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Inserito:  28 Lug 2014 19:24
Salve a tutti.
Vi scrivo in cerca di accoglienza e col proposito, se fosse possibile, di restituirvela.
Ho 38 anni.
Circa 7 anni fa ho avuto i miei primi attacchi di panico, poi lentamente, inesorabilmente la depressione ha preso possesso di me condizionandomi nei ragionamenti e, di conseguenza, nelle azioni. La mia terapeuta continua ad affermare che si tratta solo di una fase depressiva,  ma 7 anni non sembrano troppi anche a voi per poter parlare di una semplice fase?
Ho una moglie che mi ama, e un figlio di 15 mesi che dovrebbero farmi sentire vivo. E più non riesco a sentir scorrere questa vita nel sangue, più il senso di colpa si amplifica.
Ho letto molte delle cose che sono state scritte in questo forum, ed una ci accomuna tutti: in alcuni momenti della nostra vita ci sentiamo una nullità, uno schifo, una pedina insignificante, un essere invisibile, un’ombra, e potrei usare mille ed altri epiteti.
Riflettevo su questo, e per una volta almeno della mia esistenza l’ho fatto in base ad un significato costruttivo: direi che sono gli altri, chi ci sta intorno, chi incontriamo più o meno quotidianamente, i parenti, gli amici, perfino i semplici conoscenti a farci sentire così, e ciò il più delle volte non rappresenta neppure la realtà, in quanto deriva da una nostra percezione soggettiva e ostinatamente autodistruttiva.
Certo, questo sembrerebbe il classico e anche banale discorso psicanalitico, ma proprio quando alla mia psicologa un giorno ho detto “Mi sembra che tutti ce l’hanno con me!” , lei mi ha risposto: “Tu non ti rendi conto di quanto gli altri, tutti indistintamente, siano complessati come se non più di te”. E ha aggiunto: “I comportamenti ostili che tu noti nei tuoi confronti forse potrebbero essere generati proprio da te. Il tuo modo di parlare, i tuoi comportamenti, la maniera in cui ti muovi, può riaccendere i complessi di chi ti sta davanti molto più spesso di quanto tu creda”.
Rimasi spiazzato da queste parole. Io, che presuntuosamente mi considero l’essere più problematico del mondo, non sono affatto un esemplare raro! I miei complessi interferiscono con i complessi altrui, non è solo l’Altro a ferirmi, perché spesso accade il contrario senza che me ne renda conto.
Vorrei che potessimo pensarci nella globalità, io per primo non ci riesco: non siamo soli in mezzo alle nostre angosce; non abbiamo il monopolio della sofferenza; non siamo i soli non invitati alla Festa Mondiale della Felicità.
Sulla stessa barca non siamo pochi. Ci siamo quasi tutti.
Inserito:  13 Set 2014 13:14
è vero, anzi verissimo!!! Siamo noi a farci del male con la nostra poca fiducia in se stessi, perché non ci amiamo.
Abbiamo poca stima, oppure c'è l'hanno repressa quando eravamo piccoli, facendoci sentire sempre sbagliati.
mi riconosco in questa panoramica che fai, anch'io sono in cura da un terapeuta, perché nonostante gli anni che ho ( più di te) non ho risolto i miei problemi che sono "secondo me" atavici. Ho perso un po'  la speranza di venirne fuori, ma quella stampella settimanale mi serve per andare avanti.
altrimenti impazzirei....... ho tanti problemi esistenziali, come vedi in questa barca pur non volendo ci sono anch'io . ciao ed auguri.