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Internet@mico / PER CHI RIMANE / Questa è la mia storia, il mio dolore / Episodi sgradevoli sul lavoro e successiva ruminazione.
Inserito:  31 Ott 2018 16:10
Ecco, io ritorno in questo forum dopo quasi un anno; all'epoca parlai con una utente che mi fu utile.

Ho una età che considero avanzata; non ho mai raggiunto un equilibrio personale, credo, per diversi fattori concomitanti. Credo di essere asperger. Mai uscito dalla solitudine. Sono in una situazione lavoartiva precaria da anni che si è aggravata negli ultimi tempi. Ho dovuto trasferire il mio negozio, come già dissi qui 10 mesi fa, in altra sede. E non va bene. Solo ora forse si muove qualcosa...solo che, ecco, stare al pubblico ti espone anche a situazioni negative, lievi e non lievi, e si sono ripresentate. Un tempo, visto che sono tanti anni che ci sono, mi passavano via e le gestivo bene. Ma ora non riesco a distogliermi quando mi capita. Avverto la necessità di parlarne, di spiegare nei particolari lo specifico episodio che mi è capitato e sapere cosa fare quando si ripresenta. Ma non ho nessuno con cui parlarne.
Quindi provo qui.
Magari, sarà giudicato una cosa assurda, su cui mi focalizzo eccessivamente. Ma, chi può dire cosa sia meno grave e cosa lo è di più? Bisogna considerare l'insieme di una situazione.

Dopo quasi due anni che mi sono trasferito mi capita un cliente che non vedevo forse da 3-4 anni. Lo riconosco, solo è molto più alto. All'epoca avrà avuto 13 anni (forse 15?) sembra che ora ne abbia 18, all'aspetto, o anche più. Già allora, insieme ai coetanei, non si comportava bene quando era in negozio. Ma a quell'età io so, sapevo, come gestirli.
Non mi aspettavo che ripetesse quel comportamento da adulto; è un altra cosa. Anche perchè all'inizio l'ho salutato, dicendogli che lo riconoscevo, che era la prima volta che veniva in questa sede. Mi ha chiesto qualcosa, ha fatto delle domande. All'inizio mi è sembrato normale. Ma poi le domande sono aumentate. Mi ha detto di avvicinragli alcuni oggetti. Mi ha fatto spostare altri oggetti. Poi le domande si sono intensificate e si sono fatte strane (si possono ancora usare questi?)....Io ho solo detto che posso anche farti una spiegazione da ebciclopedia ma che su tali oggetti non c'è poi da dire più di tanto. Ha poi comprato due oggetti per 3 euro. Dopo questo, ha chiesto qualcos'altro. Ecco, gli ho avvicinato un espositore. Voleva un oggettino che costa 60 centesimi. Ha detto che aveva solo 50 centesimi e ha chiesto se i 10 poteva riportarli un'altra volta. Io sono di carattere remissivo; ma ho anche pensato che la cosa più importante fosse che andasse via presto e che non avesse motivi di tornare; dei 0,10 non me ne importava. Così ho fatto. Poi è andato. Però, mi viene da pensare....non è che lui ha fatto così proprio per soddisfare un suo senso di prevaricazione....come ho detto lui non è più un bambino e si è comportato come quando lo era....io nonostante tanti anni di esperienza adesso non riesco a smettere di rimuginare sull'episodio...era sera tardi, non c'era nessun altro in negozio. Potevo rimproverarlo per il suo comportamento e indurlo con autorità a smettere?

Il problema è che sono occupato con un certo lavoro e la rumninazione mi distoglie dalla concentrazione.
Inserito:  31 Ott 2018 17:22
Ciao Aliquis, io sono dell'opinione che non possiamo sapere cosa passa per la testa negli altri, potremmo presumere, ma sarebbe solo un nostro pensiero, però noi sappiamo cosa ci tocca dentro in certe situazioni, che reazione sentiamo di avere e perché, prova a comprendere le tue sensazioni di quel momento, cosa ti dava fastidio e perché.
Inserito:  01 Nov 2018 08:23
Le mie sensazioni sono state contrastanti. All'inizio erano positive; poi, via via che il soggetto accentuava il suo comportamento anomalo sono progressivamente mutate. Alla fine ho provato solo fastidio nei suoi confronti.
Quello su cui rimugino dopo, e non dovrei dopo tanti anni, è se avevo un'alternativa, se avrei potuto comportarmi in modo diverso (per esempio dirgli "non puoi farmi tutte queste domande, non puoi farmi muovere tutto, non ti tolgo gli 0,10 perchè in base al tempo in cui mi hai occupato dovresti darmi in più") eccetera. In genere, per chi è al pubblico, è in realtà consigliabile far vedere di non essere irritati , se possibile, per non dare soddisfazione al provocatore (se è tale; può essere anche un difetto mentale il suo) cioè avere pazienza. Ma invece in certi casi è anche bene reagire con autorità. Non è sempre facile sul momento distinguere tra i due casi; in quel momento, visto che ho rivisto un vecchio cliente che non vedevo più da tempo, ho optato per la prima scelta. Dopo, sono venuti i dubbi. Soprattutto, cosa fare se si ripresenta nel solito modo. In tal caso credo che dovrò fare diversamente. Ma sono cose che non si possono programmare perchè si vedono sul momento.

Intendiamoci, non avrei questi problemi se la mia situazione fosse solida. In tal caso credo che la mia sicurezza interiore sarebbe stata altrettanto solida. Ma, se invece rimugino su questo, dipende dalla mia precarietà

Quest'annno, unica cosa positiva che mi è capiatata, ho pubblicato un libro. Ne sto finendo, o meglio, finire di revisionare un altro. Ma questo rimuginio mi distoglie dal lavoro.
Suggerimenti per non perdere la concentrazione?
Inserito:  01 Nov 2018 10:48
Ciao Aliquis, come ti dicevo nessuno può conoscere veramente gli altri, quindi quello che ti dico prendilo con le punte senza pretesa alcuna, solo qualche imput per aiutarti a capire dentro di te.
Hai ragione a dire che sono cose che non si possono programmare perché si vedono sul momento. Io non credo dipenda dalla tua situazione poco solida come dici, perché quello che siamo, lo siamo a prescindere.
Fai leva sul tuo "sentire", cosa sentivi appena lui è entrato e cosa sentivi dopo, col passare del tempo, prova a sentirlo senza giudicarti. Spesso quello che ci fa male è il giudizio che ci diamo in certe situazioni. Forse ti sei sentito insicuro sul da farsi, su come rivolgerti a lui e questo ti ha toccato dentro. Si, hai ragione, la gentilezza è sempre importante e non solo per chi sta al pubblico, ma anche la determinazione lo è, per non farci mettere i piedi sopra. Quale comportamento avere? Impostare un comportamento a priori? Io non faccio affidamento ai comportamenti a priori, perché come dicevi anche tu, le cose si vedono solo al momento. Quello che sento di dirti è di ascoltarti in quei momenti, forse appena entrato tu eri tranquillo, magari hai anche avuto piacere di rivederlo dopo tanti anni e pensavi anche che fosse cambiato, poi hai capito che non era cambiato e la situazione iniziava ad agitarti un pochino, forse il cuore iniziava a battere con più frequenza, forse il timore che facesse qualcosa o che non sentivi di gestire bene la cosa ti faceva accelerare il battito...ecco quando il timore fa capolino, in quei momenti si ragiona male e si fanno cose in modo impulsivo. Ecco perché credo sia importante ascoltarsi dentro, in quei momenti che il battito si fa più fitto prova solo a rilassarti, a dirti che non c'è niente da temere, pensa solo che se sei rilassato trovi da te la soluzione migliore e il comportamento migliore, se sei nell'agitazione è molto difficile, anzi è probabile che la situazione degradi, in quel caso se dai sfogo poi ti penti, se ti trattieni ti penti lo stesso pensandoti debole, insomma nell'agitazione come si fa si sbaglia, perciò quello che ti dico è di "sentirti" dentro di te, sentirti nel respiro se affannoso o tranquillo e se affannoso prova solo a calmarti pensando che nella calma le cose si aggiustano sia fuori che dentro di te. E comunque se non ci riuscissi non giudicarti male, perché è sempre il giudizio che diamo a noi stessi che ci fa male più della situazione in sé.
Dici che hai scritto un libro e ne hai quasi finito un secondo? Bene, mi fa molto piacere. Anch'io ho scritto due libri e li ho pubblicati con il self-publishing, che genere di libri scrivi?
Inserito:  01 Nov 2018 12:04
Dici molto bene. Si, l'importante è non agitarsi interiormente. Mi sembra anche tu, quando dici:

" se sei nell'agitazione è molto difficile, anzi è probabile che la situazione degradi, in quel caso se dai sfogo poi ti penti, se ti trattieni ti penti lo stesso pensandoti debole, insomma nell'agitazione come si fa si sbaglia, perciò quello che ti dico è di "sentirti" dentro di te, sentirti nel respiro se affannoso o tranquillo e se affannoso prova solo a calmarti pensando che nella calma le cose si aggiustano sia fuori che dentro di te. E comunque se non ci riuscissi non giudicarti male, perché è sempre il giudizio che diamo a noi stessi che ci fa male più della situazione in sé"

Ecco, hai colto come mi sento dentro, sia durante che dopo l'evento.

Scrivo libri di fantascienza. Uno è pubblicato, non con il self-publishing, ma da un piccolo editore non a pagamento. Gli è stato dedicato un articolo su una rivista online.
Sto ora finendo la revisione di un altro.
10 anni fa ne scrissi un altro che è risultato impubblicabile, per la mole e per altro. Questi ultimi due sono venuti meglio; e questa pubblicazione è al momento l'unica cosa buona che mi è capitata.
Quest'altro è di poco più lungo.

Scrivere mi è sempre venuto molto meglio che parlare. Credo che in un negozio si dovrebbe stare in due; magari, non dove ho il negozio ora. Ma dove sono stato prima per 20 anni sarebbe stato necessario, invece ero solo.
Ma vabbè; grazie comunque, Giulio.
Inserito:  01 Nov 2018 13:22
Confesso che la fantascienza non è il mio genere e quindi non m'intendo, però ammiro la fantasia e creatività degli autori e quindi la tua. Bello vedersi dedicare un articolo su una rivista on-line, sono bellissime soddisfazioni e sono molto contento per te. Porta avanti queste tue passioni, sono importanti nella vita.
Mi dispiace che hai dovuto spostare la tua attività, in effetti è difficile da soli, una pausa, un contrattempo possono sempre venire e se si è soli il negozio rimane chiuso, invece se c'è un aiuto l'attività va avanti lo stesso.
Inserito:  01 Nov 2018 16:37
Ho fatto quello che ho potuto.

E' un genere di nicchia, oggi, e soprattutto in Italia.
Per questo, unito alla crisi dell'editoria, è un problema.

Peccato, perchè molti non capiscono che la fantascienza è un "metagenere", cioè un genere che può comprendere tutti gli altri. Attraverso di essa, con la scusa di esplorare strani e nuovi mondi, si possono affrontare temi molto vari di questo mondo, spaziando dalla politica, alla storia, alla scienza vera, al giallo, al rosa, alle problematiche esistenziali, alla filosofia, eccetera. Infatti il mio libro è un trattato storico-filosofico sulla crisi attuale travestito da romanzo di fantascienza.

Il libro successivo è un mix tra fantascienza fantasy
e storia più complesso e ancora più indefinibile. Quando sarà pronto lo proporrò facendo leva sulla pubblicazione precedente, di cui costiuisce un seguito.

Saluti Giulio.
Inserito:  02 Nov 2018 11:34
Si, immagino che la fantascienza sia un po' uscire dagli schemi rigidi della mente e in questo senz'altro è una bella cosa, avere una mente più aperta ed espansa.
Se non sbaglio i vecchi racconti di fantascienza ora sono diventati realtà, sono un po' precursori, sono avanti coi tempi.

Si, dai pubblica quello nuovo e tienici informati :).