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Inserito:  18 Ott 2020 13:03
Sono 5 anni che combatto con questo pensiero prepotente. Da circa un mese mi è stato diagnosticato il disturbo bipolare e mi sto curando anche con il litio.
In passato ho curato forti episodi di depressione da cui mi sembrava di essere uscito, invece no. Alti e bassi, errori e peggioramenti, solitudine e disperazione.
"Famiglia mortifera" (come dice la mia psicologa), "non paragonarti agli altri" (dice il mio psichiatra); sta di fatto che la sofferenza mentale è tremenda. Sto andando avanti a causa, o meglio, grazie, agli impegni lavorativi in cui sono coinvolto e per cui ho speso la mia parola. Ma quanto posso durare così? A 32 anni sono distrutto. Mai drogato, né alcolizzato, eppure ho una fragilità emotiva che fa spavento. Una voragine di eventi negativi familiari dirompenti, un errore sentimentale di cui mi prendo la responsabilità che mi ha condotto a disperarmi.
La domanda è: come riuscire ad andare avanti?? Devo attendere che le cure facciano effetto? Se ti ricoveri, la tua vita professionale è andata.. ma se vuoi rimanere nel mondo come fai a resistere?
La mia famiglia quasi mi deride e dice che devo tirarmi su, ma davvero questa indelicatezza è inappropriata.
Vi chiedo un confronto. Grazie
Inserito:  19 Ott 2020 13:28
io penso sempre a un'unica soluzione in questi casi: andare via di casa.
anche a me è capitato di nascere molto fragile ed emotiva e poi ho avuto la sfortuna di crescere in una famiglia di pazzi.
hai bisogno di costruirti una vita tua, chiudere col passato che è forse la causa diretta del disturbo. se al momento non è possibile, distaccati più che puoi, pensa sempre e solo a te stesso perchè chi ha fallito nel farti crescere sereno non merita niente da te. cerca di costruire in te stesso un rifugio mentale, in attesa di un rifugio vero.
Inserito:  19 Ott 2020 14:36
Un rifugio mentale, nel quale organizzarsi per porsi degli obiettivi precisi legati alla propria felicità, combattendo fino alla fine con le proprie risorse e quelle eventualmente acquisibili esteriormente per realizzare i suddetti obiettivi.
Inserito:  19 Ott 2020 17:32
Vi ringrazio per il vostro confronto e condivisione. è confortante.
Ho provato più volte ad andarmene da casa, con i miei alti e bassi sono dovuto sempre rientrare. Ora sto cercando di tenere duro anche se la situazione lavorativa è "liquida" e non è così semplice crearsi amicizie e reti in nuove realtà, al di fuori del lavoro, che poi tra l'altro ora non puoi nemmeno frequentare. Inoltre mantenersi totalmente da soli non è così facile se poi non hai energie.
Ma voi come affrontate la vostra fragilità? Percorso con Psicologo e Psichiatra? Avete qualche relazione di sostegno? Avete un compagno/a?
Inserito:  19 Ott 2020 21:14
Ciao Jsg, anche io come te, vivo questa sofferenza ogni giorno, oggi è stato un giorno terribile, di una sofferenza che neanche riesco a spiegare, tanto che fa male. Purtroppo anche io ho avuto la sfortuna di avere una famiglia negativa, quello che mi salva un po' è il lavoro, ma è difficile perché la depressione prosciuga le forze, le energie, l'unico desiderio è stare a letto con gli occhi chiusi e poter mettere a tacere il vortice di pensieri e di dolore. Ho fatto un percorso psicologico, purtroppo ho avuto una ricaduta e a causa della fragilità economica non posso permettermi di curarmi.
Inserito:  19 Ott 2020 21:33
io prendo ansiolitici e ho un fidanzato amorevole che mi sostiene tanto, ma purtroppo viviamo lontani.
ho tagliato completamente i ponti con quel che restava della famiglia, ma anche se sono indipendente è dura, sono presa di mira in ufficio, mi sembra di vivere lo stesso incubo che vivevo a casa.
tutti i giorni sono in ansia e non ho appoggi di nessun tipo qui dove vivo.
la mia unica ragione di vita è il mio fidanzato.
bisogna trovare un motivo per vivere e un rifugio se no il mondo ti distrugge.
Inserito:  20 Ott 2020 13:26
Ciao Christie e Korealove, vi ringrazio per le vostre condivisioni: mi fanno sentire meno solo. La depressione, il disturbo bipolare sono vere e proprie malattie alla stregua di un tumore purtroppo. La vita è già dura di per sé e qualora manchino gli affetti veri e la famiglia, le questioni si complicano. Andare via da casa significa ritrovarsi in una nuova realtà, pagarsi un affitto non irrisorio e vivere in autonomia, pagandosi tutte le spese. Quindi se non si ha un buon stipendio diventa difficile. Poi c'e' il problema di farsi nuovi amici.. io ci sto provando ma è davvero dura. Non so quanto tempo riuscirò a resistere. Mi sembra di essere un morto che cammina. Intanto continuo le cure ma lo strazio è molto forte.
Inserito:  21 Ott 2020 20:53
Ciao JSG, purtroppo la depressione e il disturbo bipolare sono, come hai detto tu, delle vere e proprie malattie, di cui però non bisogna parlare, la depressione è ancora tanto stigmatizzata. La mia famiglia non mi è mai stata accanto, anzi, hanno fatto di tutto per peggiorare la situazione. Affrontare un affitto non è facile, in particolare di questi tempi, la pandemia rende tutto più difficile.
Non ho le forze perchè la depressione prosciuga le energie, e per quanto mi sforzo non riesco a trovare la scintilla per andare avanti, causa anche tanti avvenimenti negativi.
Spero che le cure possano aiutarti, dare quel sollievo per poter ripartire.
Inserito:  24 Ott 2020 10:01
Il mio psichiatra mi ha modificato la cura: lui dice che la depressione bipolare è una malattia devastante e i pensieri suicidi derivano da li. Poi le situazioni circostanti quali la famiglia, gli amici, gli ex amici, il bullismo, le maldicenze, i rimuginii degli errori passati giocano tutti il loro ruolo ma le cure sono fondamentali.
Ieri ho avuto la visita e sono un pò meno sfiduciato.
Ho una sensibilità elevatissima e mi rendo conto che la mia fragilità mi condizionerà per sempre. Ma..
Ricoverarsi non serve: ti sedano e ti imbottiscono di tranquillanti. Puoi curarti da casa.
Uccidersi non è così semplice (almeno al momento per me): ho provato anche a vedere alcune modalità ma mi spaventano.
Provare una terapia più forte ma che ti lascia comunque la possibilità di lavorare e ragionare può essere una soluzione, che al momento voglio percorrere.
Razionalmente è una soluzione. Per ora provo così e spero di riuscire a riemergere un pò perchè quest'apnea mi sta asfisiando.
Inserito:  24 Ott 2020 12:48
è un'ottima cosa trovare la terapia giusta: può portarti in direzioni impreviste, a un cambio di prospettiva su te stesso, le persone, il mondo. la vita è imprevedibile (lo so bene) e magari un giorno ti ritroverai, per una catena di avvenimenti, in una posizione lavorativa redditizia che ti darà autonomia e un senso più completo e maturo di te stesso; e magari conoscerai anche una persona che ti starà accanto e ti vorrà bene. non sarai più solo. per il momento vivi questo periodo come una fase di cambiamento di te stesso, in cui guardi solo al futuro e ti muovi nella ricerca di una piccola ma gratificante serenità; allo stesso tempo, è anche  un periodo di analisi e stabilizzazione del tuo disturbo grazie alle cure che intraprenderai.
Inserito:  24 Ott 2020 15:38
Ti ringrazio korealove per lo stimolo e la tua testimonianza. Ho paura del futuro, purtroppo la mia famiglia mi lascerà una serie di grovigli non indifferenti da risolvere. Inoltre la solitudine del momento presente è straziante.
Però ora, avere la consapevolezza che ci sono rimedi farmacologici e che questo ha un nome (depressione bipolare) mi fa accende un barlume di speranza. Insomma le proverò tutte, il dottore mi sembra molto in gamba (ne ha salvati diversi e ha salvato anche me qualche anno fa) e la scienza ha fatto passi da gigante in questi ambiti. Prima di farla finita voglio dare fiducia alla medicina che mi dice che un rimedio c'è.
Sulla questione "persona che mi vorrà bene", accolgo la tua testimonianza: non mi faccio troppe aspettative vista la mia estrema sensibilità e le delusioni vissute nel passato. Sarebbe molto bello incontrare una persona che ti accolga così come sei.. vedremo come procede la vita.
Questo forum è un punto di sfogo utile, in quanto nell'anonimato riesci ad esprimere ciò che alle altre persone è inesprimibile in quanto tabù.
Inserito:  24 Ott 2020 16:11
la sensibilità in questo mondo è generalmente un handicap. però, togliendo i suoi aspetti "oscuri" e ansiogeni dati dall'estrema vulnerabilità che comporta, è un tratto di personalità raro e prezioso di cui, tanto per consolarsi, si può andare fieri. non si può separare dalla nostra natura; è radicata dalla nascita sia nella sfera delle percezioni che delle emozioni e del ragionamento. significa, nei casi migliori, essere persone più evolute. una cosa che ho capito è che è un tratto che ci rende apprezzabili da parecchi; non tutti vogliono avere a che fare con dei T-rex. si può essere amati proprio in virtù della sensibilità, soprattutto se comporta una maggiore empatia e ascolto dell'altro.
Inserito:  30 Ott 2020 22:12
Ciao, presente. Stasera più che mai la disperazione si fa sentire.
Fa quasi ridere quando ti vengono a dire con quell'aria di supponenza "tu devi essere molto sensibile", come se fosse una cosa di cui vergognarsi. Sicuramente si vive meglio non provando niente, nell'ingenuità più totale, per carità. Nessuno lo nega. Vorrei tanto essere strafottente e anche scema, di certo soffrirei meno... un abbraccio
Inserito:  31 Ott 2020 10:31   Ultima modifica di: JSG
Ciao Korealove e dear_evie_hansen vi ringrazio per i vostri contributi. La sensibilità così accentuata come possiamo avere noi deve essere trattata con i guanti. Io, se ad esempio una persona mi toglie il saluto sto male qualche mese e ci ripenso continuamente.
Nel mio caso era il sintomo di un disturbo bipolare, in altri casi di depressione, in altri di qualche altro malessere psichico. A mio avviso essere ipersensibili e sani è per pochi.
Io ho avuto un infanzia traumatica e un'adolescenza altrettanto traumatica, la base genetica del disturbo era già presente e la realtà ha fatto il resto.
Inizialmente ho cercato di nascondere in tutti i modi la cosa, fuggendo anche dalle situazioni. Poi pian piano i nodi sono venuti al pettine, la fragilità si è mostrata in tutta la sua prepotenza, e in un momento di stress ho avuto un forte episodio di mania che mi ha portato lontano da casa e ad abbandonare tutto. Dopo la mania, la depressione con deliri psicotici e istinti suicidari. Poi la cura con antidepressivi e antipsicotici e la ripresa, ma di nuovo una fase di up: scelte burrascose e modalità non sane, allontanamento da casa. Poi ancora forte depressione con istinti suicidari e di nuovo fase di Up con compromissione di alcuni rapporti amicali e familiari.
Ora, a seguito di una nuova depressione, la diagnosi di bipolarismo e l'inizio della cura con litio.
Non so ancora se ce la farò: la mia sensibilità (e timidezza delle fasi depressive) mi è di ostacolo. Il pensiero suicidario è ricorrente: dalla mattina alla sera. Ci sono giorni migliori e giorni peggiori. Settimanalmente faccio un report al mio psichiatra, faccio un percorso con una psicologa e sporadicamente partecipo a dei gruppi di aiuto in cui si affrontano con l'aiuto di un team di psicologi i traumi infantili.
Ce la sto mettendo tutta per rimanere aggrappato alla vita ma vi assicuro che il rimuginio e il pensiero suicidario sono tremendi.
Il passato mi fa male, il futuro mi terrorizza: non so ancora se riuscirò a sopravvivere, o meglio, a vivere con un pò di serenità.