Sabato, Novembre 26, 2011

Ode al presente

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Questo
presente
liscio
come una tavola,
fresco,
quest’ora,
questo giorno
terso
come una coppa nuova
- del passato
non c’è una sola
ragnatela -
tocchiamo
con le dita
il presente,
ne scolpiamo
il profilo,
ne guidiamo
il germe,
è vivente,
vivo,
non ha nulla
dell’ieri irrimediabile,
del passato perduto,
è nostra
creatura,
sta crescendo
in questo
momento, sta trasportando
sabbia, sta mangiando
nelle nostre mani,
prendilo,
non lasciarlo scivolare,
che non sfumi in sogni
o in parole,
afferralo,
trattienilo
e dagli ordini
finché non ti obbedisca,
fanne strada,
campana,
macchina,
bacio, libro,
carezza,
taglia la sua deliziosa
fragranza di legname
e con essa
fatti una sedia,
intrecciane
lo schienale,
provala,
o anche
una scala!

Sì,
una scala,
sali
nel presente.
gradino
dopo gradino,
fermi
i piedi sopra il legno
del presente,
verso l’alto,
verso l’alto,
non molto in alto,
soltanto
fin dove tu possa
riparare
le grondaie
del tetto,
non molto in alto,
non andartene in cielo,
raggiungi
le mele,
non le nuvole,
quelle
lasciale
andare per il cielo, andare
verso il passato.
Tu
sei
il tuo presente,
la tua mela:
prendila
dal tuo albero,
innalzala
nella tua
mano,
brilla
come una stella,
toccala,
addentala e incamminati
fischiettando per strada.

Pablo Neruda

Martedì, Ottobre 18, 2011

CORSO SULLA COMUNICAZIONE

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Giovedì, Settembre 29, 2011

25° Telefono Amico Rivoli

Siete tutti invitati!

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Martedì, Agosto 2, 2011

Lasciarsi andare

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LASCIARSI ANDARE

“La sicurezza, l’inesprimibile sicurezza
di mettersi tranquillo con una persona
senza dover soppesare i pensieri e
misurare le parole, ma lasciarle
scorrere così come vengono, come
grano misto a pula, consapevoli che
una mano fedele le raccoglierà e le
vaglierà e conserverà ciò che vale la
pena di conservare e disperderà il resto al vento con un soffio
di gentilezza”

George Eliot

Venerdì, Luglio 8, 2011

Per dargli una mano…

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Nell’altro non si entra come in una fortezza,
ma come si entra in un bosco in una bella giornata di sole.
Bisogna che sia un’entrata affettuosa per chi entra
come per chi lascia entrare, da pari a pari, rispettosamente,
fraternamente.

Si entra in una persona non per prenderne possesso,
ma come ospite, con riguardo, con venerazione:
non per spossessarlo ma per tenergli compagnia,
per aiutarlo a meglio conoscersi,
per dargli consapevolezza di forze ancora inesplorate,
per dargli una mano a essere se stesso.
(Primo Mazzolari)

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