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Internet@mico / STIAMO INSIEME? / Il barbone / Venerdi ero a Milano e...
Inserito:  08 Ott 2006 22:04
... andando a lavorare, verso le 8,30, sulla panchina di una fermata del bus ho visto un barbone che se la dormiva della grossa. Sporco, capelli lunghi e unti, pantaloni e maglietta sdruciti. Una trentina d'anni. Dormiva il sonno di tutti quelli che come me gli passavano accanto, stanchi per la notte appena passata e già stanchi per la giornata ancora da venire. Nonostante dormisse, era inquietante, fuori posto. Nessuno lo degnava di uno sguardo; non esisteva. Mi ha fatto pena, nella sua miseria.
Intorno alle 12, mi è capitato di ripassare di lì. Lui s'era alzato da poco, anzi era ancora seduto, e si guardava attorno. Poi d'un tratto si alza e ci viene incontro. Noi affrettiamo il passo, lui anche, ci tocca, chiede una sigaretta. Gliela diamo. Ringrazia, mette una mano in tasca, estrae una manciata di spiccioli e ce li offre. Noi non li prendiamo. Lui ci fa un sorriso incredibile e si risiede. I soldi li ricaccia in tasca, senza sapere quanti fossero. Con dignità.
E quello era un miserabile? Lui... o io?
Inserito:  11 Ott 2006 22:51
I barboni tante volte mi fanno pensare, oltre a dormire il nostro sonno vedono passare davanti a loro le nostre vite sempre indaffarate complicate, così lontane ma alcune volte mi è venuto il pensiero di staccare per un momento da tutto ed essere al posto loro. E' un pensiero egoista, non tiene conto delle difficoltà, ma solo della possibilità di fermarsi senza aspettative da parte di nessuno, perché chi si aspetta qualcosa da un barbone? Lui è lì con il suo pezzo di strada e la sua storia diversa da quella di tutti gli altri barboni ma la gente, quella indaffarata, vede una persona? Secondo me vede solo un barbone, un miserabile ma lui non è quello e chissà cosa pensa di me? delle mie monete, delle mie corse, delle sigarette offerte o di tutti i no che si sente dire...
Inserito:  20 Ott 2006 11:47
Ciao, sono al mio primo accesso su questo forum... anzi sul Forum tout-court, insomma è la mia prima volta a "forumeggiare". [i][/i]
A chi non è venuta almeno una volta l'idea di mollare tutto, di non correre più, di lasciarsi vivere? E come suona antiquata la parola "miserabile". Non si usa più, o quasi. Ma chi è miserabile? Chi ha smesso di pretendere qualcosa dagli altri o da se stesso, o chi invece vive meglio sulle miserie di altre persone? E' miserabile chi chiede qualche moneta o una sigaretta per strada, o chi sfrutta il tempo, il lavoro o i bisogni di altri?
Da molto tempo mi sembra che alcune parole abbiano perso il loro significato, il loro valore.
Ho visto qualche tempo fa, una trasmissione sui barboni, girata in America, e molti di loro sostenevano che anche avendone la possibilità, non sarebbero mai tornati alla vita di prima...
Non so, a volte mi sento più "barbone" di loro, a correre senza sosta tutto il giorno, a districarmi fra mille impegni ed "obblighi", il più delle volte senza trovare il tempo per riflettere su di me e su dove sto andando...
Forse qualcuno di loro ha trovate risposte che io non so trovare o non sono in grado di cercare..
Inserito:  22 Ott 2006 21:47
E' possibile pensare che vivere da Barbone come stile di vita sia una cosa da assimilare a un vivere 'libero'. Però le parole che ho letto mi hanno incuriosito e sono andato a vedere cosa significa 'miserabile' sul dizionario (c.ft De Mauto).

Qui vi ho trovato che la parola Miserabile può indicare qualcuno che si trova in una condizione di estrema indigenza e povertà, che è privo dell’essenziale per vivere dignitosamente.
Ma si può anche usare in riferimento a qualcosa che denota estrema povertà o desolazione, che suscita estrema pietà e compassione.
In ultimo potrebbe essere usato per indicare qualcuno che pensa e agisce in modo vile, spregevole, indegno.
Miserabile si dice anche riferendosi all'atteggiamento o al comportamento, quando rivela bassezza d’animo, grettezza, indegnità morale.

Quel Barbone era miserabile e basta, non perchè cattivo, vile, gretto o indegno ma solo perchè la sua povertà (voluta o no che fosse) era così fuori posto e violenta da farmi provare una profonda emozione, un misto tra compassione e vergogna.

La lingua italiana è splendida perchè con una parola sola ha dentro di se mille significati, mille sfumature diverse, ognuno carico di profondi significati.
Inserito:  07 Lug 2007 10:40
Penso che non si debbano mai fare generalizzazioni. Ci sono persone che scelgono e altre che non scelgono, ma ci si trovano nella condizione di barbone per motivi vari. Ci sono oggi anche molte donne che diventano barbone. Sicuramente uno dei motivi da non trascurare è la povertà che sempre più incalza in questa nostra società dove c'è sempre più polarizzazione: da un lato ricchi sempre più ricchi, dall'altro poveri e medi che diventano sempre meno medi e sempre più poveri. Non lo dico con tono polemico, ma è statisticamente dimostrato.
Molti barboni diventano tali perché perdono lavoro, famiglia, dignità a causa dell'abuso di alcool o altro. Alcuni scelgono questa vita in nome della libertà... Altri, chissà...
Inserito:  08 Lug 2007 21:37
Penso che in fondo siamo un po' tutti degli stronzi, perchè, già solo cinquant'anni fa c'era piu' solidariertà. La ricchezza ci ha reso tutti piu' avidi, piu' avari, meno sensibili... come uscirne?
Inserito:  26 Lug 2007 10:42
Io credo abbiano ragione gli studiosi della nostra psiche che sostengono il fatto che del passato si ricordano maggiormente gli aspetti meno dolorosi. Tutti rimpiangono il passato, i vecchi valori.... Certo, nella società delle "metropoli" e del "globale" tutto è più complicato. Ma io che sono nata e vissuta per anni in un paesino di 1200 anime, ricordo che la famiglia in generale non era poi così fondata su tutti questi valori che ora si richiamano, che la violenza era come ora, forse espressa diversamente, e la solidarietà, sì, c'era, ma su uno sfondo che io non vorrei più. E parlo proprio di circa quarantacinque anni fa, non di quando c'era la guerra. Sono d'accordo sul fatto che l'opulenza del boom economico ha inciso sulle relazioni umane, ma non credo ci si debba fermare a rimpiangere ciò che era... Credo che ciascuno di noi, se spostasse un pò lo sguardo dalle pubblicità e dal consumismo sfrenato, incomincerebbe a scorgere gli anziani che camminano lenti, i bambini che sorridono, gli altri che lo circondano. Certo, non è facile. ma è proprio questa la sfida. Guardare al futuro per costruire qualcosa di migliore senza negare che in tutti noi c'è buono e cattivo. ma se so riconoscere il cattivo, posso almeno gestirlo. Ho imparato a ragionare in termini di microcosmo: nel macrocosmo ciascuno si disperde in un non ben identificato NOI e nessuno si sente responsabile e attore; nel microcosmo sono IO, con i miei limiti, le mie responsabilità, il mio impegno: sommando tanti IO......
Inserito:  18 Ago 2007 11:31
...E SIAMO IL PAESE CON PIU VOLANTARIATO
andiamo in Africa a soccorrere mentre l'anziano vicino di casa muore e non ce ne accorgiamo...
perchè??
Inserito:  18 Dic 2009 15:07
non c'è più umanità o non c'è ne mai stata ci si fa grandi per gli altri mandando fondi  in Africa,   ma la gente ogni giorno che ci sta vicino e ci chiede aiuto la lasciamo stare ci penseranno le istituzioni lo stato e una vera crudeltà. dovremmo cambiare ma e pure sta crisi che non ci aiuta e siamo tanti egoisti e diamo la colpa a loro i bisognosi se non si sono realizzati se gli va male e una vera ingiustizia. delfina
Inserito:  20 Dic 2009 19:08
Riteniamo che una società debba essere solidale e protettiva con le persone che soffrono e si trovano in difficoltà come i senza-tetto, i cosiddetti barboni, e che da qui si misuri il grado di civiltà di un popolo e di una comunità. Il senso di responsabilità verso le persone più fragili (e non la

trasformazione di un problema sociale in questione di ordine pubblico e “pubblica igiene”, come si recita nell’ordinanza) è il vero motore di una società giusta e civile.
Inserito:  15 Lug 2020 08:06
Se invece di un uomo fosse stato un cane gli avrebbero già trovato una sistemazione. Purtroppo non era capace di scodinzolare.