventando difficile, quel marito si scopre essere un malavitoso, alla prima occasione abbandona mia madre e tutto il resto della famiglia. Mia madre non sa più trovare la forza ed il tempo per badare a tutti quei mocciosi che girano e gridano sempre, vogliono giocare, vogliono mangiare, non erano altro che bambini con tanta di voglia di vivere. Cosi, contro una scelta materna, andando anche contro quei pianti continui, decide di mandarci in collegio, due mie sorelle da una parte, io e mio fratello da un'altra (io avevo tre anni). L'ultima nata, lo seppi parecchio dopo, un giorno si presentò quella figura paterna a casa, se la prese e la portò via con se. Passa qualche anno, il padre adottivo di mia madre decide che, dato che la sua moglie era morta, mia madre non riusciva più a far fruttare quel terreno, di vendere il tutto ad una persona, ahia, vendette una enorme distesa di terreno con annessa casa enorme, e tanto altro ancora per quattro spiccioli, vabbe, non posso dar torto a quella persona, erano tempj dove l'ignoranza era vissuta come modo di vivere. Con quei quattro spiccioli comprò una casa, ma qui ebbe la seconda fregatura, non sapendo ne leggere e ne scrivere, firmò per casa più piccola e senza altre comodità. Vabbe, sorvoliamo.
Intanto compio sei anni circa se ricordo bene. Le difficoltà a casa son tante, come pagare questo o quello, dove trovare dei soldi per mangiare?
E cosi che la mamma si ritrova a fare delle scelte, una mia sorella viene adottata da una famiglia benestante, avevo sei anni quando la vidi l'ultima volta, mio fratello di due anni più piccolo cresce con due zitelle (ndr) che gli cambieranno la vita, ottime scuole, abiti, macchine etcc. Con me ci provavano ad adottarmi un bel po di famiglie, ricordo vagamente una coppia che aveva una enorme casa con una piscina grande come il mare, quelle due o forse tre settimane che mi tennero con loro, mi portarono in giro per l'Italia, ma, mia mamma mi mancava tanto, quei doni materiali non compensavano quella figura materna, non ricordo chimvoi siate, ma vi ho voluti bene, grazie. (sorvolo qualche anno di maltrattamento nel collegio, sia fisico ed altro)
Andavo bene a scuola, ma molto bene, ma c'era un qualcosa in me che voleva ribellarsi, un qualcosa in me che voleva vivere (capitava che volte mia madre ci teneva a casa con se, e cosi iniziai a lavorare). A dieci anni feci il mio primo lavoro, vendevo più giornali io che un edicola, dai dodici ai quattordici anni un altro, a quattordici anni feci il barista, a sedici il tuttofare, a diciotto anni partii per militare, misi la firma, e ci rimasi tre anni.
Ma a diciassette anni mi capitò un qualcosa che auguro a tutti, mi innamorai di un angelo vestito con un abito color turchese.....
Qualche missione all'estero, qualche missione in Italia, avevo un bel gruzzoletto di soldi messi damparte. Mia madre nel frattempo conobbe un'altra persona, da questo rapporto nacquero due figli, il primo con un problema serio, malattia rarissima, la seconda morì per via delle botte che prendeva mia madre quando ancora l'aveva in grembo. Era raro che prendessi dei giorni di licensa, ma volevo far visita a quel fratello che cresceva, cosi mi presentai a casa, vidi mamma con un occhio nero, denti mancanti in faccia, piena di lividi, ricordo che diedi un pugno così forte ad un'anta di un armadio, che la spezzai in due, provai a chiamare i miei fratelli, gli implorai di stare accanto a mamma, di stargli vicino, ma nulla, andai a cercare quella persona, gli diedi tante di quelle botte, che le presero anche le altre persone che vennero a dividerci, diventai cieco di rabbia per la prima volta nella mia vita. Dovetti ripartire per il militare, avevo grosse possibilità di fare carriera, ma dovetti abbandonare quella vita che tanto mi piaceva. Cosi mi ritrovai a fare da fratello maggiore e crescere quel mio fratello con valori ed ideali di sincerità, onestà, ed essere caparbio nella vita. (continuo dopo)
Inserito:  28 Mar 2014 22:10   Ultima modifica di: tutto
(continuo)
Intanto la vita passa, ho amici, in tanti mi rispettano, mi so far voler bene dalla gente, trovo un altro lavoro cambiando reparto negli anni, sempre a migliorare il mio stipendio, feci un incidente d'auto, rischiai di rimanere bloccato a vita su di un letto come un semivegetale, ma la mia forza interiore fu tanta dal riabilitarmi in modo veloce. Rimasi scottato da un amore e dal venire a sapere che la morte se la prese negli anni indietro, non volevo legarmi con nessuna, ero un ottimo amante per alcune, un buon fidanzato temporaneo per altre, l'importante che non si varcasse la soglia della sofferenza, erano consapevoli tutte, del mio modo di vivere, nessuna si legò a me più di tanto, ero diventato un ribelle verso quel fottuto ed odiato sentimento. Ma haimé, la vita gioca sempre brutti scherzi, ai voglia a dire che non ti innamorerai più, ai voglia a pensare in modo ribelle, capiterà sempre una persona che ti cambierà la vita.....
Vennero i primi anni di crisi, l'azienda iniziò a fare tagli (ed imbrogli), prima che loro mi licenziassero, grazie anche a mia madre, mi presero a lavorare per un ospedale privato. Ottima paga, orari di lavoro cinque sei ore di lavoro, mi spostano in un centro privato, ottimi colleghi, buon posto di lavoro, al mattino mi alzavo prima o smettevo in ritardo, o lavoraro di più, era davvero un posto speciale.
Ricordo con affetto ed immensa felicità quel 28 marzo di quattro anni fa, io, due miei colleghi maschi e Lei, si parlava di baci, di come un bacio non sia nulla, mentre io dicevo che il bacio per me era un qualcosa di magico, ed importante...Lei disse, anche un bacio a stampo può causare un piacere? Ed io, certo...
Non vi racconto cosa nacque da quel momento in poi, quel bacio a stampo divenne un bacio magico, baci rubati dagli occhi, baci silenziosi, baci di passioni, e potrei continuare, ma soprattutto baci d'Amore.
Ci misi tanto a dirgli che l'amavo, eravamo pazzi entrambi, ci crescemmo quel sentimento giorno per giorno, fu davvero un bel crescerci un sentimento, ricordo tante cose, discorsi, parole, mamma mia, signori, mi innamorai follemente, ma l'Amore si sa, sa farti più male di mille coltellate, sa dilaniarti la vita in un modo cosi atroce, da avere pietà, semmai esista un inferno, di quelle persone bruciano tra le fiamme, e si vorrebbe far cambio con loro, anziché patire questa lenta agonia. Eppure, io agli inizi la tenevo lontana dal mio cuore, gli dicevo che non ero la persona adatta per Lei, ma in fondo in fondo, ammiravo quel suo lottare per avermi suo, ah quante sciocchezze da innamorati che abbiamo fatto, quanti rischi ci siamo presi, quante volte abbracciati mentre facevamo l'amore, morivamo per rinascere abbracciati,  sapeva darmi vita, riuscii Lei, dove tante non osarono imbarcarsi....forse un giorno vi racconterò dell'altro...

Finchè non iniziai a notare strane compravendite di esseri umani, e furti di migliaia di euro (centinaia). (qui viene la parte dove nell'altro post parlo della verità).
Come potevo nascondere e non avvisare quello che accadeva in quel reparto, sia ai propretari sia ad altre persone? Si era a rischio, sia di perdere il lavoro, sia di perdere la vita (minacce di morte etcc).
Mimfecimcoraggio, anche perchè mi feci una promessa da piccolo, dovevo crescere diverso da quella figura paterna, lui un criminale, io un onesto, decisi in passato quando lui si fece vivo, di rinunciare ad una vita agiata per quei valori sacri per me. Preferivo la fame al posto di essere servito e riverito, preferii patire anzichè essere plagiato dal dio denaro.
Fu cosi che mi feci coraggio, denunciai tutto, ma maledetto sia quel giorno che lo feci, perchè quella figura paterna aveva ragione, mio padre, mio papà scelse di sopravvivere in questo mondo bastardo, perchè le persone che dovevano proteggermi, dato che scoprii un sistema milionario (già, ho scritto milionario=milioni di euro guadagnati sulle spalle di povera gente), me le ritrovai contro, non subito, ma iniziarono a spostarmi di reparto, mi promisero che, se andavo in un altro posto, mi facevano fare la vita agiata, mi promisero di proteggermi, mi promisero avvocati, ma alla fine rimasi solo.
Ricordo ancora quei giorni che tornavo a casa, dopo una giornata di lavoro, gente che mi aspettava sotto casa minacciandomi di farmi sparire, e tanto altro ancora...
Non ebbi paura di loro, non è che il mio non aver paura era perchè ero "difeso", no, non avevo paura di loro perchè, dopo aver passato una vita come la mia, quel tipo di minaccia non era nulla al confronto di tante sfide vinte.
È passato un anno e quatro mesi da quella denuncia, mi sono trovato da,solo, mi son dovuto tutelare registrando la mia testimonianza con amici fedeli, se nel caso mi succedesse qualcosa (a breve per via "loro), di portare tutto alle forze dell'ordine. Provai a denunciare tutto molto prima, ma mi resi conto che, finanza ed altre forze, sono "pagate per non vedere e non sentire". La mia Lei iniziò ad allontarsi da me, mi abbandonò a dicembre, qualche giorno prima del mio compleanno, provai con tutte le forze di parlare, di fargli capire, ma Lei non ebbe e non ha pietà, non so se la morte arriverà prima o per colpa di quella denuncia o se deciderò io per colpa dimquell'abbandono, so solo che, a questo punto della mia vita, non mi interessa più vivere cosi.

Ho tralasciato tanti passaggi, potrei chiamarle anche sofferenze, non so che consigli darvi, se amare con infamia, se vivere al passo con quest'epoca bastarda, in fondo io non sono nessuno, sono uno scemo qualsiasi che tentò di vivere in modo onesto una vita che non lo è mai stata con lui.
Ed ancora una volta vimdico, amate pure, fate bruciare il vostro cuore di passione, ma tenete sempre a bada la vostra anima, se Lei o un Lui, riuscirà a trafiggerla d'Amore, sarete fottuti nel caso veniste abbandonati.

Con affetto sincero, buona vita a tutti da Raffaele :).
.
Inserito:  30 Mar 2014 19:45
28 Marzo di quattro anni fa.
Quando la natura si preparava a nuove rinasciste, ti presentasti Te, e ti infilasti tra di noi in quei discorsi sui baci, come un raggio di sole primaverile capace di dare nuova vita a tutto il creato. Mangiavi quel tuo panino con le gambe incrociate, quei tuoi immensi riccioli, ed ascoltavi, vedendo me, che dava una così alta importanza a dei baci, da farti smettere di mangiare e di concentrare i tuoi pensieri ed il tuo sguardo alle parole che dicevo.
Ascoltare quei miei colleghi, che maltrattavano quel gesto (baciare) con estrema volgarità e, penosa bassezza, interruppi il loro dialogo usando parole che li fecero zittire, come potevano maltrattare quel gesto, che per molti è inizio di vita? Ci spostammo nel magazzino, Te ci seguisti, volevi continuare ad ascoltare quel discorso, volevi ascoltare me e le mie parole.
Alla mia destra c'era Giovanni, alla mia sinistra c'era l'altro Raffaele, al centro c'ero io e Te difronte a me.
Dopo tanto dialogare, te interroppesti tutti dicendo, "un bacio può provare una emozione? Dai tanta importanza anche ad un bacio a stampo, ?" Vedendo quei tuoi occhi felici, ti risposi "certo...", con un modo di sfida ti avvicinasti a me, dandomi un bacio sulle labbra durato qualche decino di secondo, "cosa hai provato?", "vedendoti in faccia tutta rossa, mi domando io cosa ti ho scatenato...". Uscisti fuori velocemente, ti chiudesti in bagno, dopo aver ascoltato altre cavolate e porcherie da parte dei miei colleghi, ti venni a cercare, eri nello spogliatoio, bussai e mi facesti entrare, ti dissi "cosa è stato per Te quel bacio a stampo?" Passandoti una mano nei capelli, accarezzandoti il volto, vedentoti rossa in faccia, ti sussurrai che mi piacque, se pur di un secondo, quell'attimo fu interminabile, fu così, che, ti abbracciasti forte a me per la prima volta, per poi rivolgermi lo sguardo dicendomi che dovevi andare a lavorare, ti presi dolcemente la testa tra le mani, ti guardai negli occhi e non potei far a meno di baciarti, ti sentii mancare tra le braccia, quel tuo dolce tremolio, quei tuoi occhi immersi in un oceano di felicità. Tornasti di botto nella realtà, cacciandomi fuori con modi goffi e comici, dandomi un ultimo bacio a stampo.... Uscii fuori, mi sedetti sulla panchina sotto quel albero di limoni, e risi di tenera felicità. Iniziammo un periodo di confidenze, cosa volevamo dalla vita, cosa si desiderasse di più da questa vita. Ti raccontai poco della mia vita, anzi, forse nulla, la maggior parte delle cose che ti dicevo, non erano altro che miei desideri, quella voglia di trovare una donna che fermasse quel modo ribelle di vivere la vita, una donna che fosse stata più forte di quella rabbia interiore che avevo verso questo mondo ingiusto, capisti che ero testardo, che molti miei valori erano giusti, ma quelle guerre che facevo contro tanti, non erano altro che guerre perse.
Te invece, mi raccontasti tanto della tua vita, di quella tua sorella che venne a mancare anni fa, con tante cose che non sei riuscita a raccontargli, mi commossi senza fartelo vedere, quando mi raccontasti di tuo padre, era il tuo scudo, era il tuo motivo di vita, era il tuo risolvere qualsiasi cosa che non riuscivi a completare, era quella mano invisibile che ti alzava e ti dava forza quando eri in difficoltà, anche per quelle cose che tanti definiscono sciocchezze, a Te non importava, c'era tuo padre che ti risolveva tutto. Tutte le volte che mi raccontavi di un gesto che ti faceva, di una carineria, era come se la persona che mi stava raccontando quelle cose, era una bambina, i tuoi occhi e i tuoi modi, si tramutavano da fanciulla, quanta tenerezza che mi facevi. E così, tutte le volte che sentivivi bisogno di parlarne con qualcuno, mi cercavi, finendo sempre col piangere e di dirmi che ti mancava, abbracciandoti forte a me, a volte standomene in silenzio, facendoti capire tante parole mai dette in quell'immenso e sereno abbraccio che ti donavo. Quando me ne tornavo a casa, quel breve tragitto che era dal posto di lavoro, diventava una infinita strada, volevo stare ancora li, tenerti forte a me, facendoti capire che, quel abbraccio continuava anche quando te ne ritornavi a casa.
Era una sera di un giorno dispari di qualche anno fa, entrai in sala e mi misi a parlare con una paziente (buonanima), Te eri di turno, seduta poco lontana ascoltavi quelle parole che ci scambiavamo, ad essere sincero, non feci caso a Te, quei discorsi che ci scambiavamo con la signora Rosa, erano discorsi che volevo ancora tenere per me e solo me stesso. Si parlava perchè non avessi una donna affianco, di crearmi una famiglia, che ero bello e che non avevo nessun problema di trovare una donna etcc, non so cosa mi capito, ma aprii il mio cuore e gli dissi il mil più grande desiderio, avere da una donna che amavo ed un figlio. Si parlò di poco altro, ricordo solo che stranamente mi rattristai parecchio e me ne uscii fuori, me ne andai a sedermi li, su quella panchina magica, e piansi tenendo il capo nascosto. Sentii una brezza, un profumo ed una mano che dolcemente mi accarezzava, eri Te Antonietta. Chiedendomi perchè quelle parole mi misero tanta tristezza, mi abbracciasti più forte di come lo facessi io.
Passarono giorni, e tutte le volte che ci incontravano a lavoro, non era altro che un motivo per abbracciarci e darci baci. Venivamo prima a lavoro, per incontrarci, per scambiarci quei sguardi, se avevamo la possibilità anche dei baci, delle carezze.
Dannazione, un qualcosa dentro me stava iniziando a provare dei sentimenti, e così che ebbi paura.
Dopo sei mesi circa che stavamo insieme, era un mercoledì, presi la macchina e me ne andai lontano da te, dovevo far chiarezza nel mio cuore, dovevo capire cosa stsse accadendo alla mia anima. Me ne andai in un posto preciso di una zona di mare, dove incontravo il mio primo amore, quanto era bello quel posto anni fa, ora malridotto, ma non me ne importa, so chiudere tanto forte gli occhi, da immaginarmi di nuovo seduto su quella panchina.
Alberi enormi di eucalipto, lo iodio del mare, serenità, silenzio, peccato che di quella panchina oramai sia rimasto solo un pezzetto di legno, scesi dalla macchina, e stranamente come uno scemo iniziai a piangere. Inizia a pensare al mio primo amore, gli promisi che non mi sarei mai più innamorato di nessun altra, nessuma mai avrebbe avuto la mia anima, ma invece ora, qualcosa dentro me, iniziava a nascere, ti chiedo scusa e perdonami Nunzia, non riesco a mantenere quel giuramento, e passai la notte li, ricordo che un senso di tranquillità mi pervase, tanto che dormii tranquillo e sereno che feci tardissimo a lavoro, porcaccia miseria.
Passarono giorni, io andai in ferie, dovevo vedermi con amici, ma rifiutai, Te eri a lavoro, non me ne importava di loro, la cosa più importante per me eri Te, tutto il resto era confusione.
Era sera estiva, dopo quasi sette mesi che ci incontravamo di nascosto, ci demmo appuntamento, io scesi dalla mia macchina, entrai nella tua, ci baciammo, ma Te ti accorgesti che ero strano, togliesti il capo dal mio petto, ti rimettesti al tuo posto, e fissandomi negli occhi mi chiedesti cosa c'è, che cosa avessi...
Ti guardai negli occhi, presi ad accarezzarti il volto, e con il cuore in lacrime, provai a dirti che non ero l'uomo adatto a Te, te avevi tanto da perdere, io invece nulla, se continuavamo a vederci, Te un giorno ci saresti rimasta male, ed io non volevo che tutto ciò accadesse, Te con modi infantili, li per li non capisti subito, dicesti che ti stavo lasciando e che avevo un'altra ed altri film di gelosia in testa, quando vidi che non la finivi di blaterare, presi il tuo volto tra le mani, e feci parlare la mia anima al posto mio, non capisci che mi sono innamorato di Te, e che ora ho una fottuta paura? Ti Amo Antonietta.
Fu la prima di milione di volte che ti dissi che T'Amavo, ma oggi, ancora oggi, ci resto male per le altre miliarde di volte che te lo avrei voluto dire e che non ho fatto.
Quanto Ti Amo Antonietta, che non lo immagini.
Che bellissimi e stupendi anni.
Arriva settembre, i proprietari mi fanno quella proposta, con false promesse e con un inganno studiato a tavolino, riescono a convincermi di andarmene da quel posto, provai a cercarti quel giorno, ma trovai solo la nostra amica, non so cosa mi accadde, ma dissi di si, non perchè ricevetti quelle minacce di morte, ma pensai, cosa che non hai mai capito, che se, me ne fossi andato li, sarei riuscito a sistemare una persona, mi dovevano un piacere, non gli chiesi e chiesto mai nulla, solo,di prendere a lavorare una persona che tanto ami.
Non l'avessi mai fatta quella scelta, ma capii da subito, cosa che tu non hai capito nemmeno ora, che mi chiesero se volessi spostarmi, ma se avessi detto NO, mi avrebbero spostato lo,stesso, gli interessi loro eri più grandi, ma questa cosa, son sempre riuscito a tenertela nascosta, dovevo proteggere quel sentimento, quel Amore che tanto bruciava dentro me.
Ti sei lamentata tante volte che non ti cercavo da quando cambiai posto, non hai mai capito che alcune dimquelle volte, oltre ad essere stanco, se quelle persone che mi minacciavano, avessero conosciuto Te, come sarebbe finita? Ci misi tempo a raccontartele queste cose, ma la terza volta che vennero sotto casa mia, Ti mancarono per un soffio, loro se ne andarono, Te arrivasti con la macchina, ebbi u  fottuto terrore quando salimmo in casa, e te guardandomi negli occhi, mi dicesti cosa avessi, con un falso sorriso ed un tenero inganno, ti misi a tuo agio, se ricordi bene, quella sera non facemmo l'Amore, e non ero nemmeno stanco dal lavoro, abbracciata forte a me, per la prima volta una fottuta paura mi assali.
Passarono settimane, te provavi a chiamarmi, a cercarmi, io con la scusa di essere stanco morto, passavo giornate e notti a pregare che quelle persone non ti avessero vista, e che te non dovevi centrare in questa situazione, ma non ti sei mai chiesta perchè in quel periodo e come tutt'ora, io sentivo telefonicamente e vedevo nostri "amici colleghi".
Vabbe, alcune cose di me non le hai mai capite, hai sempre visto solo a senso unico, ma non fa nulla, t'amavo, ci amavamo, ero più forte di mille minacce.
Arriva Dicembre, a pochi giorni dal mio compleanno, te iniziasti a cambiare...
(continua)
Inserito:  30 Mar 2014 22:59   Ultima modifica di: tutto
Dicembre.
Sparisci per una settimana, tento di chiamarti al cellulare, ma nulla, ti cerco in tutte le maniere, solo qualche sms e nulla più.
Non capisco quel tuo silenzio, provo a cercarti di persona, ti chiedo cosa sta succedendo, ma non capisco le tue risposte, non sei precisa, sei vaga, ma non mi arrendo.
Non voglio mollare quel sentimento che ci siamo cresciuti come fosse un nostro figlio, già, un figlio. La cosa che più desideravo, e ti parlo sinceramente, lo desideravo, stando con te, capendo che non li potevi avere (lunga storia), imparai che, non c'è figlio migliore da crescere che non sia il nostro amore, quei buongiorno che mi davi, quei buon lavoro, quelle buonanotte, ed in particolar modo, quei maledetti sabato che erano fottutemente interminabili, quando mi dicevi buona domenica,  passavo le notti insonne, non avendoti accanto, non vedendoti in volto, quelle maledette domeniche erano incubi interminabili.
Stiamo insieme qualche giorno prima di Natale, vieni a casa, ti sento lontana col cuore e con la mente, abbracciandoti a me, baciandoti, i tuoi occhi ritornano a brillare, ma quelle tue parole pesano come macigni, dopo aver fatto l'amore, dopo essere stati insieme e fatto esplodere il nostro amore, accompagnandoti alla porta, quei tuoi occhi non li dimenticherò mai, spece quelle tue parole, mi accarezzasti, e mi dicesti che "sei stato un grande e bellissimo amore".
Brividi sulla schiena, una paura fottutissima, chiusi la porta di casa, e sendoti andare via, un alone di tristezza mi assali, ero in jeans con una maglietta, scalzo, uscii di corsa e ti venni incontro, Ti Amo Antonietta, tu mi risposi "lo so". Non dimenticherò mai quel volto, mai quelle parole.
Passa Natale, ci sentiamo a stento per cellulare, qualche sporadico sms, ci rivediamo nel paese dovi lavori, in due macchine distinte non mi dai accesso e la possibilità di salire nella tua, ti chiedo cosa sta accadendo, ti imploro di sapere, devo sapere, dove è finita quella Antonietta che tanto era gelosa, che piangeva quando non ci vedevamo per un giorno, che me la faceva pagare quando il cellulare era spento o irraggiugibile, quando a lavoro scambiavo una parola con una tua collega, mi facevi passare le tue ire, e tanto altro ancora.
"Ho problemi a casa".
Questa la tua risposta. Ancora la stessa.
Ti chiesi se potevo parlare con Nunzia per capire, te me lo vietasti, non fidarti di lei, non parlare con lei, fidati di me solamente, haimè, l'avessi fatto prima parlare con Nunzia, ora non sarei in questo stato.
Arriva il nuovo anno, passano giorni, ma dentro me e tutto me stesso non voleva arrendersi, non volevo mollare, come fai a mollare un qualcosa che si è cresciuti in due con tanto affetto, come fai ad abbandonare il nostro figlio che è il nostro più grande desiderio?
Qualche giorno prima della befana, arrivai sul posto di lavoro, con la complicità della nostra amica, ti feci una sorpresa, oltre ai due mazzi di rose, quei fiori che tanto ti piacciono, feci partire dal tanlet due video di canzoni che a te tanto piacciomo e che hanno un significato enorme, mentre la nostra amica regge il tablet, dato che non volevi più sentire la mia voce, feci scorrere delle pagine di un diario, dove su ogni singola pagina, c'era scritto di noi due, non so, ma vedendoti che sorridevi, quasi strafottente per quel gesto, iniziai a piangere, e vedere Te, che sorridevi, anzichè capire il gesto, mi fece un male che non immagini.
Promisi di non dire una parola, finito il tutto, finita quella cosa comica, mi misi in macchina per andarmene, la nostra amica si avvicinò, mi disse che feci un gesto bellissimo, che anche lei si commosse, ma come un bambino tra le lacrime, gli dissi, la vedi? Come fa a non avere pietà?
Erano passati due anni che stavamo insieme, te con la testa sul mio petto che ti accarezzavo e ti coccolavo, mi dicesti che "ti prego Raffaele, semmai un giorno avessi trovato o che avessi un altra donna, di dirtelo, e che capivi....", ma allora ed anche prima, sapevo, era destino, quando smettesti la tua frase ti dissi "semmai verrà un giorno che vorrai lasciarmi, ti prego e ti scongiuro, non farmi soffrire, non me lo merito", te me lo giurasti, quando fuori dalla macchina si scatenava il cielo con lampi e tuoni, tu provasti a dire delle cose, mi fiondai sulle tue labbra, dicendoti col cuore in mano, che Tu, e solamente Tu, saresti stata l'unica donna della mia vita.
E quel giuramento? Dove è andato a finire?

Poi arriva il periodo dove io mi sono comportato da pezzo di merda.
Non volevo in nessun modo arrendermi, e per l'ennesima volta, non volevo in nessun modo mollarti, capivo che avevi casini in casa, ma quel tuo essere vaga e mai decisa nel raccontarmi quelle cose, mi mandava in bestia, iniziasti a farti film in testa, non volevi più fare l'amore con me, perchè avevi paura che io ti mettessi incinta, avevi paura che io avessi fatto film e foto quando stavamo insieme, oddio, quelle tue paure mi mandavano fuori di testa.
Capisco che per un periodo mi trovai costretto a girare con delle microspie per via di quello che avevo scoperto, e che i proprietari mi dissero di registrare delle conversazioni, ma che te potessi arrivare a pensare quelle cose così folli e triste su di me, no, non ci stavo.
Erano cinque mesi che lavoravo dalle 5:30 del mattino fino a tardi sera, imploravo ai proprietari di avere qualche giorno di ferie, queimturni di 13-15 ore di lavoro mi stavano mandando fuori dimtesta, ma loro nulla, cercare te, per una parola,di conforto, che fosse stato un buongiorno o un come stai?! Te, te ne uscivi con quelle paranoie, no, ed ancora no. Pretendevo dei chiarimenti a tutti i costi.
Ci vedemmo, te mi dicesti di essere sincero, in tutto, rispondendoti che lo ero sempre stato, ti nascosti delle cose, ma fu per il tuo bene. "hai mai registrato qualcosa di noi due, che sia foto film o qualsiasi cosa?" Colpo a cuore, sincero, quel giorno ti risposi di no, e come potevi mai pensare che io fossi capace di fare quelle cose? Solo ora trovo le parole, mi chiedi se ho fatto foto di noi due? Se a tua insaputa abbia registrato film? Solo ora ti dico, si l'ho fatto, ho una galleria immensa di noi due, se vuoi vederle, te lo dico da subito, saranno difficili da guardare,  solo se sei pazza d'amore, solo se senti così tanto la mia mancanza riuscirai a vedere le foto, solo se la tua anima piange riuscirai a vedere quei nostri film, chiudi gli occhi, e quando al mattino ti svegli e non mi trovi accanto, chiudili ancora più forte, riuscirai a vedere qualche nostra foto scattata mentre ci baciavamo, quando farai colazione e ti mancherò, chiudi gli occhi, e vedrai foto di me che ti portavo i cornetti al miele o ai frutti di bosco, quando calerà la sera, e piangerai, come piango io la tua mancanza, quando ti abbraccerai fortissimo quel maledetto cuscino, quando piangerai di nascosto da occhi che non sono i miei, quando qualcun altro ti bacerà e che non sono io, chiudi quei fottutissimi occhi, talmente forti, talmente serrati, fai esplodere la tua anima di rabbia, solo allora rivivrai un nostro film, e quando saranno ormai le quattro del mattino, quando la stanchezza fisica, riesce a donarti qualche ora di sonno, solo allora potrai capire la mia lenta agonia, quel lento patire, quell'attesa di una tua chiamata che arriverà quando sarà troppo tardi, dove il mio corpo terreste non la sentirà, quando invece la mia anima, prima di smettere di soffrire, vorrà sentirti un ultima volta.

Ho trovato il modo per morire senza soffrire, cercherò di risolvere alcune situazioni che ho in sospeso, quando avrò terminato delle cose, me ne andrò li, dove anni addietro trovai pace, serenità.
Ti Amo con tutta l'anima Antonietta, ma vivere questa eternità di vita senza Te, è insopportabile, perdonami, ma dal lavoro che faccio, so che le lacrime di sofferenza durano al massimo una settimana. Addio occhi belli :).
In fede Raffaele.
Inserito:  01 Apr 2014 21:30
Lei non è mai stata così. Anzi, era ed è una persona fantastica, è capace di rivoltarti la giornata, se nel caso la stai attraversando male, puoi anche prendere bastonate e non sentir dolore se Lei ti tiene il cuore in mano. Si, a volte si comportava da bambina, ma era la mia piccola.
Anche adesso che mi sta mettendo il mondo contro, parlo con quelle persone con cui Lei mi sta gettando fango addosso, dicendogli di starle vicino, oggi ho litigato con un amico, non do la colpa a Lei, sono consapevole di aver perso un ottimo amico, me lo sono ritrovato vicino nel periodo più buio, ma, se per Lei questo litigio significa avere tranquillità, io sacrifico la mia amicizia, tutti mi odiano? Sacrifico il mio lottare per la verità per Lei.
Quando venne a mancare il mio primo Amore (Nunzia, l'altra Nunzia ERA la nostra amica in comune), capii che, se viene a mancare una persona che a stento conoscevi, si o no soffrirai, muoiono tante persone, non ti farà ne caldo ne freddo, un familiare il dolore lo porterai per un bel po, ma se ti muore l'Amore, cavolo, sofferenza che non auguro a nessuno.
Così ci sto riuscendo, mi odia a morte, a tal punto che, anche se venissi a mancare d'avanti a Lei, riuscirebbe a passare inosservata. Me lo sto cercando tutto il suo odio, gli sto dando una mano giorno per giorno, cercarla anche se Lei non mi vuole vedere, sentirla, capire, che me le dicesse in faccia alcune cose, non ho mai capito, perchè Lei è senza pietà, senza un briciolo di pietà, lottare per capire facendomi odiare? Ben venga. L'assurdità? La ammiro che è senza pietà, non l'avessi avuta io all'epoca, a quest'ora... Il tempo è già passato, è tardi.
Sarà che sto diventando matto da vederla e raccontarvela come se fosse un angelo quasi perfetto, forse è vero che io sono una bestia e che per davvero mi schifono tutti, dovevo dar retta forse a quelle persone che mi dicevano di lasciarla andare, è troppo complicata come donna, "divertiti fin quanto puoi, ma non caderci.." mi dicevano, ed io che dovevo abbandonarla al suo primo "problema a casa", naah, ho fatto quello che fatto, perchè penso che quando si ama, quando l'Amore lo cresci proteggendolo da tutti e da tutto, sarà (dovrebbe) ancora più forte se uno dei due resterà accanto a dandargli una mano o a porgergli un abbraccio, e lo rifarei mille ed ancora mille volte.
È la mia piccola, il mio senso vita, la mia pace, la mia serenità. :) -<-@ ma quanto ti Amo che non lo capirai mai testarda e capricciosa Antonietta.
Inserito:  02 Apr 2014 21:05   Ultima modifica di: tutto
O
Inserito:  03 Apr 2014 19:36   Ultima modifica di: tutto
Ciao Nunzia. :)  
Comparisti nei paraggi della mia vita, circa tre anni e qualche mese fa.
Era un periodo freddo (Ottobre o Novembre...) se ricordo bene, a prima vista una fievole ragazzina impacciata, ripeto, a prima vista. Ricordo che ti osservavo da lontano, in modo diverso da quei occhi depravati di tanti, guardavo i tuoi atteggiamenti, i tuoi modi di fare, conosci una persona, subito dopo le sei amica. Sincero, a volte mi sei sembrata falsa, con quei modi di fare ai miei occhi sembrava un comportamento da paracula, come un comprarsi le amicizie o un favore con gesti carini.
Ma se ricordi bene, ci misi parecchio prima di darti fiducia, non che la mia valesse all'epoca o tantomeno vale ora, e a mie spese, ebbi modo di rivalutarti. Non ricordo bene cosa accadde e quando di preciso, ma riuscii a vedere oltre quei occhi, e trovarci tanta sofferenza antica. Che fissa che mi presi, provai più di una volta a chiderti il motivo, capii dopo che alcune tue scelte erano dovute e volute perchè ti amncava e ti MANCA un qualcosa. 
Ho imparato a capire i tuoi occhi e tutte quelle cose che volevano gridare,  mah, sarò strano forte io, non ho mai capito perchè, la maggior parte delle volte, ci leggessi sempre una sofferenza atroce.
Anche quando ti legasti ad una persona, io ero lì, sin dagli inizi, ricordo emozionatissima come una bambina, eri nel cucinino che tentavi di fare il caffè sbattuto, ma invece eri ferma con gli occhi rivolti verso il muro, sarà, ma non vedevo un volto così felice da anni, entrai e ti chiesi che c'è, cosa accade? Te, come risvegliata da un sogno bellissimo, ritornasti in te, quasi spavendandoti, dicendomi, nulla nulla Raffy, ma un sorriso così, quegli occhi immensi e persi in chi sa quale magnifico posto, le tue gote leggermente rosse, potevi prender in giro chiunque, ma non uno che li viveva ogni giorno ogni qual volta che incontrava la sua Lei.   Quante volte tentai di aiutarti prima che tu commettessi uno sbaglio, quante volte ti lasciai commettere sbagli, quante volte ti dissi in faccia la realtà, facendoti anche piangere, rischiando di non parlarci più, ricordi quelle due settimane che non ci parlammo?
Quando tutti si chiedavano cosa fosse successo, prendendomi anche le tue colpe, e per un periodo passare per quello cattivo?  Quando ti tirai le orecchie perchè ti dissi con dura schiettezza, senza nemmeno un briciolo di tatto, ma in fondo in fondo, come farebbe un amico sincero, come farebbe un fratello, tentai di farti aprire gli occhi su di una persona, cercai di farti capire che i *cavalieri* son tutt'altre persone o almeno, dovrebbero comportarsi in modo differente dal suo.
Vabbe, scegliesti la strada più semplice, ti alzasti dalla panchina sotto la pianta di limone, incavolata nera in volto ed anche dentro, dicendomi che da me quelle parole così dure e a tratti feroce, proprio da me non te le aspettavi, mi mandasti a quel paese voltasti le spalle... E se ti sforzi solo un secondo, ritorna a quel momento, riguarda quella fotografia, vedrai te che ti alzi piangendo, io che resto seduto intristendomi perchè persi una spalla, una amica, ho sempre cercato di trattenermi nel consigliare gli amici, sempre dato zucchero al posto della crude realtà, ancora una volta, essere amico sincero, si ritorceva contro me.
Ma te mi meravigliasti.
Dopo due settimane di dispetti anche cattivi (innocenti), dopo tanti non saluti ricevuti, dopo che mi stavo rassegnando all'idea di averti persa, ti avvicinasti da me, quando ero seduto ancora una volta sulla panchina sotto l'albero di limoni...
Ciao Raffy.
Ciao piccola. (e prima di farti aprire la bocca ed ascoltarti, ti dissi, ma secondo me non ricordi nulla...) Se per farti capire che stai sbagliando dovrò usare questi medoti, io ti richiamerò sempre, userò sempre modi e parole pesanti, perchè con lo zucchero non affronti nessuna vita, con la fottuta realtà lotti ogni giorno, ricordatelo, non voglio vederti soffrire, non voglio vederi piangere, tanto, sono sicuro, ritornerai a sbagliare, ritornerai a piangere, ma ben vengano gli errori, meglio vivere ed aver tentato l'impossibile, che vivere restando fermi aspettando l'evento che più ci aggrada ci venga incontro. Ricordati piccola, ti resterò amico e starò qui, soprattutto se sbaglerai. (ci abbracciammo forti, te iniziasti a piangere e mi sussurasti un ti voglio bene immenso, così grande da farmi piangere pure a me, ma piansi dopo, lontano dai tuoi occhi, ora dovevi vedermi forte e fiero, non la vera persona che sono. Anche quando mi chiamasti nel cucinino e mi dicesti di farlo e rifarlo ancora se ti vedevo che stavi sbagliando...
 E fu così, che grazie a quel gesto ricevuto da te, che ti presi dopo un paio di giorni e ti raccontai la favolosa vita mia e del mio primo grande amore dal nome uguale al tuo, volevo farti capire delle cose, non lo so e mai chiesto cosa avessi capito da quelle sciocche parole. Ti ho voluto bene Nunzia. Che tu possa viverti la tua lunga vita col tuo Amore VERO in modo sereno e felice, che tu possa non avere mai ripensamenti o rimpianti, sbaglia pure, anche adesso che non ci sono e per quei giorni che non ci sarò più, goditi ogni fottuto giorno senza un bastardo rimpianto. (capelli lisci con un cerchietto color blue, jeans strettissimi, ammazza quanto trucco, sei più carina senza, scarpe basse, non so chiamarle scusami, maglioncino di lana blu con sotto una camicia, almeno penso, vidi solo i bottoni, un giubbino con piume d'oca color grigio, questo il primo giorno che ti vidi di tre anni e qualche mese fa, maledetto il giorno che imparai a fare foto e film dei momenti più importanti della mia vita). Ciao Nù, buona e lunghissima vita @->-:)-<-@ (è un sorriso tra i fiori), onorato di aver fatto la tua conoscenza.
:)
Inserito:  04 Apr 2014 17:41
Uhmmm.
Per me.
Sono un grandissimo pezzo di merda.
L'amicizia.
L'amicizia per me è più sacra di qualsiasi religione o credo.
Smuovo montagne per un amico, divento povero per un amico, non rinfaccio mai i gesti o le azioni per un amico, do anima e corpo, perdono una volta, la seconda volta ci penserò due volte sopra, sono SINCERO, e sarò, come lo sono sempre stato, reperibile 24/24.
Ascolto parecchio quello che ha da raccontare o sfogare un amico, a volte dovrebbe ricambiare ascoltandomi, ma non fa nulla, son capace di restare li ad ascoltare quello che hai da dire, anche se sono una marea di cavolate, problemi infantili o sciocchi.
Ho tradito l'amicizia una volta, da quella notte sono cambiato.

Sono una persona che per un periodo ha avuto una fottuta paura di innamorarsi, ho amato tanto in passato, foto e film oramai lontani, alcune sono foto sbiadite, adesso irriconoscibili, persino i ricordi più belli sembrano foto accartocciate, foto fatte in mille pezzi, senza aver la possibilità di rimetterle insieme, mille frammenti confusi di ricordi, mille pezzi di un puzzle che non riesco più a mettere insieme, altri, sono film in bianco e in nero che il tempo tiranno ha sbiadito.
Ho amato così tanto la prima volta, che quando me la vidi togliere tra le mani, mi sentii morire, che magnifico e stupendo attimo di vita che passai insieme a Lei.
Non mi arresi nemmeno quando, la sua famiglia riunitasi in gruppo, mi diedero tante di quelle botte, ricordo ancora quei minuti di confusione, ma che strano, non piansi, non sentii dolore, nulla. Un tipo strano, vestito con jeans strappati indossando maglie con teschi e note, che viveva la vita in modo ribelle, che andava fiero della musica metal che ascoltava, fece brezza nel cuore di quella ragazza, la più bella del campeggio, mamma mia, posso anche aver dimenticato tanto per colpa della nuova relazione, ma quel volto dolcissimo che vidi la prima volta quel pomeriggio nel lontano 1993, no, non me lo dimenticherò mai.u
Anni passati con diverse donne, ogni volta che vedevo che la persona iniziava a sorpassare quel traguardo di sentimento, me ne scappavo. No. No, c'è stato solo un grande amore nella mia vita, e mai nessuna doveva prendersi quel sentimento che donai con lacrime di felicità a quella persona magnifica, ed io per nessuno dovevo provare quel sentimento.
Ahi voglia a fare giuramenti sciocchi quando sei in tenera età, ahi voglia a portarli avanti con un orgoglio quasi anormale, io quando dico di no in amore, è sempre stato no.
Paura di tornare a sentirsi splendidi, a sentire quel formicolio nello stomaco, a sognare, a vivere, a nutrirsi d'amore, naah, quel sentimento tanto unico che bastardo, felice ed infame allo stesso tempo, non doveva in nessun modo appartenermi.
Haimé...
...al primo suo "ho problemi" non c'ho capito nulla.
Ancora oggi mi danno nel sapere una risposta da Lei. Ma avrebbe preferito una persona che l'avesse abbandonata al primo problema GRAVE (urgenza riprendo tra un'ora)
Inserito:  05 Apr 2014 07:13
Raffaele, questo tuo scriverti ti è utile? Ripercorrere la tua vita ti permette di metabolizzarla? Oppure è il testamento che intendi lasciare? Aiutami a leggerti con lo spirito giusto. Vuoi? Ti abbraccio.
Inserito:  05 Apr 2014 11:45   Ultima modifica di: tutto
Scrivere mi aiuta a capire dove ho sbagliato, consapevole che, non posso fare nulla per ritornare indietro o per riprendere un qualcosa di stupendo che mi è cascato a terra mentre passeggiavo per questa vita assurda.
Testamento? Accade di venire a sapere delle cose che ti fanno male e pensi, vale la pena chiudere gli occhi in eterno per una persona che, al posto di fidarsi di me, si è fidata di persone gelose del nostro rapporto? Persone che gli raccontavano falsità e non di cercare me per la semplice e pura verità? E che ti ha nascosto l'aborto di un figlio? (è una falsità, almeno spero, vorrei vederla negli occhi e fargli questa domanda, solo allora potrò capire) Ho tanta voglia di spaccare il mondo tentando di capire il perchè mi ha fatto questo, la verità? Sto raccogliendo le forze (quelle interiori), ed il pensiero di farla finita per ora è sospeso.
Suicido? Naah, scrivo e più scrivere mi fa capire che, non vale la pena donare la morte per una persona menefreghista.
Leggetemi con i vostri occhi, capite da soli cosa c'è scritto e cosa ho sorvolato, l'anima innamorata è capace di tanto. Continuerò a scrivere nei prossimi giorni, se vi sono di fastidio o posso sembrare troppo pazzo per questo forum, non ci sono problemi, smetto da subito.
Ho poco altro da raccontare.
Inserito:  05 Apr 2014 16:54   Ultima modifica di: tutto
Haimé... 
...al primo suo "ho problemi" non c'ho capito nulla. Ancora oggi mi danno nel sapere una risposta da Lei. Ma avrebbe preferito una persona che l'avesse abbandonata al primo problema GRAVE, dimendicandosi di tutto in un batter d'occhio, fregandosi di quello che c'è stato fino al giorno prima? O uno che avrebbe lottato fino alla fine?
Un mese e mezzo andando avanti con messaggi che non mi bastavano, passavano settimane per ascoltarla, ed io che iniziavo ad impazzire.
Porcaccia miseria. Fu Lei che agli inizi lottò per avermi, fù Lei a pensare di fare delle pazzie per avermi, fu Lei a fare gesti importanti per farmi capire che l'amore è pura follia, fu Lei a piangere, a farmi infinite telefonate agli inizi, Lei a litigare col mondo per me, a "rischiare" grosso e tutto ciò che aveva per me, quella che mi cucinava, quella che mi prese sottobraccio come un alunno nei suoi primi anni di scuola, e tentava di farmi capire che, si poteva AMARE di nuovo, quella che mi diceva 'tagliati la barba che ti fa più vecchio', se indossi questo o quello sembri più giovane, quella che scavò dentro me fino ai confini della mia anima e la strattonò con tutta la sua triste felicità per farmi capire che, AMARE di nuovo significava rinascere, fu Lei che tentò di spazzare via antiche ceneri di un AMORE lontano anni, riuscendoci, Lei che, ogni volta che mi coccolava o mi faceva un gesto carino, diventava una bambina, quando mi chiamava "papi" perchè gli risolvevo tutti quei piccoli e sciocchi problemi, quella che quando gli regalavi un fiore, faceva diventare NULLO la bellezza del fiore stesso al suo cospetto, quella che iniziava a darti un senso alla giornata che mi vivevo strafottendomi e non pensare al giorno dopo, quella che, pioveva a dirotto ma se ne fregava per raggiungermi, quella che stette male per me.
E ancora, quando vedeva che regalavo un fiore a tutte le donne per la festa delle DONNE, si imbronciava perchè Lei aveva ricevuto lo stesso fiore, quella che non aspettava quel momento nostro intimo, per ricevere in una volta sola, tutti i fiori del mondo. Quella che, quando abbracciavo o salutavo un'altra, diventava gelosissima, quella che in macchina di nascosto da tutto il mondo, mi sussurrava che, se avessi un'altra di dirglielo mostrandomi gli occhi più tristi del mondo, quella che, quando ero a cena da amici, con maggioranza donne, mi tenne al telefono per quasi un ora, facendomi allontanare dal gruppo con la scusa che non sentiva e che non avevo campo, Lei che agli inizi non capiva che una volta che finivo di lavorare, abbandonavo il mio cell, per incavolarsi di brutto e facendomela pagare appena lo riprendevo, e quando spegnevo il cell? Mille preoccupazioni, mille pensieri, stavo con quella o l'altra, quando era gelosa della sua amica solo perchè ascoltavo la sua tristezza, Lei che ti capiva guardandoti negli occhi, quella che mi cercava sul posto di lavoro ed una volta letto il messaggio che gli mandavo con gli occhi, si rassenerava, e tornava a lavorare tranquillamente. Quella che faceva tardi per me, quella che si alzava prima per me, quando mi cucinava un qualcosa e non mi piaceva, io che gli dicevo, mamma mia quanto fosse buono quel piatto *:)*, non metterci i pomodori, e Lei puntualmente se ne dimenticava, quella che agli inizi si fidava solo di me, quella che si rifugiava nei miei abbracci quando era triste, quella che mi diceva o implorava di stringere forte quello abbraccio, ma che non avevo forza? Quella che gli risposi: ti abbraccerò forte solo quando ti starò perdendo, ora è inutile stringere un fiore delicato *:)*, quella che agli inizi non capiva il perchè io,volessi salvare il mondo a tuttimi costi, quella che non l'ha capito nemmeno dopo anni, "conta fino a mille prima di fare un qualcosa, se non ci riesci, conta fino a dieci, e sennemo ci riesci, cercami, telefonami, ti darò una mano", quella che tenne il telefono spento quando finii di contare fino ad un miliardo *:(*, Lei che prese il mio cuore tra le mani, e gli diede vita di nuovo, sballottandolo dolcemente, accarezzandolo e capire che, quel scudo che lo proteggeva dall'innamorarmi di nuovo stava cedendo sotto quei colpi, quella che si addentrò nell'oscurità del mio cuore e gli diede una fievole speranza di luce, quella che scavò quei meandri di ricordi passati, quella che distrusse scudo dopo scudo, quei ricordi tristi che abbracciavano il mio cuore. Quella che non mi chiese mai il perchè fossi così testardo, quella che si dimenticò quel giorno di Settembre piovoso, quando gli dissi che l'amavo follemente, ma non capì mai quello che gli sussurai nell'orecchio sinistro, quando gli dissi "grazie, ho smesso di avere paura", Lei "non ho capito", la guardai negli occhi, gli presi una mano, me la portai al mio cuore, e gli feci notare  che il mio cuore mi batteva di nuovo.
Già. Maledetto il giorno che iniziai a fotografare attimi stupendi, e girare film magnifici della mia vita, per portarmeli dentro all'anima, per conservarli in quei cassetti suddivisi per ogni evenienza triste che mi capitava.

Il cinque Gennaio mentre parcheggiavo la macchina e scambiavo messaggi con te, che mi sentii mancare, quei turni massacranti al lavoro mi stavano ponendo tra le mani il conto.
Divenni cieco, per dieci minuti (anche se il dottore mi disse che, è strano Raffaele, ma a te sembrano essere passati dieci minuti, ma questo effetto può esser durato anche pochi secondi), cavolo, il dottore si sbagliava, ma come glielo potevo far capire che alle 18:37 mandai un messaggio alla mia donna che mi mancava, e che dopo esattamente nove minuti, dopo che mi ritornò la vista gliene mandai un altro alle 18:46 di richiesta di aiuto (vabbe, forse Lei fraintese quell'aiuto e non mi rispose, anche se mi fece del male...).
Cavolo, dopo un casino di esami, tac analisi del sangue etcc etcc, quando finii di fare tutto, che il dottore mi disse "tranquillo Raffaele, non hai nessun tumore". Alla faccia dell'essere....vabbe, sospiro di sollievo, un pianto di disperazione nella fottuta solitudine e con quella paura di non rivederla mai più...

Dopo tutto questo, Lei che mi fece smettere di avere paura, mi lascia con una semplice frase "Ho problemi"?
Dopo un mese e mezzo che non mi rassegnavo, ti cercai, e cercai ancora, naah, non era da me arrendermi subito. Dopo una settimana mi arriva una tua chiamata, ciao, come stessi, etcc, fin quando pronunciasti quella parola "ho paura".
????????
E di cosa?
Paura di te.
??????
Per finire la telefonata.
Oddio, che capperi stava accadendo? Dopo tutto quello che hai fatto per me, sei riuscita a farmi smettere di avere paura, ora hai paura di me?
I primi giorni non diedi tanto peso a quella parola, volevo convincermi di aver sentito o capito male, ma ritornasti a dirmelo, e ripertermelo ancora ed ancora, cosa cavolo ti stava accadendo?
Io non ci capii più nulla, mi sentivo scimunire ed un senso di follia stava prendendo il sopravvento in me.

(ecco la parte del mio essere il più grande pezzo di merda della storia)

Cavolo, ti cercai, ti costrinsi a vedermi, volevo che me lo dicevi guardandomi negli occhi che avevi paura di me e spiegarmi quale fosse quella paura, non potevi lasciarmi senza una spiegazione, me la meritavo una parola.
Anche quando tu mi dicesti di non vederci mai più, cosa?????
Così, senza una fottuta spiegazione? Io non ci stavo.
Mi chiamasti una domenica sera, fu un lampo a ciel sereno, al posto di essere dolce e carina, come lo sei stata fino ad una settimana prima, inizi ad inveare verso me, mi incavolai, cavolo, ma da dove usciva tutta quella rabbia nei miei confronti? Ti dissi BASTA, non ce la faccio più, se per avere una spiegazione da te, significa venirti a cercare e fare dei casini in casa, senti bella, sto venendo a casa tua.

(cosa cavolo mi stava succedendo, io che resistetti per un mese e mezzo, iniziai a trasformarmi in un animale)

Sempre al telefono mi dicesti e mi sfidasti che non avrei avuto il coraggio, mannaggia a te, questa volta la persona che doveva contare fine a cinque, fosti te e non lo facesti.
Attaccai il telefono, e mi avviai verso casa tua, cavolo, basta, non ne potevo più, cosa cavolo ho fatto per meritarmi questo? Era il dodici Gennaio, di sera, senza pensarci, annebbiato dalla rabbia, che varcai il vicolo dove abitavi. Eri in macchina, vedesti quella persona che ebbe coraggio, mi chiamasti sul cell, e mi dicesti di fermarmi, cavolo fu verso le 20:30 che ti feci la mia prima minaccia (così chiami le mie gesta), "voglio spiegazioni, non mi merito questo tuo brutto atteggiamento", ancora al cell mi dicesti di tornarmene indietro e che ci fossimo visti la mattina dopo (vedi Nunzia, così sono andate le cose :( realmente).
(ritorno tra un paio d'ore)
Inserito:  05 Apr 2014 23:06   Ultima modifica di: tutto
A Lei.
Sto scrivendo un qualcosa di differente per Lei, qualcosa di differente da tutto quello che ho scritto finora qua sopra, non so quando o come consegnarcelo, vorrei tanto che Lei mi guardasse negli occhi per leggere tutto quello che ho da dirgli, che ascoltasse il mio cuore che vorrebbe sussurrargli scusa, vorrei che la mia anima l'abbracciasse forte come desiderava tempo fa, il suo non aver pietà mi ha fatto uscire di senno, poteva lasciarmi in modo diverso, ma vorrei gridargli PERDONO mille volte, e ringraziandola alla fine per avermi fatto smettere di avere paura.
Sono molto incavolato con questa vita. Non è epoca da comportarsi in una certa maniera, non si è ripagati, e non parlo del dio denaro o con chi sa quale privilegio. Il giusto viene sempre ingannato, la verità sempre distorta a piacimento del mastro burattinaio. Ma in fondo, non conosco epoca adatta.

Vorrei tanto dar torto a quel giovane io, che tanto tempo fa fece un giuramento, vorrei tanto mandare a quel paese tutto e tutti, compresa Lei, compreso questo fottuto sentimento, questa vita atroce, questa bastarda e fottuta lentissima agonia.
Un moccioso che divenne grande prima che l'età gli desse l'occassione di sentirsi tale, assorbendosi i problemi di una famiglia vecchia e di una nuova, fece una promessa, un giuramento che durò più di 18 anni, ora un vecchio di quasi quarantanni ne fa un'altra che scriverà nella lettera che gli farà recapitare.
Sperando di trovare parole adatte, che le capisca questa volta.
A Lei, che mi fece conoscere tanti lati belli di questa vita nascosti agli occhi della mia anima, che fece scoprire suoni soavi al mio cuore bastardo, che mi diede amore e tanto altro, ma che non capii dagli inizi che mi innamorai di una persona che non ha pietà, dovevo capirlo da tante cose che accaddero, solo ora quel tuo essere rancorosa pesa come un macigno. Sperando che l'aborto sia solo un mio incubo, sperando che quella sensazione sia fasulla, e che quei tuoi occhi di qualche mese fa nascondevano un'altra realtà, e che quella carezza che mi facesti, quella tua paura di fare l'amore con me, sia solo una fottutissima e bruttisima sensazione.....
Non vorrei usare parole che dimenticai contro te, ma in fondo ha avuto ragione questo tuo lato nascosto, e me  lo merito tutto, forse.

Ti Amo, ancora, Antonietta. Perdonami.
@->-:)-<-@
Inserito:  07 Apr 2014 00:09   Ultima modifica di: tutto
La notte tra sabato e domenica, non ho chiuso occhio. Verso le 02:00 ancora seduto fuori al balcone, mi vesto e scendo. Capperi, mi son messo a camminare direzione nord, con un bel po di musica caricata nel ipod, musica di quella che ti fa tremare il cuore, quella che ti mette adrenalina, rock vecchio, metal e qualche musica classica mista a quella celtica. Sono arrivato oltre due paesi dopo il mio. Quanta gioventù che ho incontrato, bar aperti a quell'ora pieni, zeppi di persone, confuse discussioni piacevoli per loro, per me, un formicolio nella testa. Mi fermo in un bar, compro una birra, la solita che compro da sempre, passo tra quella gente confondendomi, anche se, vestito com ero, potevo sembrare un barbone (senza offesa), con tutta questa barba e questi capelli ricci che non ne vogliono di sapere di prendere una forma propria. Cavolo, è da mercoledì alle 13:40 circa che non tocco una sigaretta (da quando l'ho sentita l'ultima volta), passare da tot pacchetti a nulla è assurdo, cavolo, ho una crisi che non immaginate. Faccio per tornare indietro, mi fermono i carabinieri, bah, senza chiedermi i documenti mi lasciano andare, bah. Ritorno verso casa, faccio per prendere ilcell (volevo leggere i suoi ultimi messaggi), che non guardo avanti, capperi, inciampo, mi cade il cell si apre a metà, vabbe, giusto che sia così, mi poteva far solo male leggere ancora quelle parole.
Rientro a casa, prendo una bottiglia d'acqua, entro in camera, provo a rimettere apposto il cell,  si riaccende ma lo schermo vibra. Vabbe, a quest'ora chi se ne frega del cell, mi prendo il tablet, me ne vado fuori sul balcone, apro la galleria, mi rivedo quelle quattro foto che ho di Lei, richiudo e mi rimetto a scrivere, almeno ci provo, piccoli bozzetti sparsi qua e la nei vari  appunti, non riesco a trovare un giusto inizio, non riesco a trovare l'ultima parola che preceda il punto.
Mi frego una sigaretta dalla cucina, la porto sotto al naso, la annuso, no, non voglio fumare.
Vado a dormire verso le sei e mezza, forse più tardi boh, anche se è domenica, a quest'ora c'è un casino di macchine in giro, il solito coglione che, in mancanza d'altro fa sentire il rombo del motore, e qualcun altro che non sa che a quest ora la gente sta ancora dormendo, e che, potrebbe abbassare il volume dello stereo, ah che cavolo di musica ascolta la gioventù d'oggi.
Verso il pomeriggio di domenica mi ricordo del cell, lo schermo sembra ritornato a funzionare, mi serve per il lavoro, anche se ne ho due, il reperibile deve sempre funzionare.
Scavo nei cassetti e nel armadio, ne trovo uno ma non il carica batterie, ne prendo un altro, manca la batteria, ecchecavolo, ne trovo un altro ed insieme trovo altre cose che mi serviranno nei prossimi giorni. Lo metto a caricare, lo accendo, ci sono dei messaggi ancora da leggere, sto fermo per dieci minuti prima di aprire la lista, clicco sopra, dopo qualche messaggio di notizie del gestore vecchi di due anni, ne trovo due suoi ancora da leggere:"sono a casa, ho il tuo profumo addosso e non riesco a prendere sonno, mi farai fare qualche pazzia un giorno di questi, mi manchi tantissimo ti amo...". (16/05/2012 alle 05:30) ed un altro che non mi va di scrivere.
Maledetta domenica. Buonanotte
Inserito:  07 Apr 2014 20:20
Quanto è vera quella cosa che gli occhi sono lo specchio dell'anima.
Mi basta guardarti negli occhi e capire tanto, chi sei, cosa vuoi o perchè lo vuoi, sei hai bisogno di aiuto etcc.
Non mi sono mai soffermato sul chi eri o se meritassi il mio aiuto, ti aiuto se posso, ci provo se posso, ci tento se non vuoi, questo mio lato mi ha fatto allontanare dalla mia donna, mi diceva sempre di farmi i cavolacci miei, ma se sei nato in una certa maniera, è difficile che si cambi, "cambierai solo se ti farai del male..." (Antonietta docet). Capperi quanto avevi ragione.
Anche se ho provato una sensazione di arresa quando vidi e vissi che, le persone che meritavano una "sconfitta", se ne uscirono da quella guerra che dovevano perdere, semmai giustizia doveva esserci, provetti danzatori bastardi che ti ridevano contro tutta la  loro infamia. La vita non è fatta per gli onesti, pochi di loro riusciranno illesi dalle mille battaglie quotidiane, sciocchi e stolti quelli che, con quel loro orgoglio, a tratti insopportabile, continueranno a lottare per la verità. Non è tempo per due o tre onesti, perderanno sempre contro mille, senza pietà.
Orgoglio mio maledetto che non mi ha fermato all'epoca, scemo che non sono altro perchè non mi fermerà un domani.
Ho sempre aiutato in tanti, ma nessuno che ha mai perso un minuto della loro vita per capire cosa dicono i miei occhi.
Vorrei sforzarmi di credere che ci siano un altro paio di giorni felici riservati a me, ma la durà realtà mi è parsa quando ho finito di sognare insieme a Te, mia dolce occhi belli.

Ancora, e anche domani, Ti Amo Antonietta, ovunque Tu sia.
Inserito:  08 Apr 2014 16:06
Sto finendo di scrivere una lettera per Lei, di quelle che si scrivevavo un tempo, dato che ora sta in uno stato di odio verso me, non so se mai la leggerà o la farà leggere alla sua amica, lo so, se gliela consegnorò a breve, la strappera e la butterà via, ma giusto che sia così.
Non so se ringraziarla per avermi regalato qualche anno di felicità che porterò sempre dentro e che, conserverò e proteggerò con tanta delicatezza o se maledirla, dato che, non dimentico facilmente il respiro quotidiano immagina quei suoi baci e carezze che definisco più importante del sopravvivere quotidiano.

Ho preso questo forum come valvola di sfogo, mi rubo piccoli spazi che mi aiutano molto a capirmi e capire la vita, racconto di me quella brutta persona che sono realmente, mi scuso se faccio degli errori grammaticali, di solito scrivo senza aver preso appunto, tutto dun fiato, ricordo e faccio scorrere le dita, a volte salto qualche cosa, a volte mi capita di dimenticare come fosse vestita quel giorno o che mi dimentichi l'orario preciso, non lo so, forse sarò completamente matto e fuori di testa, ma le sue parole ed i suoi baci, non li dimenticherò mai.

Ti confido una cosa mia dolce Antonietta, dalla vita ho imparato tanto, anche se si accanisce contro di me a volte con cieca infamia, a volte è bastarda e senza pietà, che se vuoi dimenticare una persona, ti devi fare odiare, non cercavo quella tua amicizia che mi donavi fino ad una decina di giorni fa, lascia anche stare il fatto che, ti sei decisa troppo tardi ad essermi amica, potevi usare modi e parole diverse, vabbe, sei brava in questo e lo sei sempre stata, te ne do merito, ma ci son riuscito, almeno mi odierai, passerà presto. Almeno per Te.
Magari accetta un mio consiglio, abbi più tatto, metti da parte quel tuo essere pessimista, cavolo, a volte è odioso, smettila e smettila ancora di essere e di provare rancore, ma è mai possibile che io, tra tanti lati brutti che ho (col cavolo che ero perfetto come dicevi Te), non sia riuscito ad insegnarti nulla?
Semmai ci sarà un altro nella tua vita, perchè ci sarà, hai bisogno di sentirti speciale per "qualcuno", ma soprattutto, che quel qualcuno ti faccia sentire unica, magnifica e splendente, che ti faccia capire che sei Te l'unica ragione di vita e di sopravvivenza in questa astuta vita,  sperando che il prossimo non sia più forte di Te, ma che non sia più debole di me, che non ti ammalii con parole e gesti per farti poi, vivere una vita di inferno.

Vai pazza per i fiori, ho già pagato un fiorista che tra un mese inizierà a mandarteli, quando l'odio verso me sarà leggermente assopito, un fiore alla volta, uno un giorno, due il prossimo, tre....e così via, gli ho anche detto che se nel caso tu avessi paura di riceverli, perchè ti potranno creare dei casini o che inizierai a farti i soliti film sciocchi in testa, di smettere, lui non c'ha capito tanto, dopo un paio di volte che gli ho spiegato la situazione, ha annuito con la testa, speriamo..

Grazie per quel giorno, che quando passeggiavo in solitudine per questa vita, lottasti per me, lottasti per farmi innamorare di nuovo, maledetto quel giorno che piangesti per me perchè dicendoti che non ero l'uomo adatto a Te, dopo un po mi incatenasti per tre anni e molto più, ad un sentimento cresciuto e protetto insieme, quelle tue lacrime cambiarono quella persona che ti ha amato e ti ama ancora. Maledetto Amore.
Sei speciale ed unica Antonietta. Ti Amo, ancora.
Inserito:  09 Apr 2014 12:31
Non ho mai chiesto aiuto per via del mio orgoglio sciocco che mi ritrovo, stavolta lo metto da parte ed imploro aiuto. Non ce la faccio più a vivere così
Inserito:  11 Apr 2014 07:48
ciao Tutto,
mi ha commosso la tua storia. Le tue molte esperienze dolorose ma anche la forza che in molti momenti della tua vita hai dimostrato prendendo decisioni non facili.  Hai fatto sempre solo affidamento su te stesso, non ha mai chiesto aiuto ed ora , in due righe, dichiari che ne hai bisogno ...Fai bene a cercare aiuto se ne senti il bisogno.
Non è, secondo me, un segno di debolezza o di resa, è forse solo l'esternazione della consapevolezza che hai raggiunto dopo aver dato spazio e sfogo (anche in questi tuoi lunghi racconti)  al tuo dolore, ai tuoi sentimenti.
Coraggio Tutto ...segui il tuo impulso e cerca chi ti può aiutare. Ciao
Inserito:  11 Apr 2014 17:40
Sono stanco
Inserito:  12 Apr 2014 13:40   Ultima modifica di: tutto
@->- :) -<-@
Carissima, dolcissima, solare, mia piccola e brontolona, mio unico senso di vita Antonietta.

Non oso chiederti perdono, so che il tuo odio verso me è ancora fresco, qualsiasi cosa provassi a fare o nel dirti, sarebbe invano, ma prima di dirti che, ti dono il mio bene più prezioso, ho da dirti alcune cose.
Non so quando sia smesso il tuo amore per me, certo, io c'ho messo un bel po di mio per fartelo smettere, non voglio darti nessuna colpa, anche quando hai smesso di fidarti solamente di me, andando da altri e non cercare me, quando "alcuni personaggi" chiedevano di Te, non ero io che li mandavo, ma non mi hai creduto, quando "quel personaggio" chiedeva di Te, non ero io che gli domandavo, quando quelle persone iniziavano a mettere zizzania tra Te e me, non ero io che l'innaffiavo con tanta infamia, queste voci giravano già all'epoca, quando lavoramo insieme, ma io le troncavo sul nascere, non ti sei mai accorta di nulla, giusto così, Te dovevi rimanere serena, Te dovevi essere felice e spiensierata, ma soprattutto, dovevi amarmi, la cosa più importante di tutte.
Ti ho cercato mercoledì mattina, a tutti i costi dovevi sapere, anche di quelle persone che sparlano alle tue spalle, dicendo a quello o all'altra persona, che io ho fatto o ho detto quello etcc. Volevo avvisarti, volevo dirti quelle cose che senti, che provengono da persone che dell'infamia e della bastardaggine, ne fanno il loro vivere quotidiano, gelose e cattive, c'ho provato, ma nulla, anche quando son venuto a sapere che Te mi vedevi da dietro alle finestre, vabbe.
Volevo gridarti di tornare a credere solo a me, di fidarti solo di me, che quel Tuo modo di chiuderti a riccio e di non darmi una fottuta possibilità, mi sta uccidendo l'anima che non hai idea.
Vabbe.
Forse hai ragione, non merito, quelle persone cattive come me, meriterebbero una fine tanto brutta, tanto angosciante, tanto sofferente.
Ma prima del dopo.
Quando in quel tempo che siamo stati insieme, quando tutta la vita scorreva in modo felice,quando eravamo innamorati, quando eravamo una sola essenza che svolazzava serena in questa vita, ti dico che, quel nostro amore che sia di esempio per quei tanti che si apprestano a donare il cuore al/alla proprio amato.

L'Amore è tutto racchiuso nei cinque sensi.
La vista.
Guarderete il vostro amore negli occhi e non ne avrete mai abbastanza di immergervi in quell'enorme distesa di serenità, imparerete a fare foto e film con i vostri occhi, vi serviranno quando la vostra Lei sarà lontana, quando vivrete a pochi passi dal paradiso, ma un inferno di vita vi terrà lontano ammi luce.
Memorizzate gli occhi del vostro amore, saranno luce, saranno quella strada maestra quando vi smarrirete in questa vita. Prima del ultimo bacio, rubatevi quello sguardo, portatevelo affianco al vostro cuore, vi aiuterà quando meno ve lo aspettate.

L'udito.
Memorizzate ogni sua singola parola dolce che vi sussurrerà, vi cadrà il mondo addosso, ma quelle parole saranno scudo per voi, quando il mondo sarà geloso di voi due, ascolta la sua fiducia che ha in te, non ascoltare il mondo, è infame e bastardo.
Quando ascolterai la sua voce che proviene dall'anima, dal più profondo punto dell'amore, solo allora i suoni di guerra di questa vita risuoneranno nei tuoi orecchi come musica soave.

L'olfatto.
Il tuo amore ha un profumo a se.
Facci caso, quando te ne starai abbracciata a lei, quando lei avrà il suo capo sul tuo petto, quando la terrai per mano e verrai avvolto da un aura di piacere, quando starete vicini, quando la sentirai avvicinare senza sapere o capire il perchè.
Perditi nel profumo dei suoi capelli, della sua pelle profumata, quel suo dolce sapore di caramello, quel brivido che ti scorrerà lungo la schiena quando saprai che è lontana una vita intera da te, ma ti mancherà al tal punto da chiudere gli occhi così forte, dal sentirti abbracciato da quell'essenza che appartiene solo a lei.
E quando sarete uniti, i vostri profumi esploderanno e vi annebieranno la vita. Respira a pieni polmoni la sua aria, ti aiuterà parecchio quando ti immergerai in questa vita.

Il gusto.
:) Quando cucinerà per te, quando assaporerai i suoi baci, quando ti verrà voglia di prenderla a morsi tanto che è dolce, quando in un bacio vi scambierete un cibo, e quella pietanza prenderà un altro sapore.
Falla smettere di parlare quando avrai voglia di assaporare la vita, falle capire che la tua vita ha il suo sapore, che lei è il condimento principale.

Il tatto.
Ti sembreranno fili di seta quei capelli che lascerai scorrere tra le tue dita o quando accarezzerai il suo capo.
Quando passerai la tua mano sul suo corpo che dorme in modo dolce. Quando uniti si diventa una sola persona, quando incrocerai le sue dita, quando l'abbraccerai così dolcemente, quando lei ti dirà di stringere forte e te non lo farai, perchè non c'è momento più dolce e sereno quando la terrai felice in quell'abbraccio, le tue mani stringeranno dolcemente la tua anima farà tutto il resto.
Quando labbra e labbra si scontreranno per un bacio.
Rubati tuttl questo e portalo con te, ti capiterà di sorridere come uno scemo quando starai da solo, anche se qualcuno che ti vedrà ti prenderà per pazzo, fregatene, perchè, tra tante persone che ti noteranno, qualcuno invidierà il tuo modo di amare.
Falla capire che, prima del respirare che ha bisogno il tuo corpo, la tua vita, il tuo sopravvivere, che prima del tutto, se non c'è lei, il tutto non ha senso.


Innamoratevi pure, prendetelo alla leggera quello sciocco sentimento, donate il vostro cuore a tanta gente, ma riservate l'anima alla sola persona che sostituirà il respiro quotidiano con quel senso di vita che vi aiuterà giorno per giorno. Amate.

Rifarei tutto quello che ho fatto in quel mese e mezzo, agli inizi? Si, ache mille volte.
Il dopo, quando la follia del capire mi ha fatto uscire fuori di testa? No, maledetto me.
Non oso chiederti perdono, ora mi odi, ti sarà facile non versare una lacrima.
Ti dono la mia vita come ultima prova del mio pentimento? Non oso chiamarlo segno d'amore.

Ti Amo Antonietta. Non resisto un altro giorno senza il mio tutto.

@->- :) -<-@
Inserito:  13 Mag 2014 10:34
La tua storia è commovente Raffaele...ripeto:il tuo modo di amare è stupendo ed è ciò che, a mio parere, ogni donna desidera e di cui ha bisogno...
Ammiro il tuo coraggio:hai denunciato chi apeculava sulla sofferenza e la vita delle persone...sei un eroe e meriti tutta l'ammirazione possibile...hai anche il mio sostegno:come spesso succede chi si oppone al facile denaro viene emarginato e minacciato...tu hai fatto ciò che dovrebbero fare tutti, altro che brutta persone che merita di soffrire...toglieti dalla testa che chi te lo ha detto abbia ragione...mai e poi mai!!!hai fatto la cosa giusta e tante persone te ne sono e saranno sempre riconoscenti:forse non lo sentirai da loro, forse non lee incontrerai, ma è la verità...anche solo per questo la tua vita ha un valore immenso e merita di essere vissuta:sei un esempio per tutti e se cedi coloro che hai denuncoato vinceranno...non permetterlo!!!
Per quanto riguarda i sentimenti...io non conosco Antonietta, ma da quello che scrivi (e sei tu a dire che mettere per iscritto ti aiuta a vedere gli errori), ha abbandonato il suo uomo nel momento del bisogno...credo che il tuo cuore abbia ricominciato ad amare insieme a lei, ma tu l'hai anche idealizzata...la tua bambina gelosa (atteggiamenti che ho anche io, per cui non è una critica) era però molto infantile e questo non lo hai visto...ti ha abbandonato quando ne avevi più bisogno e quando avrebbe dovuto mostrare al mondo la fierezza di avere accanto un uomo come te...sei sicuro che a mancarti (nel profondo riflettici) non sia la vita che Tu avevi immaginato con lei?ma con lei idealizzata?ora piangi la tua perdita, è giusto, ma rifletti sulla vostra storia e su ciò che ti ho detto...sei sicuro che a piangere sia l'uomo e non il bambino cresciuto solo che già immaginava la sua famiglia?lascia aperto il cuore e vedrai che, anche se ora ti sembra impossibile,  l'amore tornerà da te, si sonquisterà il tuo cuore, la tua anima e al tua mente e stavolta ti renderà felice come mai prima...spero ti poter presto sentire che ne pensi...non mollare!!!