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Inserito:  08 Gen 2017 00:15
Sono una ragazza di 23 anni.
Nell'ultimo anno il suicidio è diventato la mia ossessione quotidiana. Quando ci penso ci penso come ad uno scherzo, mi dico "è una fantasia così tanto per, figurati se lo faccio", però ogni giorno in qualunque posto mi trovi mi perdo ad osservare la finestra, il balcone, mi chiedo se è alto abbastanza o se mi faccio solo male, se conviene da ferma in piedi sul cornicione o se è meglio prendere la rincorsa. In genere opto per lo schianto contro il vetro della finestra per poi saltare giù.
La mia "attrazione" per balcone è aumentata al punto che ho paura che questa fantasia abbia il sopravvento. Se ci rifletto io non vorrei davvero morire, ma quando ho quei pensieri ho paura di non avere pieno controllo di me.
Stare da sola è diventata una tortura: cerco sempre il modo di trovarmi in mezzo a della gente se non posso stare in compagnia di qualcuno che conosco, ma poi capita che boh devo lavarmi i denti e mi ritrovo da sola per due minuti e si apre la voragine.
Inserito:  08 Gen 2017 14:44
Ciao, il suicidio è qualcosa a cui ho pensato a lungo. Mi sono procurata i mezzi, li guardo spesso ma non l'ho fatto, temo che possa star così male da perdere la ragione e di farlo. Potrei dirti di distrarre il pensiero, ma so che pensieri di questo tipo nascondono ben altro, se ti va di parlarne, di sfogarti qui puoi farlo. In questo forum ho trovato tanta solidarietà e anche la forza per andare avanti.
A presto leggerti
Inserito:  08 Gen 2017 17:03
Sono stata un'adolescente ribelle e complicata un po' come tutti, ma purtroppo a volte anche di più.
A 16 anni ho perso il mio papà. Solo dopo la sua morte ho scoperto che aveva in corso una causa per mobbing e tutto quello che aveva subito negli ultimi due anni circa, un carico di stress che l'aveva fatto finire diverse volte in ospedale per collassi eccetera, mentre io gli incasinavo tanto la vita e lo riempivo di cattiverie e gli negavo ogni parola d'amore.
Per anni ho creduto di non poter provare altro che senso di colpa. Ero sbalordita da quello che era successo, incredula fino quasi a perdere la testa e pensare che sarebbe entrato dalla porta di casa, che avrei sentito il tintinnio della catenina che portava al collo o che se l'avessi chiamato a voce alta dal piano di sopra lui prima o poi avrebbe risposto. Non ci credevo, non poteva mica succedere che le mie ultime parole a lui potessero essere state "renditi utile e metti l'acqua a tavola". Non potevo credere che semplicemente aveva smesso di esistere e di aver contribuito a questa cosa, e poi perché? Perché facevo la ragazzina ribelle. Quindi non l'ho creduto per molto tempo, tutto quello che era successo quella notte è rimasto una cosa non ben definita.
Da quel momento mia madre è diventata una bambina e io, che la detestavo così tanto, ho dovuto buttare via tutta me stessa e trasformarmi nella persona che si sarebbe presa cura di lei. Così non ho avuto il modo e il tempo di accorgermi di quello che stava capitando, non mi sono potuta lasciare andare un attimo, niente pianti, subito a scuola, mantieni i voti, prepara i test per medicina, allora la mia vita è andata avanti mentre io rimanevo a quella notte di grida e orrore.
Partita per l'università un anno e mezzo dopo ho cominciato ad andare in depressione, non mi alzavo dal letto, non facevo niente tutto il giorno, ho smesso presto di andare a lezione, non conoscevo nessuno nella nuova città, non uscivo. Tornavo alla vita quando mi vedevo una volta al mese col mio fidanzato con cui intanto avevo una relazione a distanza.
Quello stesso anno è morto un amico caro, per me un secondo padre e io per lui come una figlia, da poco ammalatosi di leucemia. La prima persona che ricordo di aver abbracciato il mattino presto durante la veglia per mio padre.
Ho lasciato medicina per iscrivermi a giurisprudenza (alle scuole medie avevo deciso di voler fare l'avvocato). Avrei mollato e basta ma la mia famiglia me l'ha concesso. Ora arranco all'università, arranco in tutte le cose anche le più banali. La mia vita è fatta di ansia, di dolore, tristezza e crolli nervosi.
In parallelo anche mia madre non sta tanto bene ma lei riversa tutto il suo malessere su di me, perché ha questo attaccamento morboso, e io sono così stanca e mi sento così sottile che una brezza leggera potrebbe buttarmi giù nella voragine.
Al momento l'unico appiglio sull'orlo del burrone è il mio fidanzato, ancora lui, che non sa quasi niente di tutti questi miei pensieri. Gli devo gli unici momenti di pace, in cui la testa non è più affollata da dolore morte colpa.
Poi sono un attimo da sola in cucina a bere un bicchiere d'acqua ed è di nuovo cinema dell'orrore
Inserito:  09 Gen 2017 11:43
Ciao, anche la mia adolescenza non è stata di quelle facili, anzi, è stata terribile in tutti i sensi.
Mi dispiace tanto per quello che è successo, immagino quello che ti porti dentro, il dolore e di conseguenza la depressione. Quello che hai passato tu, ad non alzarti, l'ho passato anche io, ero sposata da poco, nemmeno un anno e sono ricaduta in una voragine nera, non mi alzavo, facevo solo un pò da mangiare e mi rimettevo a letto, ero invisibile a tutti, ero uno scheletro, non mangiando, avevo perso peso. Adesso ho recuperato un pò, ma sono sempre su quell'orlo, basta un respiro leggero e via, quello che è innocuo per altri per me è fatale.
Ti dico questo per dirti che ti sono accanto e capisco quello che stai passando. Sei una persona forte, lo hai dimostrato dal fatto che ti prendi cura della mamma, lei ha bisogno di te, e tu di lei. Hai un fidanzato che ti vuole bene, è tanto avere accanto qualcuno che ti ama. Concentrati su di lui, cerca di visualizzare le cose belle, quelle che ti fanno stare bene, volta le spalle a balconi e finestre e concentrati su un particolare della cucina per distrarre la mente.
Un abbraccio
Inserito:  14 Gen 2017 00:49
Ciao scusa se ho tardato nel rispondere ma avevo un esame. Finalmente ho preso un bel voto (il primo in 5 anni) e sono rimasta tanto delusa per non aver provato un po' di gioia neanche per questo, che aspettavo da tanto tempo. Speravo mi avrebbe stimolata.

Per rispondere al tuo messaggio: purtroppo mia madre ormai non rappresenta altro che gran parte dei miei problemi. È un peso (mi spiace definirla così) che ora non riesco a reggere, purtroppo non è una persona facile e ora più che mai avrebbe bisogno di un supporto psicologico. Ma lo rifiuta e invece tormenta me.

Al mio fidanzato sì, io voglio molto bene, ma non so se è sufficiente. Quando penso a lui in quei "momenti" penso semplicemente che ne soffrirebbe per un po', ma lo supererebbe quindi questo non servirebbe a frenarmi.

Ho pensato anche alla droga. Non mi sono mai drogata, a parte un po' di erba raramente, e mi chiedevo in questi giorni se almeno quello non mi darebbe un po' di sollievo, per quello che sento in giro... Sarebbe forse più semplice come soluzione. Ma è vita poi quella?
Non so, vorrei solo lasciarmi scivolare nel burrone ma allo stesso tempo vorrei non fare mai quel passo, perché sarebbe irreversibile
Inserito:  15 Gen 2017 15:01
Ciao, è una bella notizia che hai superato l'esame. Il fatto che non riesci a gioirne è dovuto allo stress a cui sei sottoposta ogni giorno. Hai provato a parlare con la mamma, in un momento "tranquillo", quando è ragionevole, oppure potresti provare a darle qualcosa, sempre dietro prescrizione, s'intende.
La droga non è la soluzione, andresti solo ad aggiungere altri problemi a quelli che già hai, e fare quel passo nel burrone sarebbe irreversibile, purtroppo per tante cose non possiamo fare rewind.
Cerca di non pensare, di bloccare i pensieri, non è facile, sapessi quante volte ci provo io! Però, puoi provare a vivere un pezzetto per volta, senza essere dura con te stessa e quando c'è da ridere, fallo.
Ti abbraccio
Inserito:  17 Gen 2017 00:34
Grazie per il tempo che mi hai dedicato. Per adesso non riesco proprio a vivere un pezzetto alla volta, ma ci lavoro su.
Inserito:  17 Gen 2017 15:25
Quando ti va di parlare, di sfogarti...qualsiasi cosa, ci sono.
Ti abbraccio
Inserito:  17 Gen 2017 17:37
Penso di non poter mai stare meglio se non comincio almeno ad affrontare il mio lutto, ma da sola non ce la faccio, non ce l'ho fatta in quasi 7 anni, quindi credo che mi farò aiutare. A settembre avevo pensato di partecipare ad un gruppo di sostegno al lutto, avevo fatto anche un incontro conoscitivo con l'organizzatrice, ma alla fine non mi sono presentata all'incontro di gruppo e ho lasciato perdere. Prima ero in un gruppo online, ci sono stata un po' di tempo senza espormi, e quando mi sono decisa a scrivere ho visto il mio dolore sminuito da parte delle altre persone del gruppo che avevano magari perso un figlio, un compagno e mi sono sentita quasi invadente. So che una persona è sempre più o meno preparata a sopravvivere ai propri genitori e mai viceversa, ma liquidarmi in due parole come se il mio dolore non fosse "all'altezza" mi ha fatto sprofondare un po' di più. Quindi ho perso un po' di fiducia in questo tipo di gruppi
Inserito:  18 Gen 2017 08:32   Ultima modifica di: christie
Ciao, non affrontarlo da sola, è difficile e non ne usciresti facilmente, hai bisogno di aiuto, sarai tu a capire quando sei pronta per chiedere aiuto. Sette anni sono tanti e penso che hai sofferto molto. Mi dispiace tanto quando qualcuno soffre, soffro anche io quindi so cosa si prova e non è giusto nemmeno sminuire il tuo dolore, il tuo dolore è uguale a quello degli altri che hanno perso un figlio, o un compagno. Forse i gruppi non sono una buona idea, credo che lì emerge il lato egoistico delle persone, dovresti fare terapia singola e semmai fare il gruppo dopo aver superato la prima fase.
Il dolore dell'anima è brutto. Appena cogli i segnali che riesci a fare terapia vai, io ancora non riesco ad affrontarla, non me la sento, farebbe schizzare il mio dolore a mille, non lo reggerei.
Ti abbraccio
Inserito:  18 Gen 2017 09:30
Con terapia ti riferisci ad uno psicologo? Perché tu non ci riesci? Sono dei brutti momenti quelli passati con lo psicologo? Non dovrebbe essere una persona che ci aiuta a superarli, i momenti brutti? In un post qui sul forum qualcuno diceva di aver avuto brutte esperienze in terapia, non mi ricordo forse eri proprio tu... Quindi questa cosa mi spaventa un po'
Perdonami se sono indelicata o indiscreta, non sentirti obbligata a rispondere a tutte le mie domande.
Mi dispiace che tu abbia sofferto così tanto, dai post non sono riuscita a capire molto della tua storia, ma per quel che vale hai un appiglio in me. Anche se forse al momento non sono nella condizione di essere di sostegno per qualcuno, ma ti sento vicina e io ti sono vicina. Grazie perché torni qui ogni tanto a rispondermi, non mi sento più tanto sola... Un abbraccio anche a te
Inserito:  18 Gen 2017 19:10
Mi riferisco allo psicologo, forse sono io che ho scritto di averne avuto brutto esperienza, nel senso che ti siedi li e devi dire quello che ti fa soffrire, sono stata in terapia in passato, ogni volta dovevo ricordare quello che volevo dimenticare e stavo male. La mia storia è complicata, ho ricordato episodi di pedofilia, depressione e così via, finchè non ho deciso di andare dallo psicologo, dopo tanto tempo, le cose sembravano andare bene, stavo meglio, poi tre anni fa mi sono sposata, e a causa di altre problematiche ho avuto un crollo terribile. In pratica mio marito ha perso il lavoro e viviamo dai miei. Adesso la testa è fuori dall'acqua, la strada è lunga, e da luglio sono qui, ho trovato molta comprensione e aiuto. Per la mia famiglia sono trasparente, pensa che ho detto a mamma che ho bisogno d'aiuto, lei non mi ha nemmeno guardato e quando qualche volta le ho parlato del padre e di quello che ha fatto...dice che ingigantisco le cose, per questo detesto quando un dolore non viene rispettato.
Non sei indiscreta, anzi :), siamo qui per aiutarci a vicenda :), ti sono vicina, grazie per le belle parole. Spero di non farti sentire tanto sola. L'unione fa la forza.
Ti abbraccio
Inserito:  18 Gen 2017 22:42
Mi dispiace così tanto leggere queste cose. Dev'essere difficile restare a galla. Mi dispiace che tu non possa trovare comprensione dalle persone da cui la desideri... Sono contenta però che tu abbia trovato il tuo posticino sicuro qui su questo forum. È così anche per me. Mi sembra di atterrare su un cuscino morbido ogni volta che apro la pagina e leggo le tue parole.
Ti auguro una buona notte e ti abbraccio forte
Inserito:  19 Gen 2017 00:27
E quando qui tutti dormono come faccio? Credo che potrei impazzire. Non è una buona notte per me. Ma qui abito solo al primo piano
Inserito:  19 Gen 2017 06:13
Cara Thesoundofsilence,

siamo coetani (ho un anno più di te) - ed ho una storia di vita curiosamente speculare alla tua.

Circa due ore fa, dal momento in cui ora scrivo, ho avuto un episodio di depressione acuto molto intenso, che mi ha portato a considerare (nuovamente) il suicidio.

Molte delle cose che mi hai scritto mi hanno particolarmente colpito, non perché siano poi così astruse o particolari, ma perché sono singolarmente simili, nei contenuti e nella forma, ad alcuni ronzii che mi girano per la mente.

[i]'Se ci rifletto io non vorrei davvero morire, ma quando ho quei pensieri ho paura di non avere pieno controllo di me'.[/i]

È questa strana tentanzione sinistra, che più passa il tempo, più diviene frequente, ad intimormi.

Suicidarmi? Io? Massù, non siamo ridicoli. Eppure questa prospettiva, dipinta in questo caso da una lama ed una vasca calda, piuttosto che un salto nel vuoto, si tinge sempre più spesso di un aspetto confortevole, quasi materno. E nonostante 'logicamente' la consideri una cosa completamente ridicola, ecco che si fa comunque sempre più concreta.


La notte, la solitudine, spaventano - quel che dici è assolutamente vero. Non fidarsi di sé stessi. Cercare l'altro non per l'altro, ma per averne un 'altro da sé' al quale accompagnarsi, invece che la propria ombra.

Quella finestra di tempo dalla veglia al sonno che si allarga interminabilmente e spesso non si conclude mai, se non in notti bianche che portano a giornate inutili o inesistenti, che alimentano altre notti bianche.

E mentre scrivo su un forum, sul quale mi sono registrato solo per rispondere a te, che nonostante mi sei sconosciuta riporti meglio quello che mi passa per la mente, rispetto alla mia ragazza che ora dorme al mio fianco, mi chiedo: perché?

Cosa mi porta a questo.

Tra le cose che abbiamo in comune (oltre a medicina), c'è anche il 'tentativo' fallito nei gruppi di sostegno, e nel mio caso da una psicoterapeuta.

Tutte le testimonianze che ho incontrato, erano sempre riferite ad episodi 'acuti' e 'specifici' - e quasi sempre di natura sentimentale (alle volte lavorative).
Tutte risolvibili affrontando il problema specifico.

Tu hai un grande problema irrisolvibile direttamente, perché non puoi riportare indietro tuo padre e lavorare sulla vostra relazione.

Io ho il grande problema di 'non avere' problemi. Se per molti il disagio nasce da una stonatura specifica nella melodia, per me è lo sfondo stesso sopra cui la melodia si muove a non aver significato.

La psicoterapeuta mi ha detto letteralmente 'di non credere realmente che io possa essere depresso', al gruppo di sostegno, la relatrice mi dice essere poco utile il rimanere là perché non vivo la 'depressione' 'allo stesso livello degli altri'.

Questo perché non sono un soggetto 'stereotipato' (non da leggeri assolutamente come insulto a chi entra nella depressione con un quadro 'classico', quanto per mancanza di visione che possono esistere dinamiche meno 'di superificie', meno 'acute' (come può essere le testimonianze che riporti alla 'mio figlio è morto, quindi soffro necessariamente più io - e ci tengo a dirtelo); eppure che possono essere egualmente estenuanti - e forse anche più profonde; proprio perché parzialmente (o totalmente) irrisolvibili o diffuse su un spettro cosi largo ed una trama così profonda da risultare poi complesse e difficili anche solo da diagnosticare.

Come te, oggi, ho difficoltà ad instaurare un dialogo con chi mi è vicino.
Due genitori che mi hanno portato a vivere un'infanzia assurda, per i quali ho caricato e somatizzato così tanto rancore, distacco, ed insesibilità - che oggi non riesco più a scaricare, ma nei quali con la vecchiaia ed il tempo oggi, vedo appunti due 'bambini', come tu dici, carnefici e vittimi di sé stessi, ma inesorabilmente amebe, inetti, nella persona di mia madre addirittura superstiziose (perché 'non credo agli psicologi) - che non possono rapportarsi con me alla pari, intellettivamente o culturalmente, da molti molti anni e che però continuano ad 'esserci' a personificare quel ruolo parentale che non hanno mai gestire (ma che hanno egoisticamente voluto), e che però continuano ad 'occupare', senza volersene andare. Senza volersi spengere e portare via con sé e sigillare così tutti i problemi che la loro natura assurda ha causato, e tutte le speranze e le opportunità che potrebbero invece dare... Parole e pensieri terribili, certo. Come quelle che rivolgo a me, all'esistenza volgare e puttana, priva di un significato ultimo reale, che è questa esistenza biologica. Un'altalena continua tra rancore, rimorso, e desiderio di oblio... tutto questo per un serie di eventi scoloriti, e per un senso pervasivo del nulla.

Depressione 'filosofica'.

Quella letargia che spesso ti prende e ti fa sentire quasi in colpa, sopratutto quando leggi od ascolti le testimonianze altrui.

Hai una compagna 'perfetta', sei 'carino', un'ottima mente, non hai problemi ad interagire socialmente, dalla società vieni visto come 'vincente', e sei ottimale in tutto ciò in cui ti viene raccontato dovrebbe risidere le felicità della vita. Ma non ti va bene.

Ti devi, comunque, 'lamentare'. Cercare risposte tra libri di autori morti, che aprono più domande e problemi di quante ne risolvano.

Questa è la storia di questo coglione. Un coglione come tanti, che racconta una storia come tante, scritta con una tastiera come tante altre, su un pianeta come tanti, in un universo infinito ed ignoto, che forse un giorno verrà compreso, ma che per tutti noi che oggi vogliamo gettare uno sguardo tra le sue trame risulta completamente insodabile.

Non so perché sono finito a scrivere su queste pagine questo lungo monologo. Hai una bella prosa, hai molto in comune con me (più di quanto ho scritto), e soprattuto mi sei sembrata una 'persona vera'.

Spero di non aver abusato del tuo tempo, se vorrai confrontarti sarò qui per leggerti e rispondere.
Inserito:  19 Gen 2017 08:21
Ciao, benvenuto Infinito.
Volevo ringraziarti per la comprensione, ti sono accanto.
Qui ho trovato un porto sicuro dove poter parlare ed essere capita. La solitudine a volte mi stritola, però mi basta venire qui e trovo un pò di sollievo. Scusami se a volte scrivo poco e sconclusionato, ma le mie giornate sono fatte di alti e bassi, a volte mi detesto per essere così, non ho nemmeno il diritto di stare male ed essere aiutata.
Mi vedo senza un obiettivo, in effetti non ne ho, visto che lavorativamente parlando lotto ogni giorno per pochi soldi, che non mi permettono di poter costruire nulla di concreto.
Le mie giornate sono vuote, cerco mille modi per distrarmi, a volte funzionano, a volte no.
Mi chiamo Maria :), e sono qui ogni volta che ne hai bisogno. Quando tutti dormono apri un libro o canta tra te e te una canzone che ti piace, a volte faccio così per addormentarmi.
Ti abbraccio forte
Inserito:  19 Gen 2017 09:22
Ciao Maria, non scusarti mai! Le tue parole sono state solo acqua fresca fino ad ora.
Ho letto che sei un'insegnante di inglese. Immagino tu abbia già vagliato ogni alternativa possibile, ma te lo chiedo comunque: hai pensato di ripiegare su un altro lavoro più remunerativo anche se non è ciò per cui hai studiato o ciò che ti piacerebbe fare nella vita? Anche come soluzione temporanea... O hai pensato di fare una capatina fuori dall'Italia? Hai contatti all'estero? Io sto già tastando il terreno un po' ovunque perché so che mi aspetta una situazione lavorativa disastrosa, se voglio praticare come avvocato. Non voglio sembrarti presuntuosa, arrivata qui con la mia bella soluzione pronta e impacchettata per risolvere i tuoi mali. Il mio è un tentativo di conoscerti.
Per quanto riguarda ieri sera era un momento di silenzio che non sono riuscita a riempire, mi sono lasciata prendere dal panico.
Inserito:  19 Gen 2017 09:52
Ciao Infinito,
ho riletto il tuo monologo tante volte e ancora non so bene come risponderti. Ti dico che la prima lettura mi ha incupita tanto e ammetto che l'immagine di una vasca rossa potrebbe restarmi in testa per tutto il giorno. Ma ti dico anche che dopo un po' mi sono seduta e messa comoda in mezzo a quel caos (che in realtà tanto caos non è), perché ho riconosciuto un ambiente che mi è familiare. (Purtroppo) hai ragione, abbiamo in comune anche più di quanto io abbia scritto.

Una cosa che mi sono chiesta mentre ti leggevo è stata se quella psicoterapeuta fosse il massimo che ti potevi aspettare; poi il tuo "depressione filosofica" mi ha fatto tornare in mente un'espressione che avrò letto da qualche parte chissà quando, e cioè depressione esistenziale. Perciò ti chiedo, non hai pensato che più che una psicoterapeuta a te serva un "filosofo"? Pensi di non avere stimoli culturali e intellettuali alla tua altezza, intorno a te?
Inserito:  19 Gen 2017 11:10
Ho pensato di fare altre cose e ne ho fatte anche, era un periodo nero e ho dovuto fare anche le pulizie per poter mangiare, io che ho fatto il liceo classico e sono laureata! mi guardavano dall'alto in basso. Mando tanti cv ogni giorno, metto anche annunci su subito ma nulla, in realtà mando anche curriculum alle offerte che trovo al nord, ma nulla, richiedono la residenza lì. E ogni giorno mi a combattere con la frustrazione, cerco di darmi la parvenza di una vita normale, fare buon viso a cattivo gioco, ma nulla.
Mi va bene ogni lavoro, purchè onesto, la penso così, ma l'italia è un'altra storia.
Anche a me capita di andare in panico nei momenti di solitudine, mi sento persa.
La solitudine mi fa paura
Inserito:  19 Gen 2017 15:21   Ultima modifica di: Thesoundofsilence
Posso immaginare la frustrazione... e immagino anche che sia sfiancante. Ma qualcosa ti impedirebbe di cambiare residenza o lo faresti? Se trovassi una buona offerta lontano dalla tua città, con uno stipendio adeguato ovviamente. Comunque purtroppo non è un luogo comune, è vero che in Italia la situazione è scoraggiante. Mettersi costantemente in gioco ed essere sul pezzo richiede tante energie persino per una persona al massimo della forma. Quanto mi piacerebbe poterti dare un aiuto concreto... Per curiosità, di dove sei?

PS. Io mi chiamo Chiara
Inserito:  19 Gen 2017 19:03
Io mi chiamo Maria :), sono della provincia di Frosinone, tu?
Se trovassi un lavoro decente, andrei anche in Trentino! :), dico sempre che bisogna andare dove c'è il lavoro. In Italia la situazione è quella che è, e vale anche se conosci.
Ti ringrazio per essermi vicina, anche essere capiti è tanto, non tutti sono capaci di capire.
Inserito:  19 Gen 2017 19:28
Sì mi sono presentata perché tu mi avevi detto il tuo nome :) io vengo dalla puglia, ma mi sono trasferita a Torino per l'università. Ormai anche questa è casa mia, ma a breve la lascerò per andare a Milano e poi chissà
Inserito:  19 Gen 2017 21:17
Bella la Puglia, una regione che produce tante cose buone :),
come ti trovi a torino? deve essere una bella città, milano è cosmopolita, peggio di roma :). andrai a milano per gli studi?
Inserito:  19 Gen 2017 21:22
ciao, scusate l'intromissione, mi piacerebbe consigliarvi un libro che mi ha aiutato molto in momenti difficili e che mi ha fatto capire che, purtroppo, non tutto è sotto il nostro controllo e che dobbiamo concentrarci su quelle poche cose che possiamo cambiare. Il nome del libro è: "Filosofia per la vita e altri momenti difficili" di Jules Evans. E' un libro che mi sta aiutando molto a passare questo momento difficile e spero possa fare altrettanto con voi.
Buona serata
Inserito:  19 Gen 2017 21:24
Ciao cursed soul, grazie per il suggerimento, ogni cosa è benvenuta, basta che il linguaggio non sia troppo  "filosofico" :).
Buona serata
Inserito:  19 Gen 2017 21:44
Non è molto difficile da leggere, il difficile è mettere in pratica, ma tutto sommato mi sta aiutando molto a mantenere la calma nei momenti di panico :).
Inserito:  19 Gen 2017 22:21   Ultima modifica di: Thesoundofsilence
Vado a Milano vivere con il mio fidanzato, tanto qui a Torino ho solo da dare esami. È più che altro una soluzione pratica (qui pago l'affitto ma sto quasi sempre da lui), spero vada bene. Milano è una città che ho appena imparato ad apprezzare, mentre Torino la amo tantissimo, è fatta su misura per me e ci passerei tutta la vita, quindi lasciarla mi dispiace.

Cursed soul lo terrò presente quando finalmente riuscirò di nuovo a leggere più di due pagine a sera :) sono contenta che tu abbia trovato qualcosa che ti faccia sentire meglio.
Ma sai cosa ti dico, stasera mi è proprio tornata voglia di leggere (ora passerò minimo un'ora a scegliere un libro)
Inserito:  19 Gen 2017 23:27
Mi fa piacere sapere di aver risvegliato la tua voglia di lettura :), io invece dopo i tuoi consigli sto cercando un' insegnate di violino nella mia zona, ebbene si, ho scelto lo strumento che fa per me :).
Un'altra cosa: leggi il libro che ho consigliato, anche solo 2 pagine a sera, ne vale veramente la pena e credo potrebbe aiutarti moltissimo.
Adesso mi metto a leggere, e la smetto di disturbarvi:)
Inserito:  20 Gen 2017 00:05
Non disturbi nessuno, a me fa piacere leggerti. Vedo che ti sei buttato su uno strumentino semplice semplice eh! Bravo, ti terrà ancora più impegnato e concentrato. Ad ogni modo sono contenta per te.
Comunque probabilmente appena metterò piede fuori di casa (mi auguro prima di fine sessione) lo farò per chiudermi in una libreria, non leggevo da così tanto tempo che non mi ero accorta di aver pochi libri qui a Torino e per di più già letti o che non mi piacciono più come 5 anni fa. Farò un giretto per qualcosa che ho in mente e così potrò cercare anche il tuo libro.
Inserito:  20 Gen 2017 08:04
Ciao Chiara e cursed soul, io tempo fa ho letto, "the secret", in pratica si tratta del pensiero positivo, molto bello anche quello, ogni tanto lo riprendo, ma mettere in pratica uhm...difficilino :), anche perchè l'ambiente di cui sono circondata è negativo, vi lascio immaginare tutto.
Credo che andare a milano dal tuo fidanzato sia un'ottima scelta, entrambe le città sono interessanti. La scorsa estate da noi a scuola è venuta una ragazza di torino, aveva bisogno di una certificazione per la lingua inglese, poi è tornata a torino, non ha resistito qui più di tanto.