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Inserito:  17 Mag 2021 13:27
Già dal titolo, potrete capire in che stato io mi trovi...
Diciamo che ultimamente nulla va come dovrebbe andare.
è da un pò, ormai che ho iniziato a praticare incisioni sulle mie gambe, con dei taglierini. Lo so bene che è sbagliato, ma alla fine è l'unica cosa che mi fa stare bene. Ho provato a parlarne con qualcuno, ma l'unica risposta che ho ottenuto fino ad ora è stata "Ma si, tutti lo fanno una volta nella vita" oppure "Lo fai solo per attirare l'attenzione delle persone". Queste cose mi fanno male, perchè mi faccio ancora più pena. Da un po' ho anche iniziato a pensare appunto al suicidio: non è detto che io mi voglia suicidare, ma mi preoccupa il fatto che io abbia iniziato a pensarci. Durante questo mese, poi, il mio umore è diventato ancora più nero di prima: vedo le persone sorridere e mi viene voglia di morire, perchè penso "se loro hanno diritto di essere felici, perchè io non dovrei?"
Questi pensieri non fanno altro che peggiorare la situazione, e mi fanno venire voglia di premere di più con il cutter sulle mie gambe. Penso che non rileggerò nemmeno ciò che ho scritto fino ad ora, perchè altrimenti mi sentirei ancora più inutile, ancora più patetica, ancora più sola. Io scrivo per liberarmi di quello che ho dentro, ma non rileggo mai quello che scrivo: infatti quando scrivo sono troppo sincera, come se dovessi confessarmi in chiesa;  ciò che rende ancora più frustrante la mia esistenza, perchè non penso sia degna di essere chiamata vita, è che io non sono mai davvero sincera con me stessa: io indosso perennemente una maschera, per paura di vedermi per quella che sono. Sono come un parassita, assorbo i mille modi di fare, le capacità, lo stile delle altre persone e li trasformo in miei. O almeno, questo è quello che mi ripete mia madre da tutta la vita. Ah, e c'è anche lei di mezzo. Lei non fa altro che peggiorare la situazione. Infatti, la prima volta che mi sono tagliata, stavo piangendo, dopo una lunghissima litigata con lei: mi sono guardata allo specchio e mi sono detta: "ma quanto schifo posso fare?"
e ho preso un cutter. Inizialmente, quando avevo accarezzato l'idea mi veniva ribrezzo, per il sangue e per il fatto che compiendo quel  gesto mi sarei auto-danneggiata; poi, piano piano il dubbio si è infilato nella mia mente ed ho iniziato ad immaginarmi quei sottili tagli, come se fossero stati veri. Quel giorno, di cui parlavo prima, presi il cutter e feci un piccolo taglio, lungo più o meno 2-3 centimetri al massimo. Non era per niente profondo, anzi, non sanguinava nemmeno. Poi ho premuto di più, finchè un rivoletto di sangue, poco meno di una goccia, ha iniziato a fuoriuscire. Non è per niente grave, anzi, non mi è rimasta nemmeno la cicatrice, ma da quel momento ho iniziato a farmi strada nell'idea che fosse giusto, punirmi in quel modo. Sottolineo che i tagli che mi faccio non siano profondi affatto, ma capisco che l'idea di base non è delle migliori. Lentamente, nei momenti di crisi ho iniziato a farmi dei tagli, e continuo a premere finchè non esce del sangue per tutta la lunghezza del taglio. Da poco ho iniziato a fare dei tagli più lunghi, e a continuare a ripassarci con la lama. Ricordando poi, che io fino ad ora sono sempre stata molto "schizzinosa" diciamo, nel senso che alla sola vista del sangua mi veniva la nausea. Ci sono varie e varie ragioni che mi hanno portato a questo, ce ne sono così tante che probabilmente alcune le ignoro io stessa. In questo ultimo anno poi, ho iniziato a fantasticare sui vari modi a mia disposizione per farla finita: penso che nel caso opterò per un overdose di farmaci, essendo casa mia ben fornita, soprattutto dopo l'infarto di mio padre. Se dovessi morire però, penso che farei come Anna Baker di 13, lascierei una lettera dove spiego le ragioni per cui mi sono tolta la vita (un po' per rasserenare alcune persone, un po' per farne sentire in colpa delle altre). Ho iniziato anche a lasciare degli indizi, possiamo dire, per fare capire alle persone che mi stanno intorno quello che mi sta succedendo: voglio vedere se se ne renderanno conto solo quando ormai sarà tardi. O, forse, non mi toglierò mai la vita: forse è "solo una fase" come mi suggeriscono alcuni. Non penso però che una persona che sta bene con se stessa e con il mondo farebbe ciò che faccio io, e non penso nemmeno che si senta come me. Vorrei solo trovare qualcuno che mi dica perchè vale la pena di vivere, e soprattutto perchè la MIA vita vale la pena.
Grazie per avere dedicato del tempo al mio patetico racconto, ma spero di non essere la sola a sentirsi così