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Inserito:  29 Lug 2018 21:14
Non vi racconto la mia storia, sappiate solo che voglio e non voglio morire, se avessi voluto davvero morire non credo sarei qui, ma al contempo considero il suicidio una specie di "porta d'uscita", a volte quando arranco e penso alla morte provo un sollievo fortissimo.
Volevo aiuto psicologico, ma mi chiedo: Resta traccia? Si possono avere problemi per cose come il porto d'armi? O lavori nella sicurezza se fanno controlli?

Inoltre volevo chiedervi se esisteva un aiuto via email con qualcuno in grado davvero di dare una mano, di persona non se ne parla proprio e mi vergogno anche al telefono, parlarne a voce, se non altro all'inizio.

Paradossalmente vado avanti solo pensando alla morte, quando mi sento tirare giù nel fondo penso "tanto morirò e tutto questo sparirà" e mi sento subito meglio, ho già tentato una volta, svariati anni or sono, poi ho vissuto con alti e bassi, il pensiero che è ricorso di tanto in tanto, ma da un po' di tempo a questa parte è tornato costante, ed altri "sintomi" collaterali si sono intensificati e cambiati, sento che è cambiato qualcosa e probabilmente il prossimo "step" potrebbe essere quello che mi potrà portare a farlo senza sbagliare
Inserito:  30 Lug 2018 16:00   Ultima modifica di: Arc en ciel
Ciao Odysseus,
a volte pensiamo che morire sia l'unica strada, la via d'uscita, per superare una sensazione di dolore così forte che non vogliamo neanche parlarne.
Ma poi, dentro, siamo più forti di quello che crediamo di essere o almeno una parte di noi lo è. Così andiamo avanti.
Perché pensiamo che arrenderci è in fondo una fuga oppure per paura di quello che può succedere o per inerzia... e rimane il paradosso e la confusione, che certo non ci aiutano a stare meglio.
Tu cerchi qualcuno con cui parlarne in confidenza e spero che lo troverai perché a me è servito molto anche se è stato faticoso. Soprattutto è stato difficile fidarmi all'inizio.