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Internet@mico / STAI PENSANDO AL SUICIDIO? / Il suicidio non si sceglie; accade quando il panico supera le risorse che lo compensano / Perché in fondo, è tutto un gioco di emozioni che non sai controllare
Inserito:  12 Lug 2019 07:55
Salve.

Se mi ritrovo a scrivere qui è perché ultimamente sto pensando seriamente all'idea di mettere fine alla mia vita.
Ultimamente le cose non mi vanno come vorrei.

Ho trovato questa pagina e letto quanto scritto sulla home e devo dire che si, un po' quelle parole mi hanno rincuorato, quantomeno sto cercando di vedere razionalmente la mia situazione e del perché quando sono solo, piuttosto che lavorare, o studiare, mi ritrovo a piangere e credo che scrivere, condividendo la mia esperienza, le mie sensazioni, possano aiutarmi a superare questo momento e magari aiutare chi come me sta vivendo una situazione simile.

Ho sempre avuto pensieri autolesionisti, di sicuro a partire dalle scuole medie, da quando ero vittima di bullismo.
Non mi hanno mai picchiato, anche perché non sono un peso piuma e conosco un po' di arti marziali, ma verbalmente quante critiche ed insulti gratuiti ho preso,  vivendo un ostracismo che ancora non riesco a spiegarmi.

Non mi sono mai ritrovato a farmi del male o a provare seriamente a togliermi la vita, più che altro credo per un senso di colpa che provavo e che tuttora provo se penso al dolore che proverebbero le persone a me care.

Come accennato prima, però,  ultimamente le cose non vanno come vorrei, più che altro perché più passa il tempo e più i miei obiettivi prefissati si allontanano.

Devo compiere 33 anni e devo ancora discutere la mia tesi di laurea magistrale.
La tesi l'ho scritta ed è corretta ma ancora devo sostenere gli ultimi due esami.
Il problema è che io ho fatto e sto facendo un grande errore: sto dicendo a chi me lo chiede che ho sostenuto tutte le materie.

Lo sto dicendo perché mi vergogno a dire a chi me lo chiede  che a 33 anni sono ancora uno studente ma accampando sempre più scuse per giustificare il ritardo della discussione della tesi, il peso della menzogna si fa sempre più pesante e mi viene sempre più difficile da gestire.

Certo, potrei confessare tutto, ma so che mi manca poco per finire e voglio evitare di dare questa ulteriore umiliazione ai miei.

Fra qualche giorno dovrò sostenere questi ultimi due esami e sono molto, ma molto demotivato.
Non mi sento preparato come vorrei e allo stesso modo in questi ultimi mesi non ho visto nessun tipo di collaborazione da parte di questi due docenti che senza volerlo fare apposta, da gennaio mettono i loro appelli quasi lo stesso giorno e quindi mi sono ritrovato a studiare e a studiare ricavandone però solo un pugno di mosche in mano.

Ho seguito diligentemente il mio tirocinio curriculare da 720 ore dove ho svolto l'attività progettuale che ho proposto per la mia tesi.

Da ottobre fino a fine marzo tutti i giorni, giorno e notte, sono stato in laboratorio con la speranza di discutere la tesi ad aprile, e ora se mi va bene, la discuterò ad ottobre ma nel frattempo vedo colleghi che criticando le mie scelte, fra qualche giorno si laureeranno avendo svolto per un terzo del tempo impiegato da me il proprio tirocinio ai quale i loro professori hanno però abbuonato le stesse ore che ho frequentato io, facendomi sentire come uno stupido, della serie: se non sei furbo, non vai da nessuna parte.

Non prendetemi, però, per un bamboccione.
Da quando ho 18 anni ho sempre lavorato, fatto qualcosa ma anche le esperienze lavorative che ho vissuto hanno contribuito a farmi stare così.

Nonostante una laurea triennale in ingegneria e vari corsi di approfondimento e professionali, gli unici lavori nei quali sono stato assunto sono stati lo spazzino e il bidello, lavori umili e dignitosi, certo, ma che hanno svilito le mie velleità lavorative, soprattutto se paragonate alle condizioni lavorative conseguite dai miei coetanei e conoscenti o da chi ha lo stesso mio titolo di studio.

Mi sono preso inoltre l'onere  negli anni di essere il titolare di alcune attività commerciali stagionali per venire incontro alle esigenze della mia famiglia, ma non ho mai visto un soldo nonostante il lavoro svolto e ciò mi umilia sempre più perché mi chiedo: come posso pretendere che gli altri mi rispettino nel mondo del lavoro se la prima a prendermi in giro in questo ambito è la mia famiglia?

Sono andato spesso a fare colloqui in agenzie per il lavoro ma queste, più che aiutarmi, mi hanno demoralizzato. 
Più o meno sapete come funziona: trovate un annuncio di lavoro interessante al quale rispondete mandando il vostro cv, l'agenzia che lo ha pubblicato e che in teoria ha fatto un preventivo screening sul vostro cv vi contatta e vi invita ad un colloquio e in occasione di quest'ultimo il selezionatore vi fa compilare dei moduli e commenta il vostro cv, come se non lo avesse mai letto fino a quel momento ed in ultimo, liquidandovi con un "ti faremo sapere", valutano se sottoporre il vostro profilo alla ditta che ha richiesto quella figura alla quale concorrete, senza però rilevarne l'entità.

Mi hanno detto, ad esempio, che la certificazione di lingua straniera in mio possesso non basta o che gli altri candidati per quella posizione lavorativa, a differenza mia hanno seguito dei corsi, nonostante io non fossi obbligato a seguirli, e ciò mi fa sentire inadeguato, come se fossi avvinghiato nelle morse di un serpente che più ti muovi facendo un corso e più ti stritola con l'inadeguatezza.

A settembre dovrei iniziare un nuovo lavoro, ma ho paura che si riveli una delusione che mi farà perdere ulteriormente tempo e che darà la classica mazzata alle mie ambizioni.

Negli ultimi mesi, quando mi sporgo dal balcone, in maniera sempre più incessante mi chiedo a come ci si possa sentire nel volare per 15 metri nel vuoto, se toccata terra senti dolore morendo sul colpo o meno.

Ho paura che in autunno queste domande possano trovare una risposta.

Certo, parafrasando il messaggio della home di questo sito, è tutto un gioco di sensazioni, se muori, non puoi viverle, ma per quanto tu possa concordare su questa cosa, il pensiero di farla finita è sempre lì.
Ma ti rendi conto anche che alla fine della fiera, il tutto è un gioco di emozioni nel quale devi gestire rabbia, invidia, gelosia, tristezza, autocompatimento, codardia e di tutto e di più.
Forse la soluzione non è ammazzarsi ma imparare a gestire le emozioni, il problema però è che sei solo tu l'unico insegnante per te stesso e devi convincerti di riuscire in questo intento.
Inserito:  12 Lug 2019 20:19
Ciao, dici giusto, in fondo è tutto un gioco di emozioni. Ho letto tutto ciò che hai scritto e mi appari una persona molto lucida che può benissimo farcela negli studi (io feci l'ultimo esame dodici giorni prima della discussione della tesi con la data di questa già ufficiale in bacheca, non ti dico che paura di non riuscire a superare l'esame).
Quando iniziai un percorso psicoanalitico volevo anch'io buttarmi giù dal balcone ma la psicologa mi disse che non era altro che il voler buttarsi nella vita, allora non la capivo questa interpretazione ma poi se cominci a pensarci capisci che può essere anche così e di fatto dopo ventidue anni da quell'affermazione sono ancora su questa terra piena di problemi, tanti, anni difficili ma tiro avanti.
Vuoi provare a pensare a questo anche se ti parrà banale detto così? Intanto in bocca al lupo, dai che ce la puoi fare, se hai voglia di scrivere ancora io sono qui. ciao
Inserito:  16 Lug 2019 21:15
ci sei? come va?