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Inserito:  23 Dic 2019 03:18   Ultima modifica di: Helloitsme1994
Ho 25 anni e scrivo immersa in un'ansia che non va mai via.
Non ricordo l'ultima volta in cui sono stata serena.
Mio padre è violento da sempre, fisicamente e verbalmente sia con mia madre che con me.
Con me ha smesso di alzare le mani, solo un anno fa, quando ho minacciato di denunciarlo. Mia madre mi ha strappato il cell dalle mani, mentre componevo il 112.
Lei non ha il coraggio di chiedere il divorzio e non lavora.
Neppure io lavoro.
Se è per questo, non ho neppure la macchina (nonostante abbia la patente e sappia guidare), il permesso di uscire la sera oltre la 00:30, di uscire in generale durante il giorno senza prima ricevere minacce, insulti e con il terrore che mio padre picchi mia madre mentre non ci sono (com'è già accaduto più volte); non posso dormire fuori casa e non posso lavorare, a meno che il lavoro in questione non rispetti i canoni imposti da mio padre (ovvero, a meno che non sia a tempo indeterminato...impensabile di questi tempi!).

Non avendo la macchina e vivendo in un paesino piccolo ed isolato, ho dovuto rinunciare a tantissime opportunità di lavoro (precario, in ogni caso), perchè non passavano i mezzi in tempo (nè per arrivare in ufficio nè per tornare a casa).
Insomma, sono in trappola.

Frequento l'università, nonostante dica da anni di non voler continuare tale percorso. I miei, di fatto, mi costringono ad andare avanti ed io, a questo punto, sono fuori corso da tempo.

Sono stanca.
Sono arrivata al punto in cui non so più neppure da dove iniziare a descrivere come mi sento.
So che siamo gli unici responsabili di noi stessi, che sta a noi affrontare le cose nel modo giusto, che non possiamo incolpare gli altri per il modo in cui ci sentiamo.
Quindi mi sento responsabile della mia debolezza, del fatto che penso al suicidio,  del fatto che non so come uscire da questa situazione ed aiutare mia madre. Mi sento in colpa, perchè lascio che un bastardo abbia il controllo su di me. Lo odio, ma odio di più me stessa.

Ho paura, di tutto e tutti: del futuro, in cui non vedo prospettive, di lavorare, di non lavorare, delle persone.
Non riesco ad interagire con qualcuno, senza poi sentirmi male e rimurginare sulla conversazione per ore, se non giorni.

Sono insicura, mi sento stupida, sola, debole, arrabbiata, infantile, ridicola, persino malata.
Me lo continuo a chiedere: e se tutto questo non fosse poi così grave? E se fossi io il problema? Esagero?
Magari un'altra persona avrebbe gestito tutto tranquillamente e non avrebbe avuto i problemi che sto avendo io! Conosco persone a me vicinissime che, nonostante le grandissime difficoltà, se la sono cavate alla grande, raggiungendo i propri obiettivi e risolvendo addirittura determinate questioni molto, molto difficili. Perchè io invece sono così mediocre?

M'incolpo, perchè nonostante ci provi a migliorare, ad essere forte, ad aumentare la mia autostima...nulla sembra funzionare.
E se mio padre avesse ragione? E se fossi davvero una fallita incapace? E se fossi davvero una persona indegna?

Non ho amiche, escluse due ragazze che conosco da quando sono piccola ed a cui sono molto legata.
A parte loro, non riesco a frequentare nessuno: da una parte non riesco a socializzare, dall'altra, ho tanti di quei limiti nelle uscite che, anche volendo, non saprei come e quando vedere la gente.

Sono fidanzata con un uomo più grande. Lui è davvero in gamba. la gente lo ammira molto, ha tanti amici, si fa volere subito bene, è molto intelligente...ci sa fare con le persone.
Ci sa fare anche con me. Sembra sempre cosa fare e cosa dire, al momento giusto.
Io non mi sento assolutamente alla sua altezza.
Sento addirittura che starebbe meglio con una delle mie amiche (che lui non conosce di persona, perchè si sono trasferite e che stimo davvero tantissimo).
Lo immagino accanto ad una qualche collega di lavoro, magari sua coetanea, magari in carriera...una che possa offrirgli più stabilità di me, una che abbia più carattere, più sensualità, più savoir faire e meno problemi mentali.
Una con cui vivere una relazione normale, senza una famiglia di persone tossiche, che mette paletti e veleno ogni giorno. Una con cui costruirsi una famiglia. Una che sappia essere una buona compagna.

Mi chiedo come faccia a stare con una come me, mi chiedo se non si sia pentito e se non stia con me per pena o perchè non trova motivi seri per lasciarmi o perchè ci sta pensando e vuole esserne sicuro.

Questo senso di inadeguatezza mi tormenta costantemente.
Non faccio che pensare a quanto io sia inutile, difettosa...a come lui e le persone che conosco, se ne rendano sempre di più conto e che presto mi abbandoneranno.

Vado in overthinking e vivo costantemente nella paura.
Ho sempre paura che la gente, specialmente lui, mi menta.
Ogni cosa che fa, ogni cosa che dice, nella mia mente suona come una bugia.
Mi sento trattata sempre con distacco.
Va a prendere un caffè con un amico? Sicuramente incontra qualcuna e non me lo dice.
Dice che va a riposare? Sicuramente è perchè non ha più voglia di sentirmi.
Le mie amiche dicono che sono state bene in mia compagnia? Balle, lo dicono per cortesia.
Una persona X mi fa un complimento? E' sicuramente solo di circostanza.

Tutto suona come una minaccia ed una bugia. Nella mia testa, c'è sempre qualcosa, da parte di lui, che non va. Allora gli chiedo sempre se è tutto ok, se ha qualcosa che non va...se è arrabbiato o scocciato...divento pesante e mi detesto ancora di più. Non litighiamo, non ce n'è motivo...divento semplicemente noiosa e ridicola, subissandolo di domande.
Stiamo insieme da due anni e questa sensazione non mi ha mai abbandonata, nonostante le cose SEMBRINO, in teoria, andare bene; nonostante lui mi dica che è tutto ok e che mi faccio troppi problemi.

Come si fa a vivere così? E' un inferno!
E' un inferno non distinguere più cosa è davvero un problema e cosa no!
Basta una parola, un tono di voce diverso, una chiamata non ricevuta, uno sguardo...che io vado in crisi. OGNI GIORNO E' QUESTO.
Vivo così, mentre i miei sono quello che sono, mia madre a sua volta è depressa e non so come aiutarla, il lavoro non c'è, la gelosia mi mangia viva, la sicurezza che non avrò mai una vita normale ormai sta lì e mi fissa....
Sono ormai oltre il limite.

Non mi sopporto più.
Cerco di nascondere quanto più posso questi miei pensieri e sentimenti, perchè non voglio essere pesante e perchè non voglio sembrare matta.
Ci riesco piuttosto bene.
Chi mi conosce sa che sono "un pò ansiosa", ma non immagina che penso di ammazzarmi ormai da tempo.
Sono gelosa, ma MAI aggressiva in nessun modo..anzi, mi sono sentita dire spesso che sono troppo gentile.

Non vedo più uno scopo. Non vedo perchè continuare a lottare con me stessa, se tanto è chiaro che non cambierà mai niente.
Mi odio. Mi sforzo di accettarmi, ma non ci riesco. Giuro che ce la metto tutta, ma sembro non essere fatta per questa vita. Nulla mi fa stare più bene. Non riesco a fare nulla, a portare a termine neppure la più semplice delle cose.

Allora penso al suicidio, ma ho paura anche di quello.
Sono in questo limbo senza fine, fatto di ansia, stanchezza, attacchi di panico, insicurezza...
persino ora mi sento uno schifo, perchè sento che mi sto piangendo addosso.

Eppure ho bisogno di sfogarmi, di mettere nero su bianco.
Mi sembra di aver corso fino a perdere il fiato, fino a stramazzare. Sento che ora sono stesa a terra, ad ansimare, come se stessi per morire, ma non muoio ed allora piango, sentendomi debole ed infantile per questo, sapendo che tanto, domani, ricomincerò la corsa.
Forse non mi porta a niente, ma del resto...nulla mi porta a qualcosa ormai.
Non vedo perchè continuare a stare qui, visto che può solo peggiorare. Vorrei solo trovare il coraggio di andarmene per sempre.
Inserito:  23 Dic 2019 15:08
io penso che dovresti rivolgere a un centro antiviolenza e farvi aiutare perchè no potete più stare in questa situazione.
Li ci sono psicologi e altro personale che ti può aiutare.....
Inserito:  23 Dic 2019 18:30
il fatto è che spesso, le autorità, sono molto poco affidabili.
C'abbiamo pensato, ma temiamo per il fattore economico. Non vorremmo trovarci, dopo qualche anno, in mezzo ad una strada...
Speravo di risolvere con un divorzio "normale", così da avere più certezze e tutela (ma mia mamma ha paura anche di quello, perchè teme che lui sparisca e non le passi il mantenimento).
Inserito:  23 Dic 2019 18:36
loro sapranno consigliarti meglio prova a chiamarli.
Una soluzione ci deve essere non potete vivere in queste condiszioni e con la paura che succeda qualcosa.
la violenza sulle donne non è da sottovalutare....
Inserito:  24 Dic 2019 01:16
Capisco la tua situazione anche io ho avuto un padre che ha maltrattato me e.mia.madre da quando ero piccola. Una volta.mi ha dato un calcio nel.sedere con le.scarpe.antinfortunistiche che per tre.giorni non.mi.so o.potuta.sedere. la.cosa.che.lo ha cambiato è stato avere un incidente in cui ha rischiato la vita e la.morte dei suoi genitori. Adesso il.mio rapporto con lui è basato su un pochi secondi di chiamata e basta.
Inserito:  25 Dic 2019 02:12
cara Helloitsme, tutti i tormenti su te stessa che descrivi sono la naturalissima e comprensibilissima conseguenza degli abusi di tuo padre. assolutamente non giudicarti, non criticarti, non trattarti male. viene naturale lo so, la tua psiche ha imparato a farlo assorbendo il comportamento di tuo padre. non sei niente di ciò che pensi di te,sei una ragazza sensibile e intelligente, attaccata alla tua mamma che è fortunata ad averti come figlia. avevi bisogno di tutt'altre condizioni per crescere sicura e serena, ma sei ancora in tempo per cominciare a vivere. non sei finita. fagliela pagare diventando forte, mandandolo al diavolo, incanalando la rabbia nella tua ricostruzione e non contro te stessa. sii orgogliosa di essere sopravvissuta nonostante tutto.  e te lo posso garantire mettendoci due mani sul fuoco, al tuo compagno piaci veramente e seriamente, io c'ho messo più di due anni a rassicurarmi sul mio fidanzato proprio perchè anch'io ho familiari orribili. stai tranquillissima, ti vuole bene davvero e gli piaci. forza mia cara, puoi convincerti del tuo valore, vai tranquilla; questo è il primo passo, la forza di ribellarti all'oppressione verrà di conseguenza.
Inserito:  27 Dic 2019 14:25
Grazie per aver letto il mio messaggio, che mi rendo conto essere davvero lunghissimo.
E grazie per l'incoraggiamento.
Purtroppo da quando ho scritto ad oggi, le cose non sono migliorate: anzi!
Lui sta affrontando un trasloco, si è fatto aiutare da un amico a portare via le cose più pesanti. Più volte mi sono offerta di dargli una mano e lui nulla, sembra volermi tenere fuori dalla cosa... salvo poi dire "cavolo Mario (nome di fantasia) è stato davvero gentile! questa cosa ci ha uniti: comunque il trasloco è una cosa personale, metti le mani tra le cose di un'altra persona, nella sua vita...".
E io lì morta dentro.
Il tuo amico può mettere le mani "nella tua vita" ed io no?
Ok.
Sempre più convinta che lui non mi ritenga "quella giusta".
A parole sono tutti bravi, ma i fatti mi dicono il contrario.

Quindi nulla, appunto, sempre peggio. Magari la cosa di per sè è banale (anche se io le do parecchio peso) ma...aggiunta alle altre si fa sentire il triplo.
Inserito:  27 Dic 2019 17:37
cercate di parlarvi altrimenti ti fai paranoie inutili...se si comporta così ci sarà un motivo spiegagli che il s
uo comportamento ti fa star male
Inserito:  30 Dic 2019 02:14
Helloitsme1994, hai provato a parlare con uno psicologo o uno psichiatra?
Inserito:  30 Dic 2019 02:56
Quando provo a parlare di come mi sento, la risposta è sempre la stessa: che mi faccio troppi problemi, che vado in overthinking, che devo stare più tranquilla...
Ecco perchè sono così satura: non capisco quando è giusto o meno preoccuparmi! Le cose sono due: o davvero sono io il problema, oppure le persone sono superficiali.

E giuro che vorrei tanto essere più serena, ma sento che sarebbe come nascondere la testa sotto la sabbia: un volermi auto convincere che sia tutto ok, anche quando sento che non è così.
Avrei la sensazione di mentire a me stessa! Ed immagino il giorno in cui, dopo aver ignorato le mie preoccupazioni (e quindi aver trascurato degli effettivi problemi, sminuendoli) tutto mi crolla poi addosso, di punto in bianco.
Sarebbe orribile pensare di aver trascurato e quindi lasciato andare male qualcosa, solo per stare tranquilla.
Avrei dei sensi di colpa e dei rimorsi enormi!

Comunque ho pensato di andare in cura, ma costa troppo.
Un percorso dura sicuramente ALMENO qualche mese e gli psicologi non sono proprio economici.
I miei, come dicevo, sono poco collaborativi e non pagherebbero, purtroppo.
Inserito:  30 Dic 2019 13:39   Ultima modifica di: Davi
Ciao, peccato che le persone che seleziono tramite il web siano sempre lontane, non avrò mai il piacere di una controbattuta immediata.
Il "tutto" che ti crollerebbe addosso per una tua "mancanza" secondo me è proprio la definizione di un disturbo :) Io trovo la tua storia mooolto confortante, perché cercavo appunto persone che si sentissero come me, che avessero dei problemi di comunicazione o insicurezza riguardo i rapporti interpersonali e con noi stessi nei riguardi della nostra idea di vita. Non so ancora come hai fatto a non ucciderti e basta, io ci ho provato per molto meno un anno fa ed avevo solo due voci in testa di quelli che sono anche i tuoi problemi. Sto cercando di smuovermi tuttora dalla stessa mediocrità che creo costantemente dal mio nulla fare, con la differenza che rispetto a tempo fa non vado più in nevrosi autocolpevolizzante, ma silo perché non lo riesco a sopportare, non credere... leggendoti ho pensato di venirti a prendere in auto perché siamo simili :') ma poi è sparita subito questa folle idea di parlare... e arrivare al primo silenzio imbarazzante o risposta non convenzionale che riaprirebbe di nuovo quel grigio dubbio sul cosa dire e non dire, sul sociale, sul fatto che in realtà non è cambiato nulla ed è tutto, in fondo, come prima.
Il fatto è che.. dovresti solo esprimerti, perché altrimenti non ne vieni fuori. La paura di essere se stessi è di per sé fingere di essere qualcun altro e mentendo a tutti non saprai se questi sono sinceri con te, e vale anche tra te e te. Che poi le domande su come sta andando la vostra relazione sono forti ahahahah sei proprio pazza su questo :) "hey.. allora, tutto ok.. ma sto sbagliando qualcosa..? Allora ti è piaciuto il regalo?.. ti annoio? Non... Non mi stai mentendo, vero? No perché se mi menti dimmelo sinceramente!" Scusa è la scenetta che mi sono immaginato.
Vorrei poter dire qualcosa che ti colpisca profondamente, per farti capire qualcosa di me con immediatezza e darti ciò che la tua confidenza ha dato anche a me, come per salvarti da qualcosa di negativo. Il problema è che non ci sentiremo o vedremo o diremo parole gentili. Per me la questione è rinascere, da tutto quello che mi succede ogni giorno sento la costante necessità di imparare a farlo mio per potermi guardare allo specchio ed essere un po' più pronto, soddisfatto. Spesso parliamo agli altri solo per parlare.. infatti a me non interessa troppo se trovi una soluzione, ma non solo perché non ci vedremo mai, ma perché credo che tu prima o poi ti renderai conto che dipende da quel silenzio, che conosciamo tutti bene, che cosa saremo in grado di dire per noi stessi, forse per te per la prima volta. Il fatto che tu sia comunque privilegiata nei miei pensieri perché hai dovuto sopportare cose molto peggiori delle mie, come vedi non mi ha impedito di dire ciò che pensavo veramente.. pur essendo cinico e disinteressato, e pur sempre dietro uno schermo.. io non l avrei mai fatto tempo fa e sono sicuro che riuscirò a trasportarlo anche al di fuori, se non perdo tempo con i contro-pensieri di censura. Devo ammettere che non ho letto totalmente il tuo scritto, ma solo perché certe parti mi hanno fatto pensare che tu stessi facendo un resoconto della tua vita e non stessi affidando la tua prossima mossa a persone che... "psicologo, centro di aiuto"
Io sono sicuro che se non sei ancora morta ora, e provo un grande senso di ammirazione, è come se tu avessi sopportato un viaggio all'aldilà senza annullarti, e quindi fossi un gradino più in alto..
Io proooooovo le stesse cose incoraggianti dette da Dora, che le ha gentilmente scritte interpretando chi sei da cio che tu hai scritto, caratteristiche che in fondo ognuno di noi sa di essere.
Il carico di ciò che ti porti dietro ti potrà tormentare e bloccare, come spingere tormentandoti, come farti distaccare per sempre dalla vecchia te. Tutto cambia, come l'Importante: per me è ora importante che tu consideri anche l'opzione positiva come possibile. Poi chissà cosa sarà importante per te o per gli altri, ma questo è il mio consiglio per te e sono sicuro che se te lo avessi scritto domani sarebbe stato un pastrocchio diverso, questo ambaradan di cose che ho buttato giù perché mi sono immaginato me che parlavo a te ^-^ ciao
Inserito:  30 Dic 2019 19:57
Ciao Helloitsme , vorrei raccontarti un episodio che mi è successo qualche anno fa , ero alla disperazione più completa e cercavo un modo per finire tutto quanto . Sono uscito di casa piangendo e ho cominciato a camminare (io vivo in campagna) , parlavo da solo ed era come se fossi cieco finchè ad un certo momento ho alzato lo sguardo e ho visto il cielo e le nuvole. Senza rendermene conto mi sono distratto dai pensieri e ho cominciato a perdermi in quelle forme , era come se fossi lassù. Mi sono visto così piccolo che anche i miei problemi sono diventati più piccoli ma soprattutto più chiari.Per un attimo ho provato un sollievo tale che mi sembrava di essere un'altra persona.
Quell'esperienza mi ha insegnato alcune cose che mi porto ancora dietro, innanzitutto in alcuni momenti bisogna avere una via di fuga per non impazzire e per me sono 'il cielo e le nuvole. Ho capito anche che i problemi si devono affrontare uno alla volta altrimenti ci si perde nei pensieri.
Da quello che ho letto mi sembra che tu abbia le idee chiare  su cosa ti fa stare male, penso che ti manchi solo un pò di ordine e soprattutto fiducia in te stessa ( del resto con persone che denigrano gli altri per sentirsi migliori non è facile nella vita e ne so qualcosa , l'insicurezza è la mia ombra).
Prima di salutarti aggiungo solo che non sei tu il problema ma la superficialità delle persone che preferisce nascondersi anzichè affontare se stessi , solo affrontando se stessi si può cominciare ad amarsi, un viaggio lungo e difficile ma unico e che merita di essere vissuto,
ciao e un abbraccio
Inserito:  31 Dic 2019 15:15
ciao helloitsme.. in un libro di Mark Manson (un giovane e brillante blogger molto popolare in America) si definisce con precisione il tipo di meccanismo mentale che hai descritto e che è in realtà molto diffuso. la chiama la diabolica ripetizione auto-giudicante, in pratica noi stessi giudichiamo negativente sentimenti già di per sè negativi. ossia.. ci arrabbiamo perchè siamo arrabbiati, ci sentiamo in colpa perchè ci sentiamo in colpa, siamo confusi del nostro essere confusi.. e ancora di più, ci arrabbiamo perchè siamo arrabbiati del fatto che siamo arrabbiati, ecc. ecc. non finisce mai. naturalmente in questo modo patiamo un doppio, triplo stress, ed è il trionfo di una cosa odiosa quanto inevitabile, cioè la nostra attitudine al giudicare. io lavoro in un ufficio di signore, chiamiamole così per educazione, e sono rimasta stupefatta a vedere quanto si giudicano tra loro e quanto giudicano me, poi ho capito che tutto il mondo è paese, cambia solo contesto ed età, ma dappertutto è così. è una cosa sia culturale che innata. non voglio dilungarmi, semplicemente per sopravvivere automaticamente pensiamo di dover essere i piu forti e quindi facciamo confronti e giudichiamo (attitudine innata), mentre dall'altro lato assorbiamo fin da piccolissimi questa ossessione del giudizio (ovviamente dai genitori, per chi ha la sfortuna di avere parenti che non sanno chiudere il becco), poi assorbiamo l'attitudine giudicante della gente in generale e dei mass media. così impariamo a ritorcere contro noi stessi questa cosa che abbiamo imparato e finiamo non solo col stare male per il giudizio che viene dall'esterno, ma anche col giudicare il nostro stare male.
la questione chiave è questa.. se ti giudichi, alla radice, una persona non adeguata, avrai sempre questo abisso di incertezza che nessuna rassicurazione potrà mai colmare. nè uno psicologo, nè un fidanzato, nessuno.. bisogna arrivarci per altre vie. io ne ho imparate alcune e me le ripeto sempre come un mantra. sono una zucca dura e ci sto mettendo ANNI a migliorare ma almeno sto sempre un pochino meglio man mano che passano i mesi.
ognuno è diverso ma tu fai così: appena percepisci il dubbio insinuarsi nella tua mente, su te stessa, o il tuo compagno, o il futuro, qualsiasi cosa, fermati al dubbio. non valutare il fatto che stai dubitando. una singola ansia è già sufficiente. NON devi farti altro male. concentrati sulla tua sensazione e pensa "ok. in questo momento ho paura e va bene così. non c'e altro da dire". il fatto che ti fai mille domande sulla tua paura è, in fondo, un modo per cercare di eliminarla, perchè...a chi piace avere paura? la tua mente vuole proteggerti, e pensare troppo è un modo un pò disperato di trovare una soluzione a un problema. appigli concreti non se ne hanno o non si pensa di averne. tutto si concentra nella nostra testa finchè non implodiamo.
la mente non vuole farci del male, ma pensando troppo automaticamente proviamo altra ansia e stiamo peggio. cerca di fare amicizia con la tua mente, che vuole aiutarti a sopravvivere. se ti viene paura, riconoscila, ma fermati lì. ferma qualsiasi catena di pensieri conseguente. "sto male. punto". " ho paura di questo. punto". e pensa che è tutto normale, tante persone stanno male e hanno paura, e tu non hai nessuna colpa. prova!
Inserito:  14 Lug 2020 21:08   Ultima modifica di: NautiIus
Ho la tua stessa età. ti sono vicino. Mi sono ritrovato nella tua situazione, tranne per il fatto che io non odio mio padre anzi mi faccio schifo perché riesco sempre a deluderlo. Sono solo un peso inutile x la mia famiglia. Sono sicuro che starebbero meglio senza di me perché faccio schifo e se lo meriterebbero.