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Internet@mico / VIVERE LE EMOZIONI / Amore. Un sentimento profondo / Non superare un amore ormai finito da tanto
Inserito:  18 Apr 2020 08:26   Ultima modifica di: Giacomo
Buongiorno a tutti. Ringrazio subito chiunque avrà voglia di leggere e di rispondermi qualsiasi cosa. Non posso scrivere tutta la storia, perchè è veramente travagliata, e per scriverla bene dovrei scrivere davvero 6 pagine. Mi limiterò a spiegare qual'è il succo del problema: io sono ancora pienamente schiavo del ricordo di una persona assolutamente speciale, la mia ex ovviamente, che è stata nella mia vita fino al 2015.. 5 anni fà, e non ho ancora superato il "lutto" della separazione. Lei per me è stata l'unico vero amore della mia vita, non avevo mai provato nulla di simile ne prima e ne, ovviamente, dopo. Penso ancora a lei tutti i giorni nonostante siano passati ben 5 anni.. quello che mi ha reso consapevole al 100% di avere un problema serio è il fatto che qualche giorno fà, ho scoperto che lei è incita (del suo compagno attuale ovviamente), e da come ho reagito (deprimendomi) ho capito che sono ancora schiavo del ricordo di questa persona che per me è stata unica e perfetta. Non riesco a passare oltre, a ricordarla semplicemente come una bella storia del passato, non ce la faccio, o forse non lo desidero neanche abbastanza.. vado apposta a cercare ricordi di lei che mi fanno soffrire, forse sono anche un pò masochista, ma è una sofferenza "dolce", non saprei come spiegare.. cioè, io è come se non  l'avessi mai lasciata in pratica. In tutto ciò mi ritrovo a 32 anni e mezzo, in casa con i genitori (con lei ho convissuto per 2 anni), con un lavoro in cui sono pagato poco (vigilanza) e senza una ragazza o una prospettiva di vita accettabile. So che in qualche modo dovrei prendere in mano la mia vita e fare qualcosa, ma il punto è proprio che non so nemmeno io cosa fare. Non mi definirei depresso come invece sono stato in passato in varie occasioni, ma sicuramente apatico, e sfiduciato totalmente da me stesso e dalla vita in generale. Sono in cura da una psichiatra anche perchè nella vita ho avuto altri problemi, e nella prossima visita che farò le parlerò ovviamente di questo problema specifico, e mi farò consigliare uno psicologo da cui poter andare per sperare di superare questa ossessione, perchè di questo si tratta. So che può sembrare una storia banale, ma vi assicuro che sono molto sofferente, preoccupato per il mio futuro. Ho paura che un domani la vita mi presenterà il conto e allora saranno dolori.. ringrazio chiunque abbia letto e chiunque voglia rispondermi dicendomi cosa ne pensa. Se qualcuno avesse qualche domanda la faccia pure, perchè spiegare tutto nel dettaglio era difficile. Grazie a tutti. Buona giornata e in bocca al lupo a tutti per questo cammino chiamato vita.

Un triste 32enne.
Inserito:  18 Apr 2020 08:39
Anzi, se qualcuno stesse passando o abbia passato un'esperienza simile e vuole condividerla con me, ben venga! Grazie a tutti!
Inserito:  18 Apr 2020 18:07
Ciao Giacomo, ti sono vicina. Concordo, è terribilmente difficile superare la perdita dell’amore della propria vita, perché la forza di attrazione verso questa persona è inspiegabilmente più forte di qualsiasi altra cosa. Forse ciò che ci rende così dipendenti dalla persona in questione (che questa persona ci ami ancora o no è del tutto indifferente) è la sensazione stessa di essere incatenati a lei/lui, come se sentirsi incondizionatamente devoti a un essere considerato superiore fosse una droga irrinunciabile. Ma si possono solo fare ipotesi sulle ragioni di questa sensatissima follia. La mente è spesso incomprensibile. Ho scoperto da qualche tempo questo campo misterioso dell’esperienza umana chiamata "amore della propria vita". Suppongo però che gli innamorati, comunque, non siamo solo amore. Ci sono altri aspetti della tua vita che ti frustrano e ti limitano. Il tuo abbattimento e la tua ossessione potrebbero essere acuiti da questo, da un senso di privazione più generale e profondo, perfettamente comprensibile nel mondo in cui viviamo. Questa donna era per te la tua ragione di vita, che in realtà sia ormai passata nella dimensione del ricordo mitico e idealizzato non ha importanza, la mente è disperatamente attaccata a quella che considera l’unica ragione per cui vale la pena vivere. Ancora non ne trova un’altra. Una tecnica d’emergenza molto semplice che il mio cervello adotta quando vengo abbandonata è trasferire su qualcos’altro la mia carica di amore e devozione. Così il ciclo non si interrompe, traggo dalla vicinanza di questo oggetto il conforto che mi è venuto a mancare.
Ci sono persone che non sono fatte per essere sole, senza qualcuno da amare. E' un fatto ed è meglio affrontarlo senza giri di parole. Per queste persone, vale sempre e comunque il malinconico detto "Chi cerca trova". Da millenni gli uomini escono di casa a caccia di una donna. Ora non è necessario uscire di casa, si può usare internet.
Queste sono le due soluzioni che ti consiglio... Cercare qualcosa che sia fonte di consolazione (non necessariamente un interesse che già hai, ma anche uno nuovo) o perseverare nella ricerca di un altro amore. La seconda cosa però, va fatta spegnendo ogni possibile tentazione di paragone con la “donna insuperabile”.
Inserito:  18 Apr 2020 18:23
Ciao Dora! Grazie innanzitutto per avermi risposto. Hai detto tutto giusto: nella mia vita ci sono diversi aspetti che mi impediscono di essere sereno (non dico felice, ma sereno mi piacerebbe poterlo essere). Il non aver superato la perdita della persona più importante che ho avuto nella mia vita li acuisce ovviamente. È difficile spiegarlo, io l'ho amata come non mi era mai capitato prima,e per la prima volta mi sono sentito amato.. non credevo neanche che esistesse una cosa del genere.. ed è arrivata come un fulmine a ciel sereno in un momento in cui avevo appena superato l'ennesima forte crisi.. che dire, ora sono almeno pienamente consapevole che ho un vero problema.. e che così non posso andare avanti.. pensare a lei ancora dopo 5 anni praticamente tutti i giorni, riconosco che non è normale.. e penso a lei non come ad una ragazza che ho amato tanto è con la quale sono stato bene, ma penso a lei quasi come ad una divinità.. non va bene affatto!! In qualche modo dovrò superare questa cosa.. anche perché lei è giustamente andata avanti con la sua vita e non tornerà. Ma tu hai vissuto qualcosa di simile?
Inserito:  18 Apr 2020 19:24
Dimenticavo: cercare un'altra ragazza mi è quasi impossibile.. praticamente lei per me era ed è tuttora unica.. e, come hai detto tu, le poche volte che mi sono avvicinato al genere femminile negli ultimi anni, il paragone con lei veniva automatico, non lo facevo nemmeno apposta, e mi sembra inutile dire che "vinceva" sempre lei su tutta la linea... "stravinceva" oserei dire.. però sono consapevole cmq che in qualche modo questo blocco dovrò superarlo.. appena sarà nuovamente possibile ne parlerò con chi di dovere..
Inserito:  19 Apr 2020 01:16
eh...purtroppo tutte queste tribolazioni che stai passando si chiamano... vita. Io l'ho imparato intorno ai 30 anni, nel mio caso sembra essere partito dal più classico degli errori femminili; mi ero innamorata di un professore universitario, per lo più sposato. Ora non ne parlo più con nessuno, ma i tuoi post me l'hanno fatto subito ricordare. E' stato un anomalo eccesso di romanticismo le cui ragioni sono complesse ma che per la più parte non c'entravano con l'amore; è diventata un'ossessione intollerabilmente dolorosa quando la moglie è entrata in scena, portando con sè tutto il corredo di strumenti di tortura della perfidia femminile, sebbene non ci fosse stato assolutamente nulla di concreto tra me e suo marito. Da quel momento, piano piano, anche il resto della mia vita è andato in pezzi. All'origine, la smodata passione per l'insegnante è stato un tentativo del mio inconscio di colmare la voragine psicologica creata dal terzetto di psicopatici che compone la mia "famiglia". A distanza di qualche anno, ho capito che tutto questo non è così anormale, famiglie deliranti e violente sono diffuse, e i rapporti umani in genere sono per lo più deludenti, quando va bene. Soprattutto, la vita può essere crudele anche e soprattutto con chi non ha nessuna colpa. Amara lezione che prima o poi avrei trangugiato. Era solo questione di tempo.
Inserito:  19 Apr 2020 01:40
Non preoccuparti di definire il tuo amore perduto. Non esiste normalità e anormalità in queste faccende. Più incanto e felicità si sono provati, più la scia della cometa si vedrà nel cielo. 10 mesi, 5 anni, 20 anni...che importa. Non sentirti "strano", anzi, dal momento che è stata terribilmente importante per te il lutto non può non durare a lungo. Se non fosse così il suo passaggio sarebbe stato un evento di poco conto nella tua vita. Non sei una persona superficiale, e questo ti fa onore. Ma da come scrivi sembri pronto a stare meglio, e ti faccio i complimenti. Non ho una gran fede negli psicologi, ma un buon specialista può accompagnarti nel superamento delle varie fasi del distacco; se si hanno risorse interiori, e da come scrivi mi sembra che tu ne abbia, basta qualche mese di ascolto da parte di una persona attenta e incoraggiante.
E' nella comunicazione della perdita che comincia la liberazione da essa; dentro di te ci sono tante parole che chiedono di essere raccontate.
Inserito:  19 Apr 2020 05:58
Ti ringrazio Dora per quello che mi scrivi e per avermi raccontato anche la tua esperienza! Devi essere una persona estremamente gentile e sensibile! Non ce ne sono molte nella mia vita. In realtà negli psicologi non ho molta fiducia nemmeno io.. sono già stato da vari psicologi, senza mai ottenere grossi risultati.. ci proverò ancora.. diciamo che Si, vorrei smettere di soffrire, non vivere costantemente di rimpianti e di rimorsi, e purtroppo ne ho davvero molti!! Non so se raggiungero' l'obiettivo, ma ci proverò per l'ennesima volta! Se per te non è un problema ti terrò informata se ti va.. qualcosa mi dice che sei una bella persona.. anche tu ovviamente puoi scrivermi di te in qualsiasi momento nel caso ne avessi voglia. Guarda, io vorrei solo non arrivare a 55/60 anni dovendomi pentire amaramente per le migliaia di occasioni perse... se così dovesse essere ti giuro che vorrei morire prima!! Poco fa ho letto anche i forum di persone che pensano al suicidio, e purtroppo mi riconosco anche in molte delle loro parole.. al suicidio ci ho pensato anch'io varie volte.. senza però mai neanche tentarlo per fortuna!! Ripeto, se vuoi anche tu raccontarmi di te, ti ascolto volentieri!! Un amico virtuale un po' triste.
Inserito:  19 Apr 2020 13:50   Ultima modifica di: dora
Caro Giacomo, grazie mille per la tua amicizia, la apprezzo davvero molto. Ho la tua stessa paura, sprecare la mia vita... non è affatto una bella sensazione. Non voglio sembrare lamentosa e sfigata come Calimero, ma nemmeno dal punto di vista lavorativo le cose vanno bene, anzi, è un incubo. Come Malaussène, la mia professione è il capro espiatorio, a tempo indeterminato o almeno finchè non suonerà la fatidica ora del pensionamento di una squilibrata che si troverebbe bene nel corpo della Gestapo. Cosa che, ahimè, non accadrà prima di tot anni. Sia il datore di lavoro precedente che quello attuale le lasciano fare quello che vuole tanto è insopportabilmente sgradevole e aggressiva. L'attuale datore di lavoro (che in teoria dovrebbe difendermi dato che ci conosciamo informalmente da 11 anni) non interverrebbe in mio favore in nessun caso. Anzi, mi si rivolta contro, sono io che "prendo le cose troppo sul personale"...e tanto "è così dappertutto"...quando gli uomini sono succubi di una donna la vergogna è doppia e fanno qualsiasi cosa per nasconderlo.
A denunciare il mobbing neanche a parlarne, no ho prove sufficienti e non posso permettermi di perdere il lavoro.
Tutto questo è un sardonico déjà-vu per me. Mi sembra di essere ripiombata nella stessa situazione familiare da cui sono scappata otto anni fa. Mia sorella non era molto dissimile da questo soggetto. Sono abbonata alle psicopatiche.
Inserito:  19 Apr 2020 18:00
Guarda, dell'ambito lavorativo non mi metto neanche a parlarne, perché ho avuto problemi di ogni genere nei numerosi lavori che ho fatto.. si sarà capito che sono un soggetto abbastanza particolare, e ho grosse difficoltà di adattamento.. i miei problemi sul lavoro che mi sono sempre portato dietro, hanno influito pesantemente sulla decisione della mia ex di lasciarmi.. mi rimprovero tutti i giorni un sacco di cose mamma mia!!!!!!!!! Ora ho si un contratto a tempo indeterminato, quello è vero, ma guadagno a stento 1000 euro al mese e farei molta fatica a vivere da solo... che grande situazione ragazzi!!! So che c'è di peggio, è vero.. ma anche la mia non è una gran bella situazione.. e le prospettive sono quelle che sono... rispondimi pure se ti va Dora, anche parlandomi di te se vuoi.. a presto!
Inserito:  19 Apr 2020 23:35   Ultima modifica di: dora
A me una volta è stato detto che sono "impegnativa". Cerco di mettermi nei panni di chi ha avuto a che fare con me, soprattutto dopo il periodo di crisi a cui ho accennato, e riconosco che potrebbe essere vero. in fondo questi poveri cristi avevano la loro vita e i loro problemi da affrontare e io probabilmente superavo il limite consentito quanto a complessità di carattere e problematiche psicologiche.
Mi chiedo se a una simile conclusione possa essere arrivata la tua ex ragazza. Il punto è che se fondamentalmente sei una persona particolare, in qualunque modo lo intendi, non potevi mutilare la particolarità da te stesso e, nei periodi difficili, agire come se la vita ti stesse sorridendo mentre non lo faceva affatto. Purtroppo, da parte sua, forse, c'era una parziale incompatibilità verso questo tuo lato più impervio. Può essere andata così? Se è anche il rimpianto di non essere stato diverso con lei a tormentarti in questi ultimi anni, ragionandoci un po' su credo non sia un rimpianto che abbia ragione di esistere se da parte sua c'erano problemi di compatibilità verso qualcosa che non potevi eliminare da te stesso.
Poi, la vita è imprevedibile.
Faccio un esempio.
Io considero la mia iper-sensibilità una grossa rogna, e infatti per me è difficilissimo conviverci, ma non è affatto detto che, dall'esterno, sia visto come un insormontabile difetto. Potrebbe anzi essere un motivo di apprezzamento nei miei confronti. (L'ho anche letto nel libro dedicato all'iper-sensibilità.) Si deve però essere disposti ad armarsi di scorte inesauribili di pazienza.
Non è affatto detto che non arrivi qualcuno che apprezzi le tue particolarità e le trovi un motivo di interesse o persino di affinità.
Secondo...Una cosa che mi è stata utile è stata cercare di capire il più possibile la psicologia maschile, per lo meno i tratti più diffusi. Non si può approcciarsi a un cervello maschile dando per scontato che lavori come quello femminile. Dalla mia ricerca non sono venute fuori delle banalità e grazie a una maggiore consapevolezza ho visto dei miglioramenti nel mio modo di relazionarmi.
Per farla breve, potrebbe esserti utile cominciare a "studiare il nemico". E' vero che persino Freud ha ammesso di non essere mai riuscito a capire cosa vogliono le donne, ma si può venire a sapere, magari grazie a dettagli che però sono rivelatori della loro psicologia, cosa potrebbe non piacere a una donna in un uomo. Chessò, per esempio la volgarità (la odio!), o l'essere distaccato emotivamente (le donne hanno un cervello molto più orientato alla comunicazione delle emozioni), o la melensaggine (meglio un virile equilibrio tra il non fare mai complimenti e farne troppi...), ecc. ecc.
Soddisfare l'interminabile lista di requisiti che le donne richiedono al malcapitato di turno è un'impresa assolutamente impossibile, e non ti esorto nemmeno a tentarla. Ma con l'astuzia data da una conoscenza teorica della materia si può evitare di commettere quelli che per loro sono errori irreparabili (per quanto sembrino, e siano, del tutto trascurabili) che mettono fuori gioco senza appello il povero corteggiatore.
Inserito:  20 Apr 2020 18:57
Ho letto con attenzione quello che mi hai scritto Dora, e volevo risponderti con calma. Si, con la mia ex penso proprio di poter dire che sia andata come hai scritto tu nelle prime 6 righe: in poche parole lei, pur volendomi bene (me l'ha dimostrato in un sacco di occasioni standomi vicino varie volte), ad un certo punto non se la sentiva più di progettare una vita insieme a me.. ma non posso neanche darle torto.. non sono affidabile, in certi momenti mi dico che "uno come me lo avrei lasciato anch'io".. semplicemente con il passare del tempo è venuta fuori al 100% la mia vera essenza di persona molto fragile, insicura e instabile. Una donna ha bisogno di avere al suo fianco un UOMO.. e io purtroppo non mi posso definire tale al 100%.. però passo tutti i giorni a rimuginare e a rimproverarmi.. e anche a chiedermi perchè mai un'altra ragazza dovrebbe invece sentirsela di provare a costruire qualcosa con me.. per il discorso di cercare di capire cosa realmente vogliono le donne, beh no, in effetti non ci ho mai provato, perchè in effetti quello femminile è un universo davvero complesso.. so solo che con lei sembrava davvero tutto perfetto.. pensavo di poter andare veramente ovunque con lei.. con il passare degli anni ahimè sono stato smentito.. Senti, volevo chiederti: mi daresti il titolo del libro di cui parlavi sull'ipersensibilità? me lo consiglieresti? anzi, se avessi altri libri da consigliarmi dimmi pure! Grazie in anticipo!! Giacomo.
Inserito:  20 Apr 2020 20:49
Tu *sei* un uomo, caro Giacomo, con le tue particolarità, come tutti gli uomini. Di certo non ci sono uomini perfetti, sempre valorosi, senza macchia e senza paura.. Non esistono uomini al 30, 40 o 90 percento. Esistono, fondamentalmente, gli uomini e i farabutti. Non appartieni alla seconda categoria, quindi rientri tranquillamente nella prima. Non devi cedere all’abbattimento per come sono andate le cose e crearti un ideale a cui pensi non sarai mai all’altezza. Tu sei tu. Non giudicarti mai per come sei, è inutile e nocivo, a breve e lungo termine. Siamo troppo abituati a raccontarci storie su di noi, ma la verità è che non ci sono storie da raccontare. Se pensi sia meglio, per il  futuro, diventare più sicuro di te (ma cancella comunque ideali maschili inesistenti) puoi studiare e allenarti a farlo, l'impegno può sicuramente darti delle soddisfazioni. Però è una tua scelta, non sentirti costretto da qualche obbligo, non ce n’è nessuno. Non esiste, in realtà, l’equazione: se sarò diverso piacerò di più. E’ solo un ragionamento che fai nella tua testa, ma come tanti ragionamenti che ci facciamo da noi, sono fuorvianti. Ci sono tante persone che hanno magari caratteristiche molto simili alle tue (non lo vanno a dire in giro) e tante dame che vorrebbero incontrare persone così. Ma ad attirare l’attenzione, a fare chiasso, sono i (finti) forti, disinvolti, capaci, così alla fine sembra che se non sei come loro non vincerai mai. No, no, no. al di là delle apparenze esiste un mondo nascosto di ragazze assolutamente normali e insicure a cui non interessano i galli cedroni ma ragazzi simili a loro. Stanne certo, so per esperienza che è così ( :
Bello che vuoi saperne di più degli iper-sensibili. Può interessarti soprattutto se rientri nella piccola e un po’ sfortunata categoria ( : E’ molto utile, per orientarsi, rispondere a un questionario di domande che attengono a specifiche dinamiche del nostro cervello in risposta agli stimoli esterni e interiori. Il cervello iper-sensibile, hanno dimostrato, funziona in modo diverso dal cervello di chi non lo è.
Ti incollo quello che avevo scritto in un altro post, e il questionario.
Inserito:  20 Apr 2020 20:55
<<Chi tende a farsi soverchiare dalla voce degli altri, al punto da distorcere completamente la propria opinione di sè, potrebbe far parte di una minoranza di persone che molti studi definiscono "ipersensibili" (il 20% della popolazione) il cui cervello è configurato in maniera tale da essere completamente esposto agli stimoli esterni con conseguente effetto soverchiamento. nella buona e nella cattiva sorte. per fare un esempio banale, si è molto sensibili alla musica, si piange, si ama, si sente che la propria vita è cambiata, insomma, un terremoto esistenziale. non per sentimentalismo, ma per come si attivano alcune aree del cervello (si attiva una risposta più intensa della media allo stimolo sonoro). ci si è fatti cambiare la vita dalla musica, è bello. ma la cosa funziona esattamente nello stesso modo per le cose meno belle, quando, altro esempio, si è sottoposti ad abusi psicologici. si innesca una catena cognitiva deformata e ci si distrugge da soli.
chi ha questo tratto di personalità iper-sensibile, conseguente al diverso funzionamento del cervello nella risposta agli stimoli, molto spesso non sa di averlo. sembra esista una correlazione tra l'iper-sensibilità e la depressione. gli studiosi hanno dato spiegazioni e descrizioni chiarissime dell'iper-sensibilità. una volta avuta conferma di possedere questa particolarità, si comprenderà tutto di sè stessi. si può re-interpretare a posteriori tutta la propria vita alla luce di questa scoperta.>>
Questo è il test elaborato dalla dottoressa Elaine Aron che negli anni '90 scoprì l'iper-sensibilità come tratto di personalità. Il libro si chiama "Persone altamente sensibili".

- Mi sento facilmente sovraccaricato dagli stimoli sensoriali forti
- Mi sembra di rendermi spesso conto dei dettagli più sottili nell’ambiente circostante
- L’umore delle altre persone mi influenza
- Tendo ad essere molto sensibile al dolore
- Sento spesso l’esigenza di ritirarmi durante i giorni più caotici in un letto o in una stanza senza luci, o qualsiasi altro posto dove posso avere un po’ di privacy e riparo dalle stimolazioni.
- Sono particolarmente sensibile agli effetti della caffeina.
- Sono facilmente sovraccarico da cose come la luce forte, gli odori forti, i tessuti grezzi, o i rumori forti come le sirene.
- Ho una complessa vita interiore.
- Mi sento a disagio in ambienti molto rumorosi.
- Mi sento profondamente coinvolto dall’ arte o dalla musica.
- Il mio sistema nervoso qualche volta mi sembra talmente logorato che vorrei solo uscire da me stesso.
- Sono molto coscienzioso.
- Sussulto facilmente.
- Mi mette molto stress fare tante cose in un breve lasso di tempo.
- Quando le persone sono a disagio in un ambiente tendo a intuire di cosa hanno bisogno per stare meglio ( per esempio modificare la luce o la seduta).
- Mi disturba molto quando la gente mi richiede di fare molte cose in una volta.
- Provo tenacemente ad evitare di compiere errori o scordare le cose.
- Mi impressionano molto i film o gli show televisivi violenti e cerco di evitarli.
- Divento molto suscettibile e “in allerta” quando molte cose si muovono intorno a me.
- Essere davvero arrabbiato mi crea una forte reazione, distruggendo la mia concentrazione e il mio umore.
- I cambiamenti di vita mi scuotono particolarmente.
- Noto e gradisco i profumi, i sapori, i suoni e le opera d’arte delicati.
- Trovo stressante avere più cose in sospeso alla volta.
- É una elevata priorità per me organizzare la mia vita per evitare dispiaceri e situazioni di sovraccarico.
- Mi sento infastidito dagli stimoli intensi, come rumori forti o scene caotiche.
- Quando devo competere o venire osservato in una performance, divento così nervoso e scosso che la svolgo molto peggio di come potrei fare altrimenti.
- Quando ero un bambino, i miei gentori e gli insegnanti mi consideravano sensibile o timido.

Se hai riscontrato più di 14 affermazioni che ti rappresentano sei probabilmente Altamente Sensibile.

(il mio punteggio è 26 su 27. un caso disperato... il libro della dott.ssa Aron mi descrive così precisamente che sembra un caso di stregoneria)
Inserito:  20 Apr 2020 20:58
Ti consiglio molto "Ciascuno è perfetto" di Raffale Morelli

«Non c'è alcun fine da perseguire, alcuna meta da raggiungere e non occorre fare alcuno sforzo per migliorarci. Soprattutto non c'è niente di noi che non vada bene e nessuno sforzo da compiere per rimettere le cose a posto.»

I nostri difetti, le nostre parti oscure, i nostri dolori, non vanno scacciati ma guardati in faccia e accolti dentro di noi. Se ne andranno da soli, come evaporando. Bisogna liberare la nostra passione, le nostre pulsioni erotiche, da tutte le gabbie morali e razionali, senza ideali né rimorsi.

«Tutto il contrario di quello che facciamo noi, figli dell'Occidente, che continuiamo a collegare, a paragonare il presente con il passato, a credere in qualcosa o in qualcuno, a valutarci, a giudicarci, a stimarci o a disistimarci.»
Inserito:  21 Apr 2020 16:12
Eccomi Dora, ho letto tutto con molta attenzione. Ti ringrazio per tutto quello che mi hai scritto e per l'incoraggiamento che mi dai! Farò tesoro di quello che mi hai detto! Tra l'altro mi sta piacendo questo scambio di opinioni! Allora, sui punti caratteristici dell'ipersensibilità ne ho trovati di sicuro 18 che mi calzano a pennello, su alcuni altri sarei un pò più indeciso.. ma 18 sono sicuri al 100%, quindi direi che si, rientro nella categoria.. anche se ne ero già praticamente sicuro. Ti ringrazio molto anche per i consigli di lettura! I libri di Morelli li legge mia mamma (ha sofferto di depressione anche lei anni fà), quindi poi le chiedo se ha in casa anche "ciascuno è perfetto" che mi hai consigliato tu.. e lo leggerò senz'altro. Di Morelli ho letto "non siamo nati per soffrire". Anche "persone altamente sensibili" quindi è un libro che mi consiglieresti? L'unico problema che ho io con i libri di psicologia è che a volte mi hanno incasinato ancora di più le idee, che sono già parecchio incasinate e contorte di loro... ti ringrazio davvero tanto cmq!! Se hai voglia di rispondermi e cmq di scrivermi su questo forum ogni tanto a me fà piacere, io sono qui e ogni tanto leggo!! Grazie ancora!! Giacomo.
Inserito:  21 Apr 2020 16:52
Sono contenta di esserti stata utile. Come dicevano i latini, "ad maiora"...ciao con affetto